IL FENOMENO URBAN SPRAWL: CAUSE E CONSEGUENZE

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Il fenomeno dell’Urban Sprawl, in italiano ‘città diffusa’, rappresenta la rapida espansione dell’estensione geografica di città e centri abitati, spesso caratterizzati da abitazioni residenziali a bassa densità, zonizzazione monouso e maggiore dipendenza dall’automobile privata per il trasporto.

Le cause dello Sprawl

Storicamente, la città si è distinta per il suo insediamento accentrato intorno ad un punto nodale, solitamente di interesse commerciale o difensivo. Intorno ad esso questa si costituiva ed evolveva, ma sempre con una densità abitativa molto elevata. Dalle insulae romane (“isole romane”, paragonabili alle case popolari) ai moderni edifici multipiano. Oggi le necessità dei residenti sono cambiate; infatti, si è diffusa la volontà e la necessità di un’abitazione più isolata che si traduce nell’ampliamento del terreno circostante e la costruzione di case in modo più disorganizzato. 

Questa espansione urbana, talvolta incontrollata, è causata in parte dalla necessità di ospitare una popolazione urbana in aumento; tuttavia, in molte aree metropolitane lo sprawl deriva dal desiderio di aumentare lo spazio abitativo e di altri servizi residenziali spostandosi verso la periferia in cerca di una vita più agiata. 

Altri fattori che possono causare lo sprawl sono identificati con l’aumento dei redditi familiari, i vincoli fisici alla continuità dello sviluppo e alla densità strutturale e il significativo progresso tecnologico nella produzione automobilistica. Inoltre, molte famiglie sono disposte a pagare per attributi che spesso caratterizzano le aree a bassa densità. Ad esempio, la vicinanza agli spazi aperti e alla natura, i livelli di rumore più bassi, una migliore qualità dell’aria, l’esposizione più lunga alla luce solare agiscono come attrattori per queste famiglie, portando a un aumento della domanda di alloggi in aree relativamente remote.

Difatti, questa espansione urbana si verifica maggiormente in aree a bassa densità abitativa che si espandono oltre i confini di una città in modo non pianificato o non coordinato. Questa mancanza di pianificazione per l’espansione di una città, porta a un uso elevato del suolo e a conseguenti danni all’ambiente.

Inoltre, numerosi elementi di matrice politica possono influenzare questa espansione come prezzi bassi sull’uso dell’auto, investimenti massicci e sbilanciati nella capacità delle autostrade e una serie di regolamenti sull’uso del suolo, come le restrizioni sull’altezza massima degli edifici, noti per mantenere la densità della popolazione a livelli inferiori a quelli che prevarrebbero altrimenti.

Le conseguenze di un’espansione incontrollata

Le conseguenze dello sprawl sono rappresentate principalmente dall’aumento del consumo di energia e dell’uso del suolo, l’aumento dell’inquinamento e della congestione del traffico e un calo della coesione della comunità. Questi minacciano sia l’ambiente naturale che quello rurale, aumentando le emissioni di gas serra che causano il cambiamento climatico e portando a livelli elevati di inquinamento atmosferico e acustico che spesso superano i limiti di sicurezza concordati a livello locale e nazionale.

Inoltre, aumentando le “impronte” fisiche e ambientali delle aree metropolitane, il fenomeno porta alla distruzione dell’habitat faunistico e alla frammentazione delle restanti aree naturali. Pertanto, lo sprawl urbano produce molti impatti negativi che hanno effetti diretti sulla qualità della vita degli abitanti come l’impatto diretto sulla salute dei cittadini, conseguenze significative sulle aree naturali e rurali, inquinamento idrico, segregazione e aumento generale del costo della vita. 

Per esempio, un modello di città diffusa ha un impatto notevole sulla salute degli abitanti delle zone interessate dal fenomeno di espansione incontrollata. Se le comunità non sono percorribili a piedi o in bicicletta, la conseguenza è quella di ricorrere con più frequenza all’uso dell’automobile per guidare fino a scuole, negozi, parchi, intrattenimento, etc. spingendo la popolazione ad avere uno stile di vita più sedentario.

Alcuni studi hanno dimostrato che i residenti delle contee dove si registra il fenomeno dello sprawling camminano in media di meno durante il tempo libero rispetto ai residenti delle contee compatte. Uno stile di vita sedentario aumenta il rischio di mortalità generale, malattie cardiovascolari e alcuni tipi di cancro. L’effetto di una scarsa forma fisica è riconducibile a un possibile sviluppo di ipertensione, alti livelli di colesterolo e del diabete.

Oltre all’impatto sulla salute dei cittadini, lo sprawl ha conseguenze significative sulle aree naturali. L’espansione urbana sulle aree naturali e protette è esacerbata dalla maggiore vicinanza e accessibilità delle attività urbane alle aree naturali. Questo causa maggiori livelli di stress sugli ecosistemi e sulle specie a causa dell’aumento del rumore e dell’inquinamento atmosferico.

Gli impatti immediati sono la perdita di terreni agricoli e naturali o la frammentazione delle foreste, delle zone umide e di altri habitat danneggiati in maniera diretta e irreversibile. La frammentazione del territorio urbano, con l’interruzione dei corridoi migratori per le specie selvatiche, isola queste popolazioni e può ridurre gli habitat naturali a tal punto da non mantenere più l’area minima necessaria per la vitalità delle specie.

Per di più, lo sprawl ha un impatto significativo anche sugli ambienti rurali. Infatti, la crescita delle città europee negli ultimi anni si è verificata principalmente su ex terreni agricoli. In genere, lo sviluppo urbano e l’agricoltura sono in competizione per la stessa terra, poiché anche i terreni agricoli adiacenti alle aree urbane esistenti sono ideali per l’espansione urbana.

La perdita di terreni agricoli ha importanti ripercussioni sulla biodiversità causando la perdita di preziosi biotopi per molti animali, e in particolare per gli uccelli. Le città che presentano una diffusione incontrollata minacciano anche di consumare i migliori terreni precedentemente usati per le attività agricole, spostando quest’ultime sia in aree meno produttive (che richiedono maggiori apporti di acqua e fertilizzanti) sia in località montane più remote (con un aumento del rischio di erosione del suolo). 

Inoltre, il modello di città diffusa ha un impatto significativo anche sull’inquinamento idrico. In questo contesto, infatti, è necessario un numero crescente di strade e parcheggi per supportare un sistema di trasporto automobilistico più significativo.

Questo porta a un aumento dell’inquinamento idrico e alla contaminazione delle forniture idriche (i.e. deflusso stradale di petrolio/gas, metalli, sostanze, rifiuti organici,) con possibili ripercussioni sulla salute umana. L’aumento dell’erosione e dell’insabbiamento dei corsi d’acqua provoca danni ambientali e può influenzare gli impianti di trattamento delle acque e quindi come conseguenza, influire sulla qualità dell’acqua.

Infine, da un punto di vista sociale, lo sprawl urbano genera una maggiore segregazione dello sviluppo residenziale in base al reddito. Di conseguenza, può avere un maggiore impatto sulle già esistenti divisioni sociali ed economiche urbane. Il carattere socioeconomico delle aree suburbane e periferiche è caratterizzato da famiglie a reddito medio e alto con bambini, che hanno la mobilità e lo stile di vita necessari per consentire loro di abitare in maniera soddisfacente in queste località.

Tuttavia, l’esperienza suburbana per altri gruppi, compresi i giovani e gli anziani, che spesso mancano di mobilità e risorse può essere molto diversa e può ridurre l’interazione sociale. Per questi motivi, ampi segmenti della società urbana sono esclusi dalla vita sociale in tali aree.

Dal lato della sostenibilità sociale, possiamo guardare al capitale sociale altrimenti definito come la “connessione” di un gruppo costruita attraverso comportamenti come il social networking e l’impegno civico, insieme ad atteggiamenti come fiducia e reciprocità. Un maggiore capitale sociale è stato associato a comportamenti più sani e una migliore salute. Tuttavia, il capitale sociale è diminuito nel tempo e le cause che emergono più di frequente includono lunghi tempi di percorrenza per spostarsi da un luogo all’altro, osservati nelle aree metropolitane maggiormente diffuse. 

Da un punto di vista prettamente economico lo sprawl urbano è identificato come una forma più costosa di sviluppo urbano a causa di fattori come l’aumento della spesa delle famiglie per il pendolarismo casa-lavoro su distanze sempre più lunghe; il costo per le imprese della congestione nelle aree urbane estese con sistemi di trasporto inefficienti; i costi aggiuntivi dell’estensione delle infrastrutture urbane, compresi i servizi pubblici, in tutta la regione urbana.

Inoltre, l’espansione urbana inibisce lo sviluppo del trasporto pubblico e soluzioni basate sullo sviluppo di sistemi di trasporto di massa e la fornitura di scelte alternative nel trasporto che sono essenziali per garantire il funzionamento efficiente degli ambienti urbani. 

Conclusione 

L’Urban Sprawl è un fenomeno figlio della modernità e del progresso, del cambiamento nelle esigenze dei cittadini e consumatori. Per questo al progresso si dovrebbe rispondere con ulteriore progresso. Con l’obiettivo di arginare gli effetti negativi di questo fenomeno, le nuove tecnologie dovrebbero essere adoperate per ridurre la congestione stradale, e favorire un modo ti muoversi più green nelle aree interessate al fenomeno della diffusione.

Questo potrebbe essere messo in pratica attraverso un aumento e promozione dei servizi di bike e car sharing, oppure con incentivi volti alla riduzione del costo dei biglietti dei mezzi pubblici soprattutto per le fasce di popolazione over 60 e under 30. Inoltre, fondamentale sarebbe la promozione della mobilità elettrica per un traporto più sostenibile e con minor impatto sulla qualità dell’aria delle zone interessate. 

Queste rappresentano le principali e possibili soluzioni di medio termine in grado di incentivare la riallocazione modale a favore di mezzi di trasporto più sostenibili e contenere gli impatti ambientali dello urban sprawl, non solo l’inquinamento e la congestione ma anche il consumo energetico del sistema di trasporto urbano.

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