LE NAZIONI UNITE SULL’UCRAINA: DAI “BUONI UFFICI” ALL’IPOTESI DI INTERVENTO?

3 mins read
Fonte Immagine: https://www.vaticannews.va/content/dam/vaticannews/agenzie/images/afp/2020/02/04/17/1580834864546.jpg/_jcr_content/renditions/cq5dam.thumbnail.cropped.500.281.jpeg

La sessione speciale delle Nazioni Unite sull’Ucraina si è aperta con la ferma condanna degli atti commessi contro la sovranità e l’indipendenza dell’Ucraina, ma si è conclusa in un clima di guerra. 

È accaduto quanto speravo non accadesse mai”, queste le parole di esordio del discorso pronunciato da un preoccupato Gutiérrez, di rientro dagli appuntamenti africani. 

Le Nazioni Unite non possono rimanere impassibili dinanzi a quanto accaduto: la decisione della Federazione Russa di riconoscere l’indipendenza delle regioni di Donetsk e Luhansk costituisce la violazione dell’integrità territoriale e della sovranità dell’Ucraina e si pone in netto contrasto con i principi della Carta delle Nazioni Unite.

Nello specifico, la decisione viola la “Dichiarazione sui principi di diritto internazionale concernenti le relazioni amichevoli e la cooperazione tra gli Stati” che, fra gli altri, rimarca il principio dell’eguaglianza sovrana degli Stati, nonché l’affermazione che “l’integrità territoriale e l’indipendenza politica dello Stato sono inviolabili“.

Un altro punto su cui si concentra il discorso del 23 febbraio è l’attenzione all’assistenza umanitaria: le parti in causa sono invitate ad avere rispetto e considerazione per le popolazioni che sono inevitabilmente coinvolte nella questione. 

Da parte sua, il Segretario generale promette tutto l’impegno e la disponibilità ad intervenire nella questione offrendo i buoni uffici e la sua mediazione, perché la controversia possa essere risolta con mezzi pacifici, a norma di quanto previsto dalla Carta ONU, al capitolo VI. 

Discorso tuttavia che è destinato ad essere superato, poiché nel momento stesso in cui gli appelli alla pace vengono pronunciati, Vladimir Putin dà ordine di attaccare. I bombardamenti nella notte su Kiev e le zone limitrofe spingono a ipotizzare che il Consiglio di Sicurezza non mancherà di valutare nelle prossime ore, alla luce dei presupposti ex all’articolo 39 dello Statuto, se procedere con la raccomandazione di misure provvisorie per risolvere la questione. 

 Sarebbe l’ultima chance prima di ricorrere eventualmente ad ogni azione che si renda necessaria “per mantenere o ristabilire la pace e la sicurezza internazionale”. Quel che è certo, è che l’ipotesi di aggressione è stata ampiamente acclarata e sarà davvero complicato, ma magari non del tutto impossibile, tornare indietro.

Latest from LAW & RIGHTS