LA MILITARIZZAZIONE DELLO SPAZIO E LA SUA TRASFORMAZIONE IN UN DOMINIO BELLICO

Fonte Immagine: https://portswigger.net/daily-swig/space-jam-researchers-and-satellite-start-ups-meet-to-discuss-celestial-cybersecurity

Molti esperti temono che lo spazio possa trasformarsi nel prossimo campo di battaglia. Con l’evoluzione della tecnologia e l’emergere di nuove opportunità e risorse, l’interrogativo crescente è se l’attuale quadro giuridico relativo alla registrazione e al lancio di oggetti nello spazio è adatto a fronteggiare le sfide emergenti.

Nonostante il fatto che, sotto il 1965 Trattato sullo spazio extra-atmosferico, lo spazio possa essere utilizzato solo per scopi pacifici, la maggior parte degli Stati tecnologicamente avanzati oggi ha un’elevata dipendenza militare sullo spazio. Di conseguenza lo spazio è “militarizzato”, tuttavia, non ancora “arsenizzato’’.

Storicamente, la moderazione strategica è stata l’approccio dominante tra le nazioni dotati di tecnologia spaziale, consapevoli che l’accesso e l’uso dello spazio richiedevano il contenimento di minacce o attività che avrebbero potuto mettere a repentaglio lo status quo della pace nello spazio.

Di recente, tuttavia, c’è stato un evidente cambiamento nella retorica internazionale verso un approccio più offensivo alla difesa nello spazio. Questo èdovuto a una serie di eventi, combinati alla mancanza di trasparenza sulle reali capacità e intenzioni da parte di tutti i principali attori nello spazio. Il risultato è un’escalation ciclica che stà portando ad un numero crescente di esperti a descriverlo come un ritorno ad una nuova corsa agli armamenti e alla possibilità futura di un conflitto spaziale. Infatti, nel 2018, gli Stati Uniti hanno pubblicato la loro prima strategia spaziale nazionale, in cui riconosce che i suoi avversari hanno trasformato lo spazio in un dominio bellico.

Una nuova corsa agli armamenti?

Come menzionato precedententemente, un numero crescente di analisti ed esperti temono che lo spazio possa trasformarsi nel prossimo campo di battaglia. L’uso di tecnologie controspaziali è indubbiamente in aumento. Ad esempio, Russia e Cina hanno recentemente eseguito test missilistici anti-satellite e gli Stati Uniti possiedono da tempo capacità simili.

Alcuni degli spunti più significativi emersi durante Outer Space Security Conference del 2021 a Ginevra, è che stiamo assistendo allo svolgersi di una corsa agli armamenti. Gli esperti hanno affermato, inoltre, che invece della deterrenza, le nuove politiche dovrebbero concentrarsi sulla mitigazione delle conseguenze negative di questa corsa agli armamenti, esortando gli Stati a utilizzare le Nazioni Unite e le loro risorse diplomatiche per chiarire e migliorare le relazioni tra attori rivali. 

Diversi eventi recenti e meno recenti hanno posto le questioni relative all’armamento dello spazio in prima linea nei titoli globali. In primo luogo, la Cina ha testato la tecnologia missilistica anti-satellite (ASAT) nel 2007 e nel 2014. Questi lanci hanno inviato due messaggi chiari al mondo: i cinesi stavano sviluppando armi che avevano il potenziale per distruggere oggetti in orbita, e i detriti spaziali potrebbero presto essere un serio problema.

Inoltre, i progressi compiuti della Nord Corea verso lo spazio stà mettendo in evidenza il timore dell’instabilità nello spazio. Analogamente, la US Missile Defense Agency, nel 2016, ha iniziato a lavorare a un progetto da 400 milioni di dollari per mettere in orbita sensori sugli attuali satelliti in grado di rilevare le capacità militari di altri satelliti e veicoli spaziali. I aggiunta, nel novembre 2021, il test missilistico anti-satellite della Russia ha aumentato il rischio di pericolose collisioni tra oggetti nello spazio. 


Secondo il diritto internazionale, tutti gli oggetti lanciati nello spazio devono essere registrati per evitare collisioni. Oltre a queste leggi globali, ogni stato-nazione ha il proprio quadro giuridico relativo alla registrazione e al lancio di oggetti nello spazio. Tuttavia, è chiaro che le leggi esistenti non prevedono restrizioni adeguate sulle armi spaziali: nonostanti limitino le armi di distruzione di massa (WMD), tutto il resto è permesso, ASAT inclusi. Sebbene attualmente non ci siano armi nello spazio, tali eventi mostrano che l’arsenizzazione dello spazio non è così lontano come alcuni potrebbero pensare. Pertanto, è importante creare un regime legale in grado di gestire le tendenze tecnologiche moderne e porre limiti adeguati.

I rischi della militarizzazione e di un’eventuale ‘arsenizzazione’ spaziale

Gli sforzi di un qualsiasi stato per posizionare gli armamenti nello spazio porrebbero fine all’equilibrio globale del potere e incoraggerebbero gli altri a seguire l’esempio, mettendo in moto una corsa per il dominio strategico che potrebbe portare a test sulle armi e a un’ulteriore escalation. Infatti, quando un attore assume una posizione dominante, gli attori rivali puntano ad agire in modo simile per mantenere la deterrenza e garantire la sicurezza dei loro rispettivi interessi nazionali.

Il clima geopolitico globale odierno è caratterizzato da una crescente concorrenza e, per la prima volta da decenni, sembra possibile la prospettiva di un conflitto interstatale tra avversari tecnologicamente avanzati. Questi stati hanno sia i mezzi che il motivo per attaccare le reciproche risorse spaziali e le barriere di vecchia data per farlo, come il rischio di produrre nuvole di detriti orbitanti, stanno in qualche modo diminuendo.

La militarizzazione dello spazio aumenterebbe inevitabilmente le possibilità di guerra e minaccerebbe inoltre le industrie che fanno affidamento sullo spazio per svolgere le loro operazioni. Di conseguenza, senza trattati e risoluzioni per regolamentare e limitare gli armamenti nello spazio, la comunità internazionale rischia di andare incontro a conseguenze notevoli. In conclusione, c’è un chiaro ed urgente bisogno di sviluppare nuove norme internazionali e regole di comportamento nello spazio al fine di ridurre la minaccia di insicurezza globale, guerre e distruzione economica.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Latest from DIFESA E SICUREZZA