GLI ALTI E BASSI NEI RAPPORTI TRA CASA BIANCA E MATTARELLA

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Fonte Immagine: Quirinale

Seppur convinto atlantista, il Capo di Stato Sergio Mattarella ha vissuto diverse tensioni con Washington durante il suo settennato.

Mattarella: la difficile eredità di Napolitano, “leader visionario” osannato dalla Casa Bianca.

Sergio Mattarella, successore di Giorgio Napolitano al Quirinale, ha dovuto raccogliere una difficile eredità. Il suo predecessore era infatti considerato un fedele alleato dalla Casa Bianca: per la diplomazia a stelle e strisce Napolitano ha sempre rappresentato “l’amico Giorgio” e “una forza stabilizzatrice per il governo”,  fedele sostenitore delle “fondamentali scelte euroatlantiche”.

Tali motivi avevano indotto il presidente degli Stati Uniti Barack Obama a coniare in onore di Napolitano l’appellativo di “leader visionario. Anche la sua rielezione, primo Capo di Stato italiano ad ottenere un secondo mandato, venne accolta con favore dalla Casa Bianca.

I primi passi di Mattarella: l’armonia con Obama conduce all’intesa sulla Libia.

Su queste premesse ebbe inizio il 3 febbraio del 2015 il settennato di Sergio Mattarella, eletto presidente con 665 voti. Il primo incontro con l’amministrazione statunitense guidata da Barack Obama avvenne nel febbraio del 2016: durante questa occasione particolare rilevanza assunse l’apprezzamento di Washington per il ruolo svolto dall’Italia in Libia. Non fu un caso che a pochi giorni dal bilaterale alla Casa Bianca, Mattarella decise di convocare il Consiglio Supremo della Difesa che valutò come necessaria una “possibile missione militare di supporto” delle forze italiane sul suolo libico. Il cerchio si chiuse con la decisione del governo italiano, guidato da Matteo Renzidi autorizzare il decollo di droni statunitensi dalla base di Sigonella, diretti propri in territorio libico, a protezione delle forze statunitensi presenti sul territorio.

Didascalia nr.2: Trump e Mattarella.

 A metà del settennato i dissidi con Trump sulla questione dei dazi.

Ben più tesi furono i rapporti tra il successore di Obama, il repubblicano Donald Trump e il Colle. Nell’ottobre del 2019, durante il primo incontro alla Casa Bianca, gli animi si surriscaldarono attorno alla questione dei dazi imposti sui prodotti europei dall’amministrazione statunitense a seguito della vicenda Airbus, con Mattarella che invocò un maggior “confronto collaborativo”.  Ma tensioni fra i due leader si riscontrarono anche sul contributo che l’Italia riservava alla Natotroppo esiguo secondo Trump che accusò Roma di spendere soltanto l’1.1% del Pil, invece che il 2%.

Biden e Mattarella: due leader in difesa della democrazia.

Tra Mattarella e l’attuale Capo della Casa Bianca Joe Biden, vi è stata invece stata una sostanziale identità di vedute, tanto sulle sfide globali attuali, in particolar modo nella lotta ai cambiamenti climatici e nel contrasto alla pandemia di Covid-19, quanto sul terreno della salvaguardia della democrazia.  Se da un lato Biden manifestò gratitudine per il contribuito dell’Italia alla Nato, dall’altro a riappacificare le due presidenze vi fu lo stop nell’applicazione dei dazi per un periodo di cinque anni. Biden e Mattarella tracciarono inoltre la strada per aggiornare le regole globali per l’economia del ventunesimo secolo in base ai valori democratici condivisi. Nel campo della difesa e della salvaguardia della democrazia, sul quale Biden sta impostando buona parte della sua Presidenza, i due leader hanno trovato un punto in comune. Nel corso del suo settennato, il Capo dello Stato italiano elogiò più volte il valore dei principi democratici che, come da lui dichiarato in occasione della festa del 2 giugno, sono riusciti a superare “terribili prove”, come quella del terrorismo.

:Joe Biden e Sergio Mattarella.

Conclusioni

Appare complesso comparare le relazioni tra Quirinale e Casa Bianca, anche soprattutto in ragione della natura diversa delle cariche presidenziali. È però possibile analizzare il rapporto tra le due istituzioni mettendolo a confronto con alcune questioni assunte dai decisori politici presenti nei rispettivi ordinamenti costituzionali, ovvero la stessa Casa Bianca, da una parte, e Palazzo Chigi, dall’altro.

L’ancoraggio italiano all’Alleanza Atlantica tanto sul piano teorico quanto su quello pratico ha senza dubbio spianato la strada nei rapporti tra Casa Bianca e Quirinale. L’elezione del primo presidente afroamericano della storia degli Stati Uniti, Barack Obama, segnò un punto di congiunzione tra il Quirinale e la Casa Bianca che si trovarono concordi, come appena visto, ad agire sullo scenario libico per defenestrare i terroristi dell’Isis. Ma il cambio di guardia a Washington portò ad un parziale inclinamento nelle relazioni tra i due Paesi, che finirono letteralmente l’uno contro l’altro sulla questione dei dazi imposti dall’amministrazione statunitense, guidata da Donald Trump. L’elezione di Joe Biden pare aver rasserenato gli animi tra Quirinale e Casa Bianca, vista anche la concordanza di pareri sulla difesa dei principi democratici e sull’allineamento a quelli atlantisti.

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