GLI STATI UNITI DICHIARANO IL FALLIMENTO DELLA RUSSIA NEL MANTENERE I CORRIDOI UMANITARI PER LA POPOLAZIONE UCRAINA

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Dopo due tentativi di cessate il fuoco falliti da parte della Russia, gli Stati Uniti d’America e i loro alleati hanno esortato le Nazioni Unite affinché sollecitino la Russia a creare dei passaggi protetti mediante il quale i civili in fuga dalle città ucraine assediate possano mettersi al sicuro.

Martin Griffiths, il capo degli aiuti delle Nazioni Unite, ha dichiarato che il numero di civili ucraini vittime della guerra è in rapido aumento. A causa del mancato intervento della Russia per tutelare gli individui del territorio ucraino, la crisi umanitaria si sta aggravando. Nel corso della riunione del Consiglio di sicurezza dell’Onu tenutasi per fronteggiare la situazione di emergenza della guerra, l’ambasciatore statunitense alle Nazioni Unite Linda Thomas-Grenfield ha affermato che è necessaria una sospensione dei bombardamenti per consentire ai civili una via di fuga. Ha inoltre ribadito che la Russia deve fornire un impegno chiaro e inequivocabile per autorizzare ed agevolare prontamente l’apertura di corridoi umanitari sicuri lungo delle rotte designate.

Nel corso del terzo round di colloqui tra Ucraina e Russia, il capo negoziatore russo ha annunciato che un altro cessate il fuoco è previsto e che verranno istituiti dei percorsi di fuga fuori dalle città sotto assedio. Il Ministero della Difesa russo aveva annunciato l’apertura di sei corridoi umanitari in alcune città ucraine. Tuttavia, Kiev non ha accettato la proposta in quanto le vie di fuga convergevano verso la Bielorussia e verso la Russia stessa. Anche successivamente alla dichiarazione della creazione dei corridoi, i molteplici bombardamenti russi non sono cessati e hanno bloccato l’evacuazione degli ucraini dalle città prese d’assalto, come Sumy, Kiev e Kharkiv. In particolare, nella città portuale di Mariupol, migliaia di civili sono intrappolati e privi di acqua, cibo e forniture mediche. Ad oggi, sono circa 1,7 milioni le persone fuggite dai territori ucraini e più di 1.200 civili hanno perso la vita.

Nata a Catania nel 1989, è laureata in Politica e Relazioni Internazionali presso l’Università di Catania con tesi sull’analisi delle micro-dinamiche del terrorismo internazionale. Ha successivamente conseguito la laurea magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche con lode alla facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Siena con tesi in protezione internazionale dei diritti umani su “Il ruolo della vittima dinnanzi alla Corte Penale Internazionale: un’importante evoluzione nella repressione dei crimini internazionali”. Ha partecipato al programma Erasmus+ a Leuven, in Belgio, dove ha frequentato la facoltà di criminologia alla KU Leuven per sei mesi. Appassionata di diritti umani e di politica internazionale, è stata ospite in una trasmissione TV locale per discutere dei recenti sviluppi geopolitici mondiali. Da novembre 2020 collabora con IARI come analista geopolitico e da settembre 2021 è membro della redazione USA&Canada.

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