L’UCRAINA COME BANCO DI PROVA PER UNA GUERRA INFORMATICA

L’Ucraina è diventata il terreno ideale per chiunque desideri testare nuove armi, strategie e tecniche informatiche a causa delle ostilità aperte con la Russia e del contesto politico, economico e informatico particolarmente fragile. 

Dal 2014, quando l’esercito russo è entrato in territorio ucraino annettendo la Crimea, le tensioni tra Ucraina e Russia si sono riaccese.

Il tutto è degenerato negli ultimi tempi, dopo che le forze ucraine hanno lanciato il loro primo drone armato contro i militanti sponsorizzati dalla Russia nel Donbas, utilizzando il Bayraktar TB2. Ciò è stato visto da Mosca come una violazione dell’accordo di cessate il fuoco, aumentando le preoccupazioni per l’avvio di una nuova fase del conflitto. 

Il presidente Vladimir Putin ha affermato che la presenza militare russa nell’area è stata una reazione alle crescenti relazioni dell’Ucraina con la NATO.

Secondo il servizio di sicurezza nazionale ucraino, gli hacker russi tentano spesso di introdursi nelle reti del paese, mettendo in pericolo le infrastrutture cruciali. Negli ultimi anni giudici, personaggi politici e altri personalità di rilevo hanno ricevuto molte e-mail contenenti malware e virus. 

Nel 2015 gli hacker hanno utilizzato il cosiddetto malware BlackEnergy, che è stato diffuso tramite phishing. Successivamente, il virus KillDisk causò un blackout durato più di sei ore che delibitò circa 230.000 ucraini: ad oggi è uno dei più noti attacchi informatici di successo. 

Gli hacker hanno utilizzato tecniche ancora più avanzate per interrompere l’energia elettrica in diverse zone di Kiev nel dicembre 2016. 

Al giorno d’oggi, gli attacchi informatici in Ucraina possono diventare una serie minaccia anche per altri paesi, vista anche la crescente integrazione del Paese con l’Alleanza.

Già nel 2017 si verificò l’attacco informatico “NotPetya” che dimostrò i pericoli connessi a questa interconnessione, considerando che un attacco contro una piccola azienda IT in Ucraina si estese a società e organizzazioni governative ditutto il mondo. 

Alice Rossi

Classe 1998, ottiene una laurea triennale in Sviluppo e Cooperazione Internazionale presso l'Università di Bologna. Nel corso della triennale si specializza principalmente nel project management e in tutto ciò che concerne lo sviluppo sostenibile, grazie soprattuto al suo attivismo nell'ambito dell'associazionismo.
A seguito di un periodo di studio trascorso in Svezia, durante il quale ha potuto approfondire temi relativi al security risk management, decide di approfondire questo interesse con un Master in International Security Studies presso la Charles University di Praga, optando per una specializzazione in ambito tecnologico.
Attualmente, oltre a frequentare il Master, sta lavorando come consulente presso un'agenzia di consulenze manageriale italiana occupandosi principalmente di risk management e sviluppo sostenibile.

Membro della redazione dello IARI, scrive per l'area "Difesa e Sicurezza".

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