L’INTRIGO INTERNAZIONALE SULL’ASSASSINIO DEL PRESIDENTE HAITIANO MOÏSE

Fonte Immagine: ilMessaggero.it

Il 7 Luglio 2021, il presidente haitiano Jovenel Moïse è stato ucciso a Port-au Prince, capitale di Haiti. Da una fuga di informazioni, emerge come dietro all’assassinio fossero coinvolti narcotraffico e traffico di armi. 

Il presidente haitiano Jovenel Moïse è stato ucciso il 7 luglio 2021, in casa sua, successivamente ad un raid compiuto da uomini armati, di cui successivamente, è emerso fossero presenti anche ex militari colombiani. 

Successivamente ad un’inchiesta del New York Times, si è scoperto che il presidente, nei mesi precedenti al suo omicidio, stesse lavorando ad un dossier, in cui era apparentemente scritto il numero di politici e uomini d’affari coinvolti nel narcotraffico e nel traffico di armi internazionali. È venuto a galla che coloro i quali avevano l’incarico di redigere il documento, che sucessivamente doveva essere fornito alle autorità statunitensi, avrebbero fatto trapelare le informazioni al suo interno. 

Il motivo per cui era stato preso di mira riguardava l’intenzione del presidente di “ripulire” l’area doganale di Haiti, poichè il suo proposito era quello di nazionalizzare il porto, con il fine di eliminare dalla storia del Paese le tracce di contrabbando. Inoltre voleva eliminare la pista di atterraggio che era funzionale al traffico di droga e armi, nonchè gestire meglio il porto per tenere sotto controllo il commercio di anguille, che nel Paese rappresentava un’importante mercato per il reciclaggio di denaro. 

Attualmente le indagini hanno subito uno stallo, e non è stato ancora formalmente accusato nessuno per omicidio. Nel fattempo, il presidente colombiano Ivan Duque ha riconnosciuto pubblicamente il coinvolgimento del gruppo di ex militari nel progetto di omicidio del presidente Moïse. L’intelligence colombiana sta collaborando con l’intelligence haitiana e con l’FBI per continuare con le indagini.

Per ora, la pista che viene seguita è certamente quella del colpo di Stato, in quanto, a causa dei cambiamenti che volevano essere promossi da Moïse, molte delle elite haitiane si sono inimicate il presidente. Intanto, la popolazione haitiana teme che se il caso non venisse risolto verrebbero rafforzate le reti criminali e la corruzione nel Paese.  

Valentina Topatigh

Valentina Topatigh, nata a Udine classe 1997. Dopo la maturità linguistica, ha ottenuto la Laurea Triennale in Scienze Politiche alla Statale di Milano, con tesi in diritto pubblico comparato sulla mozione di fiducia e sfiducia nei rispettivi ordinamenti di Germania e Spagna. È attualmente tesista per il master in International Law and Global Governance alla Tilburg University nei Paesi Bassi. Contemporaneamente ai suoi studi è anche membro della redazione America Latina per lo IARI.

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