“ASSET PROTECTION”: UN PRECEDENTE IMPORTANTE PER LA MARINA GIAPPONESE

Fonte immagine: https://www.voanews.com/a/japanese-warships-heading-to-australia-for-landmark-visit/4957382.html

Aggirando l’ennesimo blocco giuridico e procedurale, le Forze di autodifesa giapponesi fanno un ulteriore passo verso la normalizzazione militare del Paese.

A metà novembre le Forze marittime di autodifesa giapponesi hanno condotto una piccola esercitazione insieme alla Marina australiana nel Pacifico, al largo dell’isola di Shikoku, vicino al territorio giapponese. L’esercitazione ha visto impegnati il cacciatorpediniere giapponese JS Inazuma e la fregata australiana HMAS Warramunga.

Pur essendo un’esercitazione di scala molto ridotta, a rappresentare una grande novità è stata l’approvazione di un “asset protection”, ossia l’autorizzazione legale data dal governo di Tokyo a ingaggiare sul campo forze ostili ai propri partner.

Questa autorizzazione consente alle Forze di autodifesa di allargare il proprio spettro di possibilità sul campo, permettendole di difendere non solo i propri assetti ma anche quelli degli alleati, avvicinandosi quindi maggiormente alla simmetria operativa.

Dal punto di vista legale, la protezione degli assetti è un’autorizzazione concessa per una singola operazione e prevede tre requisiti: l’operazione dev’essere funzionale alla difesa del Giappone, non deve avvenire in una zona di guerra e dev’essere approvata dal Ministro della Difesa.

Questa modifica delle regole di ingaggio scaturisce dalla rilettura della Costituzione avvenuta nel 2014, che introduceva il concetto di autodifesa collettiva limitata. Utilizzata ampiamente nelle operazioni combined con gli Stati Uniti, è la prima volta che questa autorizzazione viene rilasciata per difendere forze non statunitensi. 

La natura politica dell’asset protection testimonia la volontà della leadership del Partito liberal-democratico traslata nella sua strategia di lungo termine, necessaria per superare definitivamente l’articolo 9 della Costituzione, che rappresenta la pietra angolare del pacifismo istituzionale giapponese.

Questa strategia prevede piccole e graduali modifiche in grado di adattare il sistema legislativo e portare l’opinione pubblica del Paese a un consenso necessario per la modifica della Costituzione. Lo strumento dell’asset protection, pur richiedendo un’approvazione caso per caso, rappresenta un precedente importante nel quadro politico-legale giapponese e aumenta le possibilità operative della Marina giapponese. 

Davanti all’evoluzione dell’ambiente strategico dell’Indo-Pacifico, la battaglia interna del PLD per la normalizzazione del proprio ruolo strategico-militare è una variabile importantissima per una corretta lettura della situazione. L’approvazione di asset protection potrà avvenire molto più facilmente in futuro e consentirà alle Forze armate giapponesi di sviluppare maggiori sinergie non solo con l’Australia, ma anche con altri partner come India e Regno Unito.

Inoltre, qualora queste approvazioni diventassero routine la modifica della Costituzione sarebbe una mera sanzione legale di una situazione de facto, aspetto che andrebbe ad aumentare considerevolmente le opzioni strategiche sul tavolo del governo di Tokyo.

Giorgio Grosso

Nato nel 1992 in Sardegna, consegue la laurea triennale in Scienze Politiche presso l’Università di Cagliari, per poi proseguire gli studi in Relazioni Internazionali Comparate presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, laureandosi con una tesi sulla dottrina militare maoista. In mezzo, un’esperienza di quattro mesi presso la Capital Normal University di Pechino e un crescente interesse per tematiche riguardanti l’Asia-Pacifico, la strategia militare e la marittimità. Nel 2019 consegue il master in Studi Strategici e Sicurezza Internazionale presso l’Istituto di Studi Militari Marittimi di Venezia, dove frequenta il 78° Corso Normale di Stato Maggiore per ufficiali della Marina Militare. Continua a collaborare con l’Istituto, principalmente per convegni e incontri all’Arsenale di Venezia e partecipando in veste di tutor alle esercitazioni di Pianificazione Operativa. Attualmente vive a Venezia ed è membro dello IARI, redazione Asia-Oceania, dove si occupa principalmente del Giappone. È inoltre membro del CeSMar (Centro Studi di Geopolitica e Strategia Marittima), think-tank affiliato alla Marina, e ha pubblicato analisi e approfondimenti per altre testate online.

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