L’OSSERVATORIO DI GENERE DELL’U.A. DIVENTA DIGITALE

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Nel dicembre scorso l’Unione Africana (UA) ha lanciato una piattaforma online di reporting per monitorare e riferire sugli sforzi degli Stati membri verso l’attuazione degli impegni in materia di uguaglianza di genere. Alla “rivoluzione digitale” hanno preso parte i rappresentanti degli Stati membri dell’UA, delle Comunità Economiche Regionali (RECs) e della società civile africana. 

Il nuovo Osservatorio di genere dell’UA rappresenta uno dei passi più importanti nella roadmap tracciata verso il raggiungimento degli obiettivi dell’ Agenda 2063 – The Africa We Want:

  • n.11: il rispetto di valori e procedure democratiche, principi universali dei diritti umani, della giustizia e dello stato di diritto;
  • n. 15: la piena operatività del Sistema di Pace e Sicurezza (APSA);
  • n.17: la piena uguaglianza di genere in ogni sfera della vita. 

Il tutto, chiaramente già in linea con i Sustainable Development Goals dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. 

L’osservatorio, nato su iniziativa del Women, Gender and Development Directorate (WGDD) dell’Unione Africana,  si è prefissato l’intento di incoraggiare le buone pratiche degli Stati membri per contrastare la violenza contro le donne e le ragazze (VAWG), le pratiche dannose (HP) e migliorare le iniziative messe in campo per tutelare la salute sessuale e riproduttiva e i Diritti riproduttivi (SRH e RR), nel pieno rispetto del Protocollo di Maputo del 2003. 

L’avvio dei lavori è stato guidato dal Women, Gender and Youth  Directorate della Commissione Africana, dall’Unità delle Nazioni Unite per l’uguaglianza di genere e l’empowerment delle donne (UN Women) e dalla Commissione economica delle Nazioni Unite per l’Africa (UNECA), nell’ambito del Programma regionale dell’iniziativa Spotlight Africa (SIARP) sostenuto dall’Unione Europea (UE) .

Fin dalla sua costituzione, l’Unione Africana ha sempre sofferto della poca permeabilità, da parte degli Stati membri, a recepire e ad adottare strumenti di reporting periodico. L’iniziativa, tuttavia, ha puntato direttamente alle nuove generazioni di policy makers e della società civile, affinché il legame tra impegni politici e attuazione operativa sia notevolmente rafforzato per garantire prevenzione e risposta efficaci in tutto il continente. 

Thomas Huyghebaert, capo della politica e della cooperazione presso la delegazione dell’UE presso l’Unione africana, si è dimostrato ottimista a riguardo: «la piattaforma rafforzerà la capacità delle istituzioni responsabili del monitoraggio e della rendicontazione sull’attuazione degli strumenti dei diritti umani e manterrà i paesi responsabili dei loro impegni globali».

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