IL FENOMENO DEI NOVAX

Nel 2021 si è assistito ad un cambio di rotta per quanto riguarda la lotta contro la pandemia grazie all’individuazione di un vaccino che potesse essere usato per contrastare la sovrastante presenza del Covid-19 a livello mondiale.  

Se si aveva la speranza che una volta trovato un vaccino tutte le minacce derivanti dal Coronavirus si sarebbero ridimensionate, di certo non ci si immaginava l’arrivo di una seconda minaccia derivante dalla fazione che da sempre si batte contro la pratica della vaccinazione: i no vax. 

Conosciuti da sempre, in tutto il mondo, per le loro ferme convinzioni complottiste e pseudo scientifiche nei confronti dei vaccini, delle cure mediche e delle case farmaceutiche che li producono pensando che questi siano strumenti con cui i governi li controllano in vari modi. 

Il vero virus di questa pandemia è costituito dal gran numero di fake news che gruppi come quello dei novax fanno circolare attraverso comizi, scioperi e cortei e soprattutto attraverso le piattaforme social. 

Queste ultime, le piattaforme social in particolare, sono i mezzi prediletti con cui i militanti novax diffondono una conoscenza distorta della realtà, sfruttando l’incertezza, il dubbio e la paura derivanti dal contesto della pandemia. 

In un anno di vaccinazioni e ridimensionamento dell’emergenza derivante dal Covid-19 i novax sono cambiati molto, evolvendosi da gruppo di protesta a gruppo violento. Nei 12 mesi del 2021 il movimento si è via via ridimensionato quando, a fronte di una forte campagna contro la disinformazione e le fake news, alcuni militanti novax si sono resi sempre più conto di quanto la scienza e la tecnologia combinate alla ricerca possono salvare e cambiare la vita in meglio. Molti hanno vissuto delle perdite importanti proprio a causa del Covid o loro stessi si sono ritrovati in situazioni gravi e critiche a causa delle cure che avevano rifiutato. Il trauma e la paura insieme ad una esposizione ad una corretta informazione, hanno reso possibile il cambiamento della  posizione e convinzioni di alcuni militanti novax, che successivamente si sono impegnati per la promozione della campagna vaccinale. 

Tuttavia, non tutti i militanti si sono ricreduti o hanno accettato l’ evidenza dei dati delle ricerche scientifiche di scienziati e ricercatori: i novax che hanno deciso di rimanere all’interno dei loro gruppi si sono radicalizzati sempre di più, arrivando a formare dei gruppi d’odio veri e propri, in cui si progettano colpi e azioni nei confronti della classe politica, di chi si vaccina e contro il personale medico sanitario. 

Il gruppo novax è passato quindi dall’essere un gruppo non organizzato formato da soggetti che condividono solamente una mentalità spesso riconducibile con l’opposizione a qualsiasi intervento medico, a gruppo organizzato e strutturato con tendenze comportamentali violente. Se si considera, come si accennava poc’anzi, che questo passaggio è avvenuto in poco meno di un anno, si può concludere quanto siano pericolosi l’odio e la chiusura mentale di questo movimento rafforzati dalla disinformazione. 

In particolare, inoltre, si invita a prendere in considerazione l’ultimo sviluppo del movimento novax, che segue perfettamente le “dinamiche comportamentali di gruppo”, per cui i membri meno convinti del movimento se ne vanno per primi lasciando mano a mano solamente un nucleo di pochi convinti militanti. Questi sono i più pericolosi, i più fedeli e i più radicati alle loro teorie. 

Suddetta dinamica comportamentale di gruppo si può osservare spesso nella Storia, non è stata elaborata specificatamente per il movimento novax, ma gli si applica alla perfezione. 

Per i motivi sopra citati, ovvero la velocità nell’evoluzione nelle dinamiche di gruppo e il grande sfruttamento delle piattaforme social per motivi legati alla disinformazione, sussistono le ragioni per presagire possibili attacchi nei confronti della classe politica e del personale sanitario da parte di membri del movimento novax. 

Caterina Anni

Caterina Anni è laureata in Sicurezza Internazionale con una specializzazione in Analisi e Intelligence. Si avvicina allo studio dei gruppi estremisti Far- right con l'internship presso The Counterterrorism Group di Washingon D.C., con cui collabora per 7 mesi. Scrive per Analytica for Intelligence and security studies e lo IARI per l'area di Difesa e Sicurezza.

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