L’AFGHANISTAN PROTESTA PER RIAVERE I FONDI CHE BIDEN HA DESTINANTO AGLI STATI UNITI

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Fonte Immagine: https://www.euronews.com/2022/02/12/people-s-money-afghans-protest-biden-s-order-to-give-3-1bn-to-9-11-victims

L’11 febbraio 2022, il presidente degli Stati Uniti d’America Joe Biden ha firmato un ordine esecutivo che consente di sbloccare i fondi afghani detenuti dalla Federal Reserve di New York, destinando solo una parte agli aiuti umanitari in Afghanistan e l’altra metà alle vittime degli attentati terroristici dell’11 settembre.

I fondi, i quali ammontano ad un totale di 7 miliardi di dollari, sono stati congelati dalla banca centrale afghana successivamente alla caduta del governo a Kabul nel mese di agosto del 2021. Una metà dei fondi, circa tre miliardi e mezzo, verrà destinata per fornire aiuti nel territorio afghano, il quale si trova in una fase di instabilità in seguito alla presa di potere dei talebani.

L’altra metà sarà invece riservata ai familiari delle vittime degli attacchi alle Torri Gemelle, i quali hanno intentato molteplici controversie per ottenere dei risarcimenti.  Sulla base di una sentenza risalente al 2012, il cui caso comprendeva tra gli imputati Al-Qaeda, i talebani e Osama Bin Laden, è stato infatti riconosciuto alle famiglie delle vittime un risarcimento per danni monetari. Esse hanno infatti dichiarato di avere il diritto a beneficiare dei fondi.

Dopo la presa di potere da parte dei talebani, gli enti internazionali e i governi hanno congelato i loro beni, custoditi nella Banca centrale afghana e per un valore totale di circa dieci miliardi di dollari, all’estero. Il portavoce talebano Mohammad Naeem ha accusato gli Stati Uniti di sequestro di denaro al popolo dell’Afghanistan, dichiarando che tali fondi sono necessari per risanare la drammatica situazione economica del paese.

Nonostante diversi gruppi per i diritti umani abbiano esortato il governo americano a rilasciare tali fondi mediante canali umanitari sicuri, gli Stati Uniti non identificano il governo dei talebani come legittimo, riconoscendolo come gruppo terroristico. Inoltre, un gruppo di manifestanti afghani ha protestato davanti la moschea Eid Gah a Kabul, chiedendo agli Stati Uniti un risarcimento economico per tutti coloro che hanno perso la vita in 20 anni di guerra in Afghanistan.

Secondo le Nazioni Unite, nel 2022 il 96 per cento della popolazione afghana rischia la povertà assoluta. Prima che i talebani prendessero il potere, il 75 per cento del supporto al governo afghano proveniva dall’estero. A causa della sospensione degli aiuti da parte dei paesi stranieri, il problema umanitario in Afghanistan si è drammaticamente aggravato. 

Nata a Catania nel 1989, è laureata in Politica e Relazioni Internazionali presso l’Università di Catania con tesi sull’analisi delle micro-dinamiche del terrorismo internazionale. Ha successivamente conseguito la laurea magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche con lode alla facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Siena con tesi in protezione internazionale dei diritti umani su “Il ruolo della vittima dinnanzi alla Corte Penale Internazionale: un’importante evoluzione nella repressione dei crimini internazionali”. Ha partecipato al programma Erasmus+ a Leuven, in Belgio, dove ha frequentato la facoltà di criminologia alla KU Leuven per sei mesi. Appassionata di diritti umani e di politica internazionale, è stata ospite in una trasmissione TV locale per discutere dei recenti sviluppi geopolitici mondiali. Da novembre 2020 collabora con IARI come analista geopolitico e da settembre 2021 è membro della redazione USA&Canada.

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