LA DIGA DELLA DISCORDIA: LE TENSIONI TRA EGITTO ED ETIOPIA

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Fonte immagine: https://english.alarabiya.net/News/middle-east/2020/08/11/Sudan-says-Ethiopia-s-controversial-dam-talks-delayed-for-consultations-

L’acqua: un elemento essenziale per la sopravvivenza del genere umano e della Terra stessa. Idrogeno, idrogeno, ossigeno. Un composto chimico di  estrema semplicità, eppure rende possibile la formazione di quello che oggi viene chiamato anche ‘l’Oro blu’.  

La definizione di ‘Oro blu’, ci fa comprendere come l’acqua sia diventato un elemento che ha subito, a fronte dei cambiamenti climatici e dell’elevato incremento della popolazione, una drastica riduzione in termini di disponibilità. Proprio per questo motivo l’acqua è diventata una risorsa strategica e di sicurezza nazionale. Infatti, nelle aree del mondo dove si registrano gravi periodi di siccità si sono generate forti pressioni su questa risorsa, che hanno causato tensioni geopolitiche e in qualche caso ci hanno portato a parlare di vere e proprie guerre per l’acqua. 

Nel caso che riguarda l’Africa orientale, e che in particolare vede coinvolti Egitto, Etiopia e Sudan, non si può parlare ancora di una guerra per l’acqua, nonostante le dispute diplomatiche che oramai si susseguono a partire dal 2011.

La Great Ethiopian Renaissance Dam (GERD) è un progetto ideato e portato avanti dalla EEPCO, ovvero dall’Ethiopian Electric Power Corporation, che prevede la costruzione di una diga di dimensioni mastodontiche nella regione etiope del Benishangul-Gumez, che riguarda la parte di Nilo Azzurro. 

La Diga di Hidase, in cui l’azienda italiana Salini ha avuto il ruolo dirigere i lavori, ha riscosso una risonanza di tipo internazionale in quanto diverrà il primo impianto idroelettrico in Africa e il settimo nel mondo, generando approssimativamente 6000 MW se tutte e tredici le turbine verranno attivate. La GERD avrà inoltre dei serbatoi con una capacità di riempimento di 74 miliardi di metri cubi di acqua, ciò significa che si creerà una riserva d’acqua utile alla produzione di energia elettrica.  

Il primo riempimento della diga è avvenuto durante i mesi estivi del 2020, il secondo nel luglio 2021, mentre per il completamento si prevedono ancora circa tre anni. 

Proprio il 21 febbraio 2022 è avvenuta l’inaugurazione della diga, in cui il Primo ministro dell’Etiopia, Abiy Ahmed, accompagnato dagli ufficiali di Stato, ha ufficialmente dato avvio alla prima delle tredici turbine facenti parte del progetto. Per l’Etiopia, questa diga rappresenta un’opportunità senza precedenti di perseguire i propri obiettivi di sviluppo socioeconomico.

In Etiopia, solo il 48,27% della popolazione ha accesso all’elettricità, dunque, la messa in funzione di tale diga comporterà un miglioramento considerevole sotto il punto di vista dello sviluppo civile, economico e sociale. 

La ‘Millennium Dam’ avrà il merito di registrare un aumento di produzione energetica in Etiopia di circa il doppio rispetto ai livelli attuali, e questo condurrà Addis Abeba a diventare un paese esportatore di energia elettrica, grazie a cui incrementerà i propri profitti sulle esportazioni. È chiaro, dunque, che la costruzione della G.E.R.D non assumerà importanza solo sotto il punto di vista socioeconomico, ma anche a livello geopolitico. Infatti, anche e soprattutto grazie al progetto, l’Etiopia è destinata a diventare uno Stato protagonista in Africa Occidentale.

I numerosi benefici che la diga apporterà all’Etiopia non sono bastati per mantenere una situazione di quiete nell’area del Corno d’Africa. Infatti, la costruzione della Diga ha attirato numerose attenzioni internazionali per la disputa venutasi a creare tra Egitto ed Etiopia nel giro di questi undici anni. 

Al contrario dei numerosi benefici che l’Etiopia acquisirà dalla costruzione della diga, dal punto di vista dell’Egitto, la G.E.R.D rischia di divenire un potenziale fattore di retrocessione economica e geopolitica. L’Egitto è uno degli stati economicamente e politicamente più potenti in Nord Africa, e la sua grandezza è nota sin dagli albori della storia. La sua posizione, fondamentale per il commercio e lo scambio tra Oriente e Occidente, gli ha sempre permesso di avere una certa voce in capitolo nelle questioni di carattere internazionale.

Tutta la cultura e la ricchezza di quello che storicamente si potrebbe chiamare l’Impero egizio, dipende in larga misura dalla presenza del fiume Nilo, il quale sfocia nel Mar Mediterraneo passando proprio per le terre d’Egitto. È indiscutibile che la presenza del delta del Nilo ha concesso all’Egitto il privilegio di poter usufruire di uno dei sistemi di irrigazione più efficienti di sempre. Come conseguenza e beneficio di ciò, ha potuto maturare e mantenere il potere economico e politico che detiene da migliaia di anni. Infatti, il fiume Nilo rappresenta una sorta di proprietà di tipo storico e culturale nell’immaginario egiziano.

Al di là dei benefici che il Nilo ha apportato in passato, tutt’oggi rimane una risorsa di sussistenza fondamentale per l’Egitto. Infatti, è dal Nilo che derivano il 97% delle fonti di irrigazione e dell’acqua di cui i circa 100 milioni di egiziani usufruiscono, ed è grazie al Nilo che l’Egitto può vantare un’economia basata sull’agricoltura nell’arido territorio del Sahara, a differenza dei suoi vicini stati nordafricani. 

Da qui l’origine della disputa tra Etiopia ed Egitto: la messa in atto di tutte e tredici le turbine e il riempimento della diga che avverrà in alcuni anni, comporterà una riduzione di mmdi acqua che l’Egitto utilizza per sostenere la propria economia e i propri cittadini. 

Più nel dettaglio, si prevede che a causa del riempimento della diga, nei prossimi tre anni l’Egitto subirà una drastica diminuzione nella metratura dei terreni coltivati di circa il 72%, per la precisione 39,511,290 acri di terra, avendo come principale conseguenza quella di generare una perdita in termini di Pil pro capite dell’8%, in quanto si prevede un aumento della spesa per importazioni di beni alimentari dal valore di $18.45 miliardi di dollari dagli Stati Uniti e di un drastico aumento della disoccupazione. Ciò avrà dei risvolti molto negativi sotto il punto di vista socioeconomico, in quanto il principale settore su cui l’economia egiziana si regge, è quello agricolo. 

La tensione tra Addis Abeba e Il Cairo è iniziata con l’avvio del progetto della Great Ethiopian Renaissance Dam nel 2011 e nonostante i numerosi meeting diplomatici per trovare un punto di incontro, ancora non si è giunti ad un accordo soddisfacente per ambo le parti. Mentre al-Sisi evidenzia il ruolo essenziale delle acque del Nilo per la sopravvivenza dei cittadini egiziani, Abiy Ahmed replica come la Diga di Hidase non solo sia di fondamentale importanza per lo sviluppo elettrico ed economico dell’Etiopia, ma questi stessi benefici saranno fruibili in tutta la macroarea.

I rapporti tra i due paesi si sono inaspriti di molto e il raggiungimento di un punto d’incontro sembra essere molto lontano. Il risvolto della situazione in atto non sembra andare verso una situazione pacifica e quieta, in quanto sia l’Etiopia che l’Egitto si sono dichiarate disposte a fare di tutto, anche a tirare in ballo i rispettivi eserciti, pur di difendere le proprie ragioni. 

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