IL NICARAGUA RICONOSCE PECHINO, COSA CAMBIERÀ IN AMERICA LATINA?

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Fonte immagine: https://www.agi.it/estero/news/2021-12-10/nicaragua-rompe-taiwan-riconosce-cina-14851670/

Il 10 dicembre 2021 il Nicaragua ha ripristinato le relazioni diplomatiche con la Cina e l’apertura delle rispettive ambasciate, avvenuta il 31 dicembre 2021, ha segnato il disconoscimento di Taiwan da parte del paese centroamericano. Cosa cambia per il Paese e per la regione?

La delegazione nicaraguense a Tianjin, guidata dal figlio del presidente Daniel Ortega, ha ripristinato i rapporti con la Cina grazie alla firma del “Comunicato congiunto sul ripristino delle relazioni diplomatiche tra la Repubblica popolare cinese e la Repubblica del Nicaragua”. 

Il documento, tra i suoi punti principali, prevede che vengano riaperte le rispettive ambasciate, il rispetto reciproco della sovranità e integrità territoriale, ed infine la non aggressione, quindi nessuna interferenza negli affari interni. Successivamente a ciò che è stato previsto dal documento, il Nicaragua si distingue per diventare il 181esimo paese nel mondo al riconoscimento di “una sola Cina”, la Repubblica popolare cinese (RPC), e non la Repubblica di Cina (Taiwan) che diventa un paese sempre più isolato. Attualmente, in America Centrale rimangono solo Guatemala e Belize a non riconscere la RPC. 

Il “ritrovato” amore per la Cina (il Nicaragua aveva interrotto le relazioni con Taiwan già nel 1985, per poi rivedere la sua scelta nel 1990) porta a delle logiche conseguenze, che si identificano principalmente nei rapporti con gli Stati Uniti. Da parte di questi ultimi, infatti, le elezioni del 7 novembre 2021 in Nicaragua (per inciso quelle che hanno portato a Ortega presidente per il quarto mandato) sono state considerate fasulle da Biden stesso, in quanto avvenute con voto irregolare e in mancanza di opposizioni.

Il presidente americano ha sottolineato come la decisione del Paese di spostarsi da Taiwan alla Cina, non rispecchierebbe il sentimento reale del popolo nicaraguense proprio in virtù della dittatura che si è instaurata nel Paese centroamericano. L’applicazione delle sanzioni verso il regime autoritario nicaraguense da parte degli Stati Uniti porterebbe all’isolamento di questo, che però avrebbe la conseguente reazione di sviluppare la corrente di sinistra anti-USA nel Paese. 

Inoltre, le tensioni tra Cina e USA vengono quindi alimentate a causa del crescente appoggio del Nicaragua negli investimenti cinesi, quali ad esempio il progetto -non ancora realizzato- del Canale di Nicaragua, un canale alternativo a quello di Panama, la cui rotta verrebbe interamente controllata dalla Cina. In questo modo, anche il coinvolgimento della Russia permette lo spostamento dell’equilibrio di potere, di fatto creando la situazione dell’ennesimo Paese che “nel giardino di casa statunitense” realizza alleanze con altri attori mondiali. 

Valentina Topatigh, nata a Udine classe 1997. Dopo la maturità linguistica, ha ottenuto la Laurea Triennale in Scienze Politiche alla Statale di Milano, con tesi in diritto pubblico comparato sulla mozione di fiducia e sfiducia nei rispettivi ordinamenti di Germania e Spagna. È attualmente tesista per il master in International Law and Global Governance alla Tilburg University nei Paesi Bassi. Contemporaneamente ai suoi studi è anche membro della redazione America Latina per lo IARI.

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