L’UCCISIONE DEL GIORNALISTA AMERICANO IN UCRAINA AGGRAVA LA TENSIONE TRA STATI UNITI E RUSSIA

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Fonte Immagine: https://www.dailymail.co.uk/news/article-10608037/American-journalist-51-shot-dead-Russian-troops-Ukraine.html

Il 13 marzo Brent Renaud, un giornalista statunitense del New York Times, si trovava insieme ad un collega ad Irpin, in Ucraina, per documentare la fuga dei profughi di guerra ed è stato assassinato con colpi di arma da fuoco dalle forze russe nei pressi di un checkpoint. Il consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, Jack Sullivan, ha affermato che la Russia dovrà affrontare pesanti conseguenze per ciò che sta accadendo.

Secondo Andriy Nebytov, il comandante delle forze di polizia regionali della città di Kiev, il reporter americano di 51 anni è stato ucciso dall’esercito russo ed un altro collega è rimasto ferito e successivamente trasferito in ospedale. Renaud si trovava in Ucraina per lavorare ad un progetto per conto del TIME Studios, il quale era incentrato sulla crisi mondiale dei rifugiati. L’attacco al giornalista è parte di una persistente censura russa nei confronti di coloro i quali tentano di riportare la realtà dei fatti dell’invasione e confutare dunque ciò che viene dichiarato dalla Russia in merito alla situazione in Ucraina.

L’aggressione è avvenuta in seguito al bombardamento della base di addestramento militare di Yavorin, a Leopoli, situata al confine tra l’Ucraina e la Polonia. L’attacco ha causato circa 35 morti e si tratta del bersaglio colpito dall’esercito russo più ad ovest da quando è iniziata l’invasione dell’Ucraina. Essendo la Polonia membro della NATO, il portavoce del Pentagono John Kirby ha affermato che nel caso di attacco in territorio NATO verrebbe invocato l’articolo 5 dell’Alleanza Atlantica, in cui si afferma che l’aggressione militare contro alleati della NATO viene considerata come un attacco diretto a tutti gli alleati, legittimandoli ad agire di conseguenza.

Jack Sullivan ha dichiarato che il rapporto sull’uccisione di Brent Renaud contiene elementi brutali, definendo l’episodio come parte integrante di un piano spietato da parte dei russi. L’amministrazione Biden ha annunciato che indagherà sul caso insieme alle forze ucraine e all’intelligence americana per determinare la dinamica e stabilire le appropriate ripercussioni che peseranno sulla Russia.

Nata a Catania nel 1989, è laureata in Politica e Relazioni Internazionali presso l’Università di Catania con tesi sull’analisi delle micro-dinamiche del terrorismo internazionale. Ha successivamente conseguito la laurea magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche con lode alla facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Siena con tesi in protezione internazionale dei diritti umani su “Il ruolo della vittima dinnanzi alla Corte Penale Internazionale: un’importante evoluzione nella repressione dei crimini internazionali”. Ha partecipato al programma Erasmus+ a Leuven, in Belgio, dove ha frequentato la facoltà di criminologia alla KU Leuven per sei mesi. Appassionata di diritti umani e di politica internazionale, è stata ospite in una trasmissione TV locale per discutere dei recenti sviluppi geopolitici mondiali. Da novembre 2020 collabora con IARI come analista geopolitico e da settembre 2021 è membro della redazione USA&Canada.

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