GUERRA IN UCRAINA. L’EGITTO AUMENTA LA PRODUZIONE DI GRANO

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Fonte Immagine Middleeasteye.net

La guerra in Ucraina minaccia la sicurezza alimentare egiziana e spinge il Governo del Cairo ad aumentare la produzione locale di grano. L’ambizioso obiettivo è l’autosufficienza.

L’Egitto importa l’85% del suo grano da Russia e Ucraina impegnate in un confronto militare che sta producendo numerose conseguenze economiche e che minaccia direttamente la sicurezza alimentare egiziana. Secondo le recenti dichiarazioni del Segretario Generale delle Camere di Commercio Egiziane – Alaa El-Ezz – rilasciate in un’intervista telefonica a Egypt Independent – le riserve di grano egiziane possono coprire quattro mesi e mezzo, mentre per il  riso sono assicurati nove mesi e mezzo di stock strategico.

Nell’ambito del vasto programma “Vision 2030”, già da qualche anno il Governo egiziano ha posto in essere politiche mirate all’aumento della produzione di grano, con il fine di coprire il 70% del fabbisogno locale e ridurre la dipendenza dalle importazioni: politiche che si sono rivelate piuttosto efficaci, con un aumento della produttività per acro – anche grazie all’utilizzo e allo sviluppo di nuove varietà di grano, che garantiscono una maggiore resa e che resistono alla siccità, agli insetti e alla salinità – ma che vanno completamente ripensate alla luce dei nuovi scenari globali. 

Prima dell’inizio dell’attuale stagione agricola, il Governo aveva fissato il prezzo di approvvigionamento per il grano che acquista dagli agricoltori a 820 sterline egiziane (44,60 dollari) per ardeb – unità di misura utilizzata in Egitto e in altri paesi del Medio Oriente – con un aumento del 15% rispetto all’anno precedente.

Oggi, davanti all’aumento dei prezzi e alla prospettiva di un rapido esaurimento delle scorte, il Presidente Al-Sisi annuncia nuovi incentivi per il settore agricolo e per il controllo dei prezzi alla vendita. Il prezzo del grano locale è salito a 885 sterline egiziane (48 dollari), una misura che mira a compensare il deficit dovuto al ritardo nelle importazioni. La fissazione del prezzo di approvvigionamento del grano costituisce certamente il principale incentivo che lo Stato utilizza per spingere gli agricoltori a fornire i silos statali, piuttosto che venderlo ad acquirenti terzi.

Con una popolazione che ha raggiunto i 102 milioni di abitanti, l’Egitto registra la più alta domanda interna di grano. Il fabbisogno annuale è stimato intorno in 18-20 milioni tonnellate e secondo le statistiche ufficiali il rapporto di autosufficienza, che è il valore della produzione interna di grano rispetto al volume dei consumi, si attesta intorno al 40,8%. Le politiche di espansione produttiva, dunque, difficilmente basteranno a conseguire l’obiettivo di una piena autosufficienza nel breve e medio periodo.

Per comprendere la portata di questo tema e l’impatto che il conflitto sta avendo sul mercato interno egiziano, è necessario mettere in evidenza due punti: l’importanza del prezzo del pane e la disponibilità di risorse idriche. Prezzi bassi per le forniture di grano sono la conditio per rendere possibile la produzione di pane a prezzi accessibili; ricordiamo infatti che il pane a basso costo – come la storia egiziana ci insegna – è indubbiamente uno dei pilastri del “patto sociale” tra lo Stato e gli egiziani.

Dallo scoppio della guerra, il prezzo del pane “non sussidiato” è aumentato del 50% e l’imminente inizio del mese sacro di ramadān (il 2 aprile prossimo) potrebbe portare a un ulteriore aumento. Normalmente, infatti, la festività produce un aumento della domanda di prodotti alimentari di largo consumo.

L’Egitto deve inoltre fare i conti con quella che costituisce una delle più grandi sfide attuali e per il prossimo futuro: l’acqua. Il settore agricolo in Egitto consuma circa l’85% della quota egiziana delle acque del Nilo e questo costituisce il principale limite all’espansione di questo settore; per questo motivo l’Egitto diversifica l’approvvigionamento di acqua con altre fonti come la desalinizzazione dell’acqua di mare e il riutilizzo delle acque reflue.

Pane e acqua sono dunque le parole d’ordine per il Governo del Cairo. Il rischio è quello di una grave carestia con una conseguente mobilitazione della popolazione. 

Laurea in Governance e Sistema Globale conseguita presso la facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Cagliari con una tesi intitolata "Essere musulmani europei. Un'identità plurale e in divenire". Il suo principale ambito di ricerca riguarda la presenza musulmana in Europa, con particolare attenzione ai rapporti tra le comunità islamiche e gli Stati. Particolare attenzione è rivolta altresì all'area Vicino e Medio Orientale, nello specifico all'Egitto.

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