TRA DIALOGO DISTENSIVO E DIPLOMAZIA

L’inquietudine generata da un possibile scontro militare russo – ucraino, sembrerebbe essere scemata dopo che da parte del Cremlino è stata formulata una richiesta di dialogo distensivo, sotto forma di proposta, alla controparte statunitense. 

Come già analizzato in precedenza, la situazione tra Russia ed Ucraina ha toccato l’apice nel novembre del 2021. Gli allarmismi diffusi di una possibile (e quanto mai improbabile) “invasione russa” hanno lasciato spazio a un proposta di dialogo tra le parti, volta non solo ad intavolare una trattativa diplomatica ma soprattutto a svelare le vere intenzioni delle controparti occidentali

Tale proposta non è solo un documento di richiesta di sicurezza, come inizialmente potrebbe apparire, ma costituisce in special modo un ultimatum tanto alla NATO quanto agli Stati Uniti. 

Agendo di anticipo, iniziando una vera e propria trattativa, facilmente riassumibile nei seguenti punti:

  • non dispiegare armi e forze in aree dove questo sarebbe percepito dall’altra parte come una minaccia alla sicurezza nazionale;
  • astenersi dal far volare bombardieri pesanti, nucleari e non, al di fuori dei propri cieli;
  • astenersi dalla presenza di navi da guerra in aree al di fuori delle acque nazionali;
  • non schierare missili a raggio intermedio e a corto raggio all’estero e in zone da cui potrebbero colpire obiettivi in territorio russo;
  • eliminare le infrastrutture per lo schieramento di armi nucleari che siano al di fuori dei confini dei rispettivi territori nazionali; 
  • non condurre esercitazioni militari che prevedano scenari in cui siano presenti armi nucleari;
  • Gli Stati Uniti si impegnano a escludere un’ulteriore espansione verso est della NATO e a rifiutare di ammettere i paesi post-sovietici nell’alleanza;
  • Gli Stati Uniti si impegnano a non stabilire basi militari nei paesi post-sovietici, a non utilizzare le loro infrastrutture militari o a sviluppare una cooperazione militare con loro.

Mosca ha voluto mostrare la volontà di non volere perseguire nessuna azione militare contro l’Ucraina e, contestualmente, ha bloccato, passando sul piano diplomatico, qualsiasi azione provocatoria nei confronti della Russia da parte di Kiev. Agendo così, la pericolosa escalation di dichiarazioni provocatorie giunte da entrambi gli schieramenti sembrerebbe, almeno per adesso, essere giunta a conclusione. 

Quindi, per quanto sia impossibile che tutte le richieste possano essere accolte da Washington – fatto di cui il Cremlino è ben consapevole – almeno, la proposta russa ha avuto l’intento principale di bloccare ogni iniziativa provocatoria nei confronti di Mosca; ogni atto che possa giungere da Kiev con il supporto della NATO, scavalcando così ogni iniziativa diplomatica, potrebbe essere quindi imputato facilmente a mala fede nel volere incrinare i rapporto

Di contro, il segretario generale della NATO ha sottolineato dopo la ricezione della proposta, che uncolloquio sulla sicurezza con Mosca dovrebbe tenere conto anche delle preoccupazioni della NATO e coinvolgere l’Ucraina e altri partner. Allo stesso modo, la Casa Bianca ha affermato che sta discutendo le proposte con gli alleati e i partner degli Stati Uniti, ma ha osservato che tutti i paesi hanno il diritto di determinare il proprio futuro senza interferenze esterne.

La pubblicazione delle richieste – contenute in una proposta di trattato di sicurezza Russia-USA e in un accordo di sicurezza tra Mosca e la NATO – arriva tra le crescenti tensioni per un accumulo di truppe russe vicino all’Ucraina che ha sollevato timori di un’invasione. Mosca ha negato di avere intenzione di attaccare il suo vicino, ma vuole garanzie legali che precludano l’espansione della NATO e il dispiegamento di armi lì.

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