UNODC STRATEGIC VISION FOR AFRICA 2030

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Fonte Immagine: https://www.unodc.org/unodc/en/strategy/africa-vision.html

L’UNODC annuncia l’adozione della Strategic Vision for Africa 2030, in collaborazione con l’Unione Africana. Traffico di stupefacenti, crimine organizzato, terrorismo e violenza, protezione delle risorse, corruzione e crimini economici, rafforzamento del sistema di giustizia penale, questi i campi di intervento analizzati, in linea con gli SDGs e l’AU Agenda 2063. 

L’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine ha adottato, nel quadro più ampio della sua Strategia 2021-2025, un piano d’azione mirato per l’Africa. Al fine di ottenere un progresso tangibile e sostenibile in risposta alle sfide più urgenti del continente africano, l’UNODC si concentra su ben cinque aree di intervento, individuate in considerazione degli obiettivi fissati sia in Agenda 2030 delle Nazioni Unite sia in Agenda 2063 dell’Unione Africana. 

La prima area interessata è la promozione della salute pubblica attraverso il controllo dei farmaci, in linea con gli obiettivi 3, 5 e 6 degli SDGs: “buona salute e benessere”, “parità di genere” e “acqua pulita e igiene” e le aspirazioni 1 e 6 dell’Agenda africana: “prosperità basata su crescita inclusiva e sviluppo sostenibile” e lo “sviluppo guidato dalle persone”, facendo leva sul potenziale offerto dal popolo africano, specialmente delle sue donne e dei suoi giovani.

La strategia in quest’area vede l’UNODC impegnata innanzitutto a migliorare la raccolta e l’analisi dei dati, per facilitare la creazione di network multisettoriali. In secondo luogo, a rafforzare le risposte al traffico di stupefacenti con l’intento di assistere gli Stati membri nel loro sforzo di cooperare a livello regionale e internazionale per rendere più sicuri confini, porti e aeroporti e aree marittime.

Sulla stessa linea si pongono gli interventi mirati sotto il profilo sanitario: il contrasto all’abuso di droghe e il migliore accesso possibile e il ricorso assistito a medicine contenenti sostanze narcotizzanti e psicotrope, la protezione da prodotti medici falsificati. Il tutto, nel pieno rispetto delle disposizioni contenute nella Convenzione sulle sostanze stupefacenti del 1961, così modificata dal Protocollo del 1972,  della Convenzione sulle sostanze psicotrope del 1971 e della Convenzione ONU contro il traffico illecito di sostanze stupefacenti e psicotrope del 1988. 

La seconda are di intervento si concentra sulla sicurezza contro crimine organizzato, terrorismo e violenza, in linea con gli obiettivi 5, 8, 16 degli SDGs ovvero “parità di genere”, “lavoro dignitoso e crescita economica” e “pace, giustizia e istituzioni forti” e le aspirazioni numero 3, 4 e 6 dell’Agenda 2063: “good governance, democrazia, rispetto dei diritti umani, giustizia e stato di diritto” e “sviluppo guidato dalle persone”. 

Tutti gli africani, ed in particolare i più vulnerabili, devono essere meglio difesi da queste minacce, grazie al supporto fornito agli Stati membri per assicurare risposte efficaci e concrete sotto il profilo della giustizia. Altra mossa presa in considerazione è quella di contrastare la proliferazione di armi da fuoco, attraverso la condanna del traffico di armi leggere e artigianali, così come anche previsto dal protocollo africano sulle armi da fuoco “Silencing the Guns”, che richiede la partecipazione degli Stati membri UNODC, l’Unione Africana, i partner ONU e i principali stakeholder. 

Le principali vittime di violenze, sfruttamento e terrorismo, donne e bambini, sono altresì tenute in grande considerazione: l’Ufficio si dichiara disponibile a fornire agli Stati membri strumenti utili a proteggere i più vulnerabili, per l’adozione di iniziative a livello nazionale e internazionale contro lo sfruttamento sessuale e lavorativo, contro i fenomeni dei bambini-soldato, dei matrimoni forzati e dei corrieri della droga.  

Per scoraggiare le piaghe dello human trafficking e del migrant smuggling, oltre alle opportune misure di contrasto, si ha cura di predisporre un piano di collaborazione multilaterale, nel pieno rispetto della Convenzione ONU contro il crimine organizzato transnazionale(UNTOC) e i Protocolli relativi al traffico di esseri umani e alle migrazioni irregolari, per permettere agli africani accessi a percorsi migratori regolari e sicuri e opportunità socio-economiche legali nei loro paesi di origine come all’estero.  

Specifica attenzione è dedicata, altresì, alla difesa dei più vulnerabili dai reati informatici e dallo sfruttamento sessuale online: già operativa, sotto questo fronte, è la Convenzione dell’Unione Africana sulla Cyber Security e sulla protezione dei dati personali.

La terza area di intervento è rappresentata dalla difesa delle risorse e dei mezzi di sostentamento caratteristici del continente africano, sposando particolarmente gli obiettivi 5, 8, 13, 14, 15, 16 degli SDGs incentrati su “azioni per il clima”, “tutela della fauna ittica”, “pace e giustizia e istituzioni forti”, nonché i principi 1 e 6 già menzionati dell’Agenda 2063

Per contrastare la perdita significativa di biodiversità e la conseguente perdita di opportunità di crescita e sviluppo, il piano d’azione si prefigge di rafforzare la capacità di prevenire, intercettare e perseguire e condannare i crimini contro le foreste e la fauna selvatica, di promuovere il networking e la cooperazione tra agenzie attraverso nuovi meccanismi di tutela e prevenzione, in collaborazione con le organizzazioni già operative in Africa, la società civile e le partnership pubblico-private.

Nell’ambito della “blue economy”, i provvedimenti sono mirati ad affrontare i crimini del mare quali terrorismo, riversamento illecito di materiale nucleare, sostanze chimiche e pericolose, traffico di stupefacenti e di armi, pirateria, human trafficking e migrant smuggling, reati della pesca.

Questi provvedimenti dell’UNODC si inseriscono nel quadro operativo pianificato nella 2050 Africa’s Integrated Strategy dell’Unione Africana, che riconosce la “consapevolezza del dominio marittimo” (Maritime Domain Awareness) come la chiave di volta per accrescere la sicurezza marittima lungo tutto il continente. A tal fine, non manca il supporto dell’Ufficio nel fornire nuove tecnologie e approcci innovativi per identificare e perseguire pirateria e ogni reato legato al mare e, soprattutto, interventi di carattere socio-economico, per combattere l’insicurezza marittima in aree mirate e per ridurre la loro dipendenza dai proventi della pirateria e ogni altra forme di reato connesso al mare. 

Un altro settore chiave in cui si registra la necessità di intervenire è quello del contrasto alla corruzione e ai reati economici in generale, nel rispetto degli obiettivi numero 11, 16 e 17 degli SDGs rispettivamente “comunità e città sostenibili”, “pace, giustizia e istituzioni forti”, “partnership” e le aspirazioni 1 e 7 dell’Agenda 2063.

La visione strategica per l’Africa in questo senso rimanda alla Convenzione ONU contro la corruzione (UNCAC) e si contraddistingue per l’ambizioso progetto di lavorare in sinergia con gli Stati membri per accrescere la consapevolezza negli africani del bisogno di istituzioni democratiche, trasparenti e stabili, attraverso anche la collaborazione tra i diversi segmenti della società, per incoraggiare la partecipazione dei cittadini alla prevenzione e alla segnalazione della corruzione.

Inoltre, a completare il quadro, si prevedono una serie di interventi mirati a contrastare il riciclaggio di denaro e i flussi finanziari illeciti: gli Stati membri sono affiancati nella raccolta dati e nella  compilazione delle relative statistiche necessarie al tracciamento dei movimenti finanziari e soprattutto, nell’adozione di approcci tecnologici all’avanguardia in grado di smascherare il riciclaggio.

A tal proposito, si rivela indispensabile il rafforzamento delle reti nazionali e regionali, della supervisione delle istituzioni, delle infrastrutture e dei meccanismi per la ricerca e i dati per la trasparenza, nel supporto del recupero dei proventi illeciti. 

Infine, il piano d’azione ricorda che nessuno dei provvedimenti così strutturati ha ragione d’esistere senza un intervento mirato al cuore di questi problemi: il rafforzamento del sistema della giustizia penale. È prioritario in Africa dotare le istituzioni che si occupano di diritto del suolo, dell’aria e del mare di un approccio che renda prioritarie l’integrità e l’effettività del loro operato, che promuova inclusione e faciliti l’accesso a chiunque senza operare discriminazioni e che incoraggi il ricorso a “smart city” solutions per costruire strutture governative locali resilienti. 

Questa collaborazione nasce con lo scopo di compiere concreti e significativi passi avanti nella direzione della prosperità e dello sviluppo per «l’Africa che vogliamo», ma soprattutto, per «l’Africa che i popoli africani meritano». 

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