LA TURCHIA MOSTRA ALL’EU COME PROTEGGE I CONFINI

Il governo turco ha recentemente invitato diversi giornalisti nel paese per documentare la situazione al confine con l’Europa e mostrare quanto l’amministrazione si stia impegnando nel proteggere l’Europa, ma non solo.

Con l’obbiettivo di dimostrare ai paesi europei quanto si stia impegnando, il governo turco ha recentemente invitato diversi giornalisti e fotoreporter nel paese per documentare come avvengono i pattugliamenti al confine e i raid per allontanare i migranti dal confine europeo. 

Nektaria Stamouli, di Politico, ha raccontato indirettamente uno degli eventi sottolineando come i militari fossero “desiderosi di mettere in mostra il loro impegno” e come questo sistema di voler dimostrare abbia soltanto “alimentato il gioco del gatto e del topo tra gli afghani e l’apparato di sicurezza turco.”

Infatti, gran parte dei migranti in Turchia provengono dall’Afghanistan, e molti di questo sono in cerca di un rifugio sicuro inconsapevoli che il governo di Ankara attua un sistema molto rigido di accoglienza – che consiste in una detenzione indeterminata finché non viene accettata la richiesta di asilo in un altro paese, dato che la Turchia non permette l’asilo o il rifugio se non dall’Europa.

In uno dei momenti di “dimostrazione”, la giornalista ha raccontato di aver visto i militari prepararsi a sgomberare una casa nel quale erano presenti alcuni rifugiati afgani entrati presumibilmente nel paese illegalmente. Poco dopo lo sfondamento della porta, sono usciti molte donne e bambini, oltre ad alcuni uomini, sono stati messi in un pullman e trasportati senza scontri e proteste al centro di detenzione più vicino, ovvero quello al confine iraniano.

Stamouli ha anche raccontato che, non esistendo il concetto europeo di “asilo” e “rifugio” in Turchia, molti migranti vengono deportati quasi immediatamente e spesso divisi dalle loro famiglie. La deportazione non è però applicata nei confronti dei rifugiati afgani, considerata la situazione nel paese e gli scontri con i talebani, motivo per cui la Turchia pare si stia impegnando a dimostrare all’Europa come “protegge” i confini dell’Unione (e quindi della NATO) e come “aiuta” queste persone impedendo il ritorno in Afghanistan. 

In molti criticano questo apparato raid-detenzione-deportazione, riportando come non sia effettivamente un sistema dato che all’interno dei centri di detenzione vi siano spesso abusi e violazioni, e che molte volte le persone vengono perse a causa della burocrazia.

Ma, come ha sottolineato Stamouli, la recente scelta di mostrare all’Europa cosa accade ai confini non ha solamente lo scopo di far vedere come viene attuato il sistema, ma è anche una dimostrazione che il governo è capace di fare e di non-fare, e che dunque l’Europa deve partecipare, altrimenti non potrà bloccare tutte queste persone per sempre.    

Giulia Valeria Anderson

Giulia Valeria Anderson - Laureata magistrale con lode in Relazioni Internazionali Comparate presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Attualmente praticamente pubblicista da Formiche.net per cui si occupa di politiche tech, e analista OSINT per una società di monitoraggio privata a Roma per cui riporta sull’Afghanistan. Specializzata in Medio Oriente, in particolare nella questione curda su cui ha scritto diverse pubblicazioni, tra cui su JIMES e per l’Istituto Curdo di Washington. Ha un diploma in geopolitica del medio oriente e un master di secondo livello sulla sicurezza globale. Giulia è molto attiva nel mondo del volontario, dirige la comunicazione dell’organizzazione non profit Manalive, di cui è anche membra del board e un attiva volontaria.
Membro della redazione geopolitica IARI, scrive per l’area “Medio Oriente".

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