TRATTATO DEL QUIRINALE: UNA NUOVA ALLEANZA ITALO-FRANCESE

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Il 26 novembre nasce l’asse italo-francese, con la firma del Trattato del Quirinale, che mira a rafforzare la cooperazione in settori strategici.

Lo scorso venerdì 26 novembre il presidente francese Emmanuel Macron e il presidente del Consiglio Mario Draghi, hanno firmato il “Trattato tra la Repubblica Italiana e la Repubblica Francese per una cooperazione bilaterale rafforzata” a livello industriale, scientifico e tecnologico, ovvero, il Trattato del Quirinale

La cooperazione rafforzata tra Roma e Parigi potrà fare da avviamento e da traino anche al processo di adeguamento e di ricostruzione della governance economica dell’Unione Europea. Costituito da tredici pagine, un preambolo e 12 articoli, di cui 10 illustrano i temi specifici della “cooperazione rafforzata” Gli ultimi due articoli, riguardanti l’11 e il 12, sono dedicati all’organizzazione delle riunioni e dei vertici bilaterali e alle disposizioni finali. 

Già nel 2017 si era presentata la possibilità di un trattato tra Italia e Francia, ma ciò non avvenne a causa del mancato accordo fra Fincantieri e Chantiers de l’Atlantique, dovuta alla crisi migratoria nel Mediterraneo e della situazione instabile in Libia. Attraverso il quale Fincantieri avrebbe acquistato l’azienda di costruzioni navali Chantiers de l’Atlantique.

Il Trattato del Quirinale segna un importante passo e cambiamento nella storia delle relazioni difficili e tese negli ultimi anni tra Italia e Francia, è un trattato di cooperazione italo-francese firmato in un periodo politicamente molto significativo. Infatti, la firma avvenne in un periodo particolare, prima dell’inizio della campagna presidenziale francese del 2022 e allo scadere del mandato della Cancelliera Angela Merkel dopo ben 16 anni al potere del governo tedesco. Tale Trattato potrebbe rivelarsi utile a dare un nuovo equilibrio alle relazioni tra i grandi Paesi dell’Unione Europea nel momento attuale di transizione politica in cui ci troviamo.

D’ora in poi Francia e Italia si consulteranno periodicamente, anche prima delle riunioni di ogni Consiglio europeo, per definire un’agenda comune. Oltre al fatto che terranno un vertice governativo bilaterale ogni anno. Inoltre, il Trattato prevede un servizio civile congiunto, una cooperazione transfrontaliera tra le due polizie dei rispettivi Paesi, una partecipazione periodica di uno o più ministri di un governo a un Consiglio dei ministri dell’altro governo e viceversa, con lo scopo di vedersi almeno una volta ogni trimestre. Una sorta di istanza di compensazione per incomprensioni e collaborazioni.

C’è anche un accordo sullo spazio che accompagna il Trattato del Quirinale, il quale riguarda i lanciatori che portano in orbita i satelliti e prevede nuovi investimenti da parte di Roma e Parigi. Venne firmato sempre lo stesso 26 novembre, da Vittorio Colao Ministro per l’Innovazione Tecnologica e Bruno Le Maire Ministro dell’Economia.

Lo spazio rappresenta un settore chiave per dimostrare le diverse strategie dei due Paesi. Il Ministro Colao afferma «hanno competenze diverse ma condividono l’esigenza di essere più efficienti, coinvolgere imprese private, startup, tutto il mondo del data analytics (…) e l’accordo sui lanciatori è una parte importante perché mette le basi per i prossimi dieci anni di lavoro assieme».

Grazie al Trattato del Quirinale, Italia e Francia ufficializzano, la loro profonda e duratura amicizia che ora finalmente si trasforma e si consolida in una cooperazione bilaterale rafforzata, con tutte le principali funzioni dello Stato: affari esteri, europei e interni; cultura; sicurezza e difesa; politiche migratorie di giustizia; economia; industria e transizione digitale; sviluppo sostenibile; spazio; istruzione; ricerca e innovazione; giovani; società civile; cooperazione transfrontaliera.

Tale Trattato vuole rappresentare in qualche modo l’ambizione e la serietà dei due Paesi europei nel volere ancora di più un ruolo da protagonisti all’interno della “Nuova Europa”. Una Nuova Europa basata su una strategia comune sui vaccini, una comunanza delle risorse, il debito europeo ed il Next Generation EU. Con la speranza che questo nuovo asse italo-francese, -nonostante ci sia una riconoscibile prevalenza francese – si possa trasformare in un’ipotetica triangolazione con la Germania.

Sulla Sicurezza e Difesa “Principio di mutua assistenza in caso di aggressione armata sui rispettivi territori, in virtù dei trattati Nato e Ue; rilancio del Consiglio italo-francese di difesa e sicurezza con i ministri degli Esteri e della Difesa; nuova cooperazione tra i rispettivi gruppi aeronavali.”

Attraverso il punto riguardante gli Affari Esteri, si vorrebbe portare a livello globale le priorità identificate nel Trattato, tra cui, rafforzare la lotta contro il terrorismo, la criminalità organizzata le violazioni dei diritti umani e la lotta contro la crescita delle armi di distruzione di massa.

Inoltre, si potrebbe pensare che il Trattato potrebbe ribilanciare le relazioni tra i grandi Paesi dell’Unione Europea, che si sono quasi sempre basate su una cooperazione e competizione stretta tra Francia e Germania. Il Trattato del Quirinale, infatti, punta ad ampliare le relazioni importanti e decisive all’interno dell’Europa, in un periodo in cui il governo tedesco è in una fase di transizione.

Il rafforzamento dei rapporti tra Italia e Francia contribuisce al consolidamento della loro idea di Europa, ovvero, l’Europa dei valori “valori di pace e sicurezza, rispetto della dignità umana, dei diritti umani e delle libertà fondamentali, della democrazia, dell’eguaglianza e dello Stato di diritto”. I valori dei padri fondatori, anche ricordati dal Premier Mario Draghi, gli italiani Altero Spinelli e Alcide De Gasperi, e  i francesi Jean Monnet e Robert Schuman.

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