KIEV PROVOCA MA MOSCA MINACCIA

Immaginate di avere un vicino che si piazza sul pianerottolo del vostro piano con fucile che mira in direzione della vostra porta; voi non sapete se l’arma sia un giocattolo o sia vera e non sapete neppure le intenzioni del vicino, ma ovviamente vi preoccupate, quindi chiamate la polizia. Ecco, questa è la sensazione che il Cremlino percepisce qualora l’Ucraina dovesse entrare nella NATO, soltanto che nella comunità internazionale non esiste alcuna polizia da chiamare.

Martedi 14 dicembre 2021, il presidente russo, Vladimir Putin, ha accusato il governo di Kiev di “aggravare deliberatamente la situazione” nella parte orientale dell’Ucraina, da tempo coinvolta in una guerra civile. L’accusa potrebbe essere vera? E qualora lo fosse, perché Kiev vorrebbe esasperare una crisi già abbastanza problematica? Cerchiamo di ricollegare i punti.

Il colloquio del 7 dicembre scorso, tra il presidente Biden ed il presidente russo, di fatto, non ha lasciato nessuna soluzione alla complicata situazione che si vive tra Ucraina e Russia. Secondo viceministro degli Esteri russo Sergey Ryabkov, in un’intervista rilasciata ad Izvestia, l’incontro con due presidenti altro non era che una strada senza sbocco. 

C’è una prevedibilità negativa unilaterale, ma tutto è assolutamente imprevedibile in termini di una prospettiva di miglioramento delle relazioni. Questa è una triste conclusione a causa di un lungo viaggio che abbiamo fatto sia con l’attuale amministrazione, sia con Trump, sia con Obama. Non è che i problemi fossero iniziati ieri”.

Quindi secondo il viceministro degli Esteri russo, una mediazione e un cambio di strategia di Washington, nella crisi Ucraina/NATO – Russia, sembrano impossibili.

La Russia ha da preoccuparsi? Si

L’Ucraina gode del supporto strategico-diplomatico dell’intero “blocco occidentale” che militarmente potrebbe ricondursi facilmente alla NATO. In breve, qualora la Russia dovesse “invadere” l’Ucraina (il virgolettato è d’obbligo, come più volte espresso nel corso di altre analisi, ho specificato che lo scenario bellico in stile seconda guerra mondiale sia quanto mai improbabile) Mosca si ritroverebbe a dovere fronteggiare l’intera Organizzazione Atlantica; il che condurrebbe inevitabilmente ad un conflitto su larga scala, probabilmente il terzo conflitto mondiale.

Al centro del contendere vi è l’allargamento della NATO fino all’estrema periferia dell’Europa, ovvero fino all’Ucraina, nuova terra di confine tra est e ovest, linea rossa iche Mosca ha da tempo tracciato come invalicabile. Se l’Ucraina entrasse nella NATO, per Mosca sarebbe come avere un fucile puntato alla testa.

Perché l’Ucraina è pericolosa per la Russia? È un problema di confine? Non solo…

Non è solo un problema di confine, ma di accerchiamento. Ad essere sinceri, Estonia e Lettonia, che confinando con la Russia nel nord europa sono già membri della NATO, anche la Lituania che non è diretta confinante con la Federazione Russa ma che risulta contigua ad un alleato di Mosca, la Bielorussia, anch’essa fa parte dell’alleanza atlantica, insieme alle altre due nazioni baltiche dal 2004.

La motivazione che Mosca espone prima di tutto contro l’ingresso dell’Ucraina nella NATO è quello di temere armamenti NATO al confine con la Russia; ma di fatto, come abbiamo appena visto, gli armamenti NATO già sono presenti nelle Repubbliche baltiche. 

Quale potrebbe essere il vero problema per Mosca?

Il problema principale, qualora Kiev facesse parte della NATO, sarebbe l’impossibilità per Mosca di esercitare un potere coattivo nei confronto dell’esercito ucraino.  Cerco di spiegare meglio quanto appena esposto.

Allo stato attuale dei fatti, qualora l’esercito ucraino decidesse di effettuare un’azione militare nei confronti delle repubbliche separatiste del Donbass, protette da Mosca, saprebbe che potrebbe essere vittima di una contro reazione delle, forse, regolari (o meno) russe che correrebbe in supporto dei separatisti filo russi. Un possibile contatto tra i due schieramenti quindi, ucraino e filo-russo/russo, potrebbe portare ad un epilogo azzardato, soprattutto per Kiev.

Nel caso in cui però, l’esercito ucraino, entrato a far parte della NATO, dovesse (come già di fatto anticipato maldestramente dal presidente ucraino) effettuare delle esercitazioni al confine orientale, casualmente nel territorio in cui si trovano i separatisti filo russi, e nel corso di queste esercitazioni militari dovessero venire coinvolte le repubbliche filo russe, chi potrebbe venire il loro soccorso? Nessuno, un intervento russo contro l’esercito ucraino – salvaguardato dall’ombrello della NATO – rischierebbe di portare ad una crisi dai risvolti indecifrabili.

Come uscire da questa districata situazione?

Putin, durante un colloquio telefonico intercorso con Macron, durante la giornata del 14 dicembre, ha ribadito al presidente francese che le autorità ucraine stavano “aggravando deliberatamente la situazione sulla linea di contatto” a est. Ha anche affermato che sono stati sostenuti da “un certo numero di paesi occidentali“, secondo gli analisti  del Cremlino.

Putin ha più volte esternato la preoccupazione che l’Ucraina “viene pompata con armi moderne, che rappresentano una minaccia diretta alla sicurezza della Russia“.

Stessi timori nessuna garanzia

Mentre da una parte abbiamo un Occidente preoccupato per la potenziale aggressione russa in Ucraina, dall’altra abbiamo una Russia alla ricerca di rassicurazioni per evitare che laNATO si espanda verso est né ivi dispieghi armi.

Ovviamente il Cremlino ha rassicurato le cancellerie occidentali Mosca negandol’esistenza di piani che vedono un attacco all’Ucraina, e di contro, ha incolpato l’Ucraina per il proprio di schierare numerosi contingenti militari nell’est del paese, dove le forze ucraine combattono con i separatisti sostenuti dalla Russia dal 2014.

Funzionari russi hanno affermato che Kiev potrebbe tentare di rivendicare le aree controllate dai ribelli con la forza, e Putin ha fatto pressioni sull’Occidente per fornire garanzie legalmente vincolanti che la NATO non si espanderà in Ucraina o dispiegherà le sue forze lì.

In questo complicato mosaico di dichiarazioni e accuse, è intervenuto anche il ministro della Difesa ucraino Oleksii Reznikov, il quale rispondendo alle accuse russe secondo cui l’Ucraina sta pianificando un attacco dopo un accumulo di truppe nell’est del Paese, ha dichiarato che “questa è una misura difensiva contro l’accumulo di truppe della Russiadalla parte opposta del confine”.

Inoltre Reznikov ha specificato ai giornalisti che una guerra in Ucraina equivarrebbe a una guerra in Europa; l’Ucraina non è l’unica nazione preoccupata per una possibile invasione russa, poiché molti altri paesi occidentali hanno chiarito che sosterranno l’Ucraina in caso di attacco.

“Ci sono chiari segnali dalla comunità internazionale che l’Ucraina non sarà lasciata sola in caso di invasione russa“.

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