GENDER EQUALITY E CULTURA DEL POSTO DI LAVORO

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Al fine di difendere i diritti delle donne e valorizzare il loro contributo nel mondo del lavoro e, nello specifico, all’interno delle Corti, è necessario rafforzare la parità e l’uguaglianza di genere nell’ambiente di lavoro. Questo rappresenta una forte spinta per migliorare le performance di organizzazione all’interno delle Corti. 

I dirigenti della Corte penale internazionale ( CPI) avevano già adottato un high-Level Statement (dichiarazione di alto livello) presso la Corte stessa. I principi in essa esposta riguardavano parità di diritti, responsabilità ed opportunità per tutti, rispecchiando le varie sfaccettature che la diversità di genere comporta a livello lavorativo. Questo approccio, quindi, ricomprende valori di inclusione, equità e rispetto che sono sanciti anche nell’ordinamento  e nell’organizzazione della Corte penale internazionale. 

Pertanto, essa intendeva impegnarsi concretamente nel raggiungimento degli obiettivi della parità di genere e di un ambiente di lavoro sicuri ed inclusivi attraverso la predisposizione di priorità ed obiettivi in Piani strategici a livello interno esplorati ed analizzati durante tutto il periodo 2019-2021, nonché attraverso l’ individuazione dei cinque settori prioritari, in un quadro d’insieme, del benessere del personale. 

Difatti, già nel Summit dedicato al Generation Equality a Parigi dal 30 giugno al 2 luglio 2021, la Corte penale Internazionale aveva concretamente proposto il suo impegno sull’Action Coalitiondi“movimenti e leadership femminista”: in essa si è stabilito che, entro il 2025, si sarebbero dovute raggiungere ed adottare strategie effettive sull’uguaglianza di genere e sul “ workplace culture”(cultura del posto di lavoro), da attuare a seguito delle indagini svolte sul coinvolgimento del personale nel 2018. A tale strategia hanno collaborato anche i presidi della International Gender Champions e della summenzionata High- Level Statement della Corte Penale internazionale sull’uguaglianza di genere adottata il 30 aprile 2021. 

Dal 9 Dicembre scorso, quindi, sono state formalmente iniziate le consultazioni sulla bozza zero (zero draft) che finiranno a marzo 2022. L’Istituzione, prenderà in esame tutte le proposte ed i contributi per ulteriormente sviluppare la versione della bozza della Strategia. 

Lo sforzo strategico sarà incentrato, infatti, sugli impegni concreti, sulle esigenze interne del personale della Corte ed, inoltre, sull’analisi dell’evoluzione inclusiva all’interno degli ambienti di lavoro in tutto il mondo. 

La bozza è stata affissa all’interno dell’Istituzione, disponibile per tutto il personale e verrà condivisa che con Stati parte, organizzazioni intergovernative, società civile, esperti e mondo accademico affinchè, anch’essi, possano apportare le loro opinioni ed il loro contributo.

Le consultazioni sulla bozza zero, meritano e meriteranno ampi dibattiti ed un ampio lavoro strategico per garantire trasparenza e prevedibilità in merito all’approccio inclusivo delle donne nel posto di lavoro ed una più generale cultura del posto di lavoro volta al benessere comune, in modo tale da fornire alla Corte tutti gli strumenti necessari per adottare, finalmente, una strategia “globalmente e attentamente ponderata” come già ribadito dal presidente PiotrHofmanski a nome della Corte Penale Internazionale stessa. 

Del resto, l’apertura volta a raccogliere quante più opinioni, idee e commenti sulla bozza zero sono oltre che benvenuti, anche fortemente incoraggiati per permettere all’organo di effettuare una sana, efficace e quanto più condivisibile revisione della strategia prevista in essa.  

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