USA-COREA DEL SUD: ANNUNCIATO NUOVO PIANO DI GUERRA OPERATIVO

Fonte Immagine: https://sicurezzainternazionale.luiss.it/2021/12/03/usa-corea-del-sud-aggiornano-la-alleanza-militare/

I ministri della difesa statunitense e sudcoreano hanno recentemente annunciato lo sviluppo di un nuovo piano di guerra congiunto per far fronte alla rinnovata minaccia nordcoreana.

Il primo dicembre appena trascorso le autorità statunitensi e sudcoreane hanno annunciato l’inizio dei lavori per un nuovo “piano di guerra operativo” per contrastare in maniera più efficace il mutato ambiente strategico dell’area e, nello specifico, le mutate capacità tecnologiche di Pyongyang. Tale piano andrà a integrare un precedente piano operativo risalente al 2010, nella consapevolezza che la Corea del Nord possa oggi costituire una minaccia più elevata, o comunque più complessa, sia per lo Stato di Moon Jae-In sia per i Paesi dell’asia nord-orientale.

Il ministro della difesa degli Stati Uniti, Lloyd Austin, e il ministro della difesa della Corea del Sud, Suh Wook, sono infatti in questo momento impegnati a Seoul nel cinquantatreesimo summit consultivo di sicurezza fra le due nazioni in cui verranno trattati diversi argomenti relativi al tema della sicurezza, quali ad esempio struttura dell’esercito e armamenti nucleari.

Secondo fonti ufficiali di Washington tale piano sarebbe oggi essenziale alla luce dei numerosi test di natura balistica che lo Stato di Kim Jong-Un starebbe portando avanti in maniera costante dal mese di settembre. L’ultimo caso degno di nota risale allo scorso 19 ottobre, quando le autorità sudcoreane hanno segnalato il lancio di un missile balistico nel Mare del Giappone partito dalla località nordcoreana di Sinpo.

Per ovvie ragioni, anche il Giappone si mostra preoccupato per questa nuova serie di provocazioni da parte della Repubblica Popolare Democratica di Corea: il primo ministro giapponese, Fumio Kishida, aveva, nell’occasione appena citata, definito “deprecabile” il frequente lancio di missili a cui le potenze interessante stavano assistendo da più di un mese.

Nel mese di luglio, sia le autorità sudcoreane sia le autorità giapponesi avevano apertamente criticato la politica intrapresa da Biden nell’area del Pacifico definendola “tiepidina” e accusando il presidente americano di essersi disinteressato alla questione della corsa al nucleare intrapresa da Pyongyang a seguito dei dialoghi, di fatto, inconcludenti intrapresi dalla precedente amministrazione.

Forse è anche per questo che gli Stati Uniti hanno deciso di intraprendere tempestivamente i lavori in materia di sicurezza in collaborazione coi loro alleati coreani: benché non sia prevista una scadenza per il piano operativo di cui sopra (in quanto non corrisponderebbe a un’effettiva minaccia da parte del Paese di Kim Jong-Un), pare che sia prevista un’accelerazione per quanto concerne il trasferimento del comando operativo in caso di guerra (anche conosciuto come OPCON) dagli Stati Uniti alla Corea del Sud.

Vi sono motivi per ritenere che lo stato di Washington voglia permettere agli alleati di Seoul di giocare un ruolo di difesa più importante all’interno dell’intera regione, garantendone la pace e la stabilità con un occhio di riguardo verso la crescente aggressività di Pechino, accusata di aver sostenuto, a partire dal 2018, in maniera sempre più evidente la Corea del Nord. 

In supporto a tutto ciò, la potenza americana ha inoltre programmato di stabilire permanentemente una squadriglia di elicotteri d’attacco e una divisione di artiglieria sul suolo sudcoreano; con ogni probabilità non si intende prepararsi a una guerra aperta, ma le tensioni nell’area si fanno sempre più elevate.

Martina Usai

Laureata triennale in Lingue, Culture e Società dell'Asia e dell'Africa Mediterranea (LICSAAM) indirizzo "Cina" e magistrale in Relazioni Internazionali Comparate (RIC) indirizzo Asia Orientale all'università Ca'Foscari di Venezia. Membro di redazione dello IARI per la sezione Asia, con focus sui Paesi del gruppo ASEAN e Corea.

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