IL COLLASSO DEL SISTEMA MESSICANO DI FRONTE AI FLUSSI IMMIGRATORI

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Fonte Immagine: https://www.forbes.com/sites/nathanielparishflannery/2014/07/21/what-do-you-need-to-know-about-central-american-migration/?sh=5675e9f4234a

Con la riapertura delle frontiere statunitensi, il flusso migratorio ha ripreso le sue antiche istanze… con nuove dinamiche. 

Il Presidente messicano Obrador per far fronte alla questione della migrazione ha scelto la via della repressione. Infatti, sia nelle frontiere del Nord che in quelle del Sud del Paese, ha schierato l’esercito. Accanto a questo primo provvedimento, inoltre, ha creato tutta una serie di cavilli burocratici al fine di rendere impossibile la regolamentazione dei documenti necessari per ottenere il visto. 

Così, questo genere di provvedimenti ha messo in crisi la città di frontiera Tapachula, la quale pupilla di migranti in attesa di regolarizzare la situazione. Sebbene la città sia bene attrezzata, presenta comunque difficoltà -tanto a livello istituzionale quanto a livello sociale- a gestire la sovrappopolazione. Infatti, diverse fonti riportano che su 77.000 persone che hanno cercato rifugio in Messico solo 55.000 hanno riparato a Tapachula. 

I migranti vengono principalmente da tutto il Centroamerica e dal Venezuela. Come evidenziato, l’amministrazione Obrador ha reagito alla situazione attuando la repressione.

 Questo atteggiamento porta a delle mancanze in seno alla tutela e alla garanzia della tutela stessa dei diritti umani; provocando così la reazione degli attivisti i quali non solo hanno evidenziato come i diritti delle persone siano violati, ma anche che i migranti vengono isolati in delle aree predisposte e, che rispetto all’anno scorso il suo numero sia triplicato. Ponendo, in questa maniera, l’eventualità di un’emergenza umanitaria. 

Le cause di questo gravissimo disagio possono ritrovarsi in primo luogo nella decisione del COMAR -Commissione messicana di aiuto ai Rifugiati- di cancellare tutti gli incontri in presenza per la richiesta di asilo in favore di incontri online. Fra l’altro, alcuni dei quali sono stati rimandati alla data di febbraio 2022. 

Un’altra grave causa è la lentezza e l’inerzia della burocrazia durante lo smaltimento delle pratiche. Sembra che la ragione di questi provvedimenti sia l’ottemperanza delle norme contro il COVID-19. 

Inoltre, una della giustificazione che il presidente ha tenuto a sottolineare è la questione del crimine organizzato: infatti, egli asserisce che tali norme tanto restrittive vengano messe in atto con il fine di tutelare l’incolumità dei rifugiati. Sebbene questa dichiarazione sembri antitetica rispetto alla politica repressiva dell’amministrazione Obrador, essa si giustifica alla luce dell’operato di programmi come Bienestar, il quale consente alle persone di lavorare per tre mesi. Tuttavia, al momento risulta essere in crisi anche questo programma per via del copioso flusso migratorio sopracitato. 

La questione si contestualizza, soprattutto, in relazione alle direzioni che l’amministrazione Trump e Biden hanno rispetto alla questione immigrazione e, ai loro rapporti di continuità e rottura sulla questione, che potrebbe determinare il rallentamento dello smaltimento delle pratiche. 

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