IL NUOVO REPORT UNICEF: “AN URGENT AGENDA FOR ACTION FOR CHILDREN”

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L’UNICEF lancia l’appello per azioni urgenti per contrastare l’impatto del Covid-19 sui bambini e sui giovani. 

Al monito di «Our children – First in line for investimenti, last in line for cuts» ovvero «i nostri bambini – i primi in considerazione negli investimenti, ma gli ultimi nei tagli», si apre l’ultimo rapporto dell’agenzia ONU che da 75 anni si occupa dei diritti dell’infanzia.

Due anni di pandemia hanno prodotto delle conseguenze devastanti sulla realtà dei più piccoli: nel 2020 più di 23 milioni di bambini non hanno ricevuto i vaccini essenziali; 1,6 miliardi di studenti hanno subito la chiusura delle scuole a causa della pandemia; 50 milioni di bambini hanno sofferto la fame e si stima che potrebbero aumentare di 9 milioni nel 2022 a causa dell’impatto pandemico sulla dieta, sui servizi e sui sistemi di nutrizione.   

L’UNICEF individua quattro azioni strategiche da mettere in campo per far fronte alla situazione:

1- Investire in protezione sociale, capitale umano e investire per assicurare un recupero inclusivo e resiliente. In questo senso, si richiede ai governi di ragionare nella logica «first in line for investment, last in line for cuts»nella destinazione dei fondi, nel coinvolgimento dei donors internazionali, mentre quanto a inclusione, si preme perché il recupero dalla pandemia sia il più possibile attento ai più vulnerabili, ai migranti, ai rifugiati e agli sfollati interni, oltre che green e a basso impatto climatico;

2- Far cessare la pandemia e invertire le ripercussioni nella salute e nella nutrizione infantile, facendo anche leva sul ruolo fondamentale dell’UNICEF nella distribuzione dei vaccini anti COVID-19. In questo ambito, diviene fondamentale innanzitutto investire nello sviluppo di strumenti diagnostici, trattamenti e vaccini, incoraggiare la strategia COVAX e dare priorità, nella distribuzione dei vaccini, ai più vulnerabili e alle comunità di bambini “zero dosi”. Gli Stati per farvi fronte devono altresì rafforzare i sistemi legislativi a favore di questi ultimi;

3- Ricostruire più forti di prima, assicurando ad ogni bambino educazione di qualità, protezione e buona salute mentale. Si rende necessario incentivare la riapertura delle scuole e dei servizi educativi, prevedere sostegni ai docenti per un’educazione di livello e sollecitare le grandi corporate ad abbassare i costi dei dispositivi digitali. Uno sforzo maggiore deve riguardare la sfera della salute mentale: è prioritario investire nella protezione e nel sostegno psicologico, nel rafforzamento dei servizi di sostegno a livello locale e assicurare alle famiglie rimedi efficaci per ottenere ristoro;

4- Costruire resilienza per meglio prevenire, rispondere e proteggere i bambini dalle crisi, includendo nuovi approcci destinati a mettere fine alle carestie, proteggere dal cambiamento climatico, ridefinire la spesa per le catastrofi. Agli Stati si richiede: di proseguire sulla roadmap di «Net Zero 2050», di investire nell’adattamento al cambiamento climatico e nella resilienza in tutti i settori chiave in cui sono coinvolti i più piccoli, di coinvolgere i più giovani nei processi decisionali a livello tanto nazionale quanto internazionale e, soprattutto, di assicurare la pace e la loro protezione negli scenari di guerra, incoraggiando il cessate-il-fuoco, la distribuzione e la somministrazione dei vaccini anti Covid, la reintegrazione degli sfollati interni. 

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