ESCALATION DELLA NUOVA GUERRA FREDDA E LO SPETTRO DELLA CRISI DI CUBA

Fonte immagine: inquinamento-italia.com. https://www.inquinamento-italia.com/le-esplosioni-nucleari-conseguenze-e-radioattivita-fallout-radioattivo-radiazioni/

Gli eventi recenti stanno irrigidendo il nuovo confronto tra Cina, Russia e Stati Uniti-NATO. Vivremo una crisi come quella di Cuba del 1962?  

CINA

Da anni questa superpotenza espande la sua influenza politica, economica e militare nel mondo, con l’intento di usufruire di risorse territoriali e di allineare gli Stati a suo favore. Infatti, è ormai eloquente la sua impronta in America Latina e in Africa. 

In quest’ultimo Continente, la Cina vuole ottenere il monopolio delle seguenti materie prime: cobalto; grafite; litio; neodimio; niobio e praseodimio. Esse sono essenziali per la costruzione di batterie per le auto elettriche, computer, tablet e smartphone e i cinesi già detengono, a livello mondiale, più della metà degli impianti per lavorare i carbonati e gli ossidi di litio

L’Asia e l’Indo-Pacifico rappresentano le sfere principali d’interesse cinese. A dimostrazione di ciò, nella prima hanno attuato investimenti economici nei Paesi del Continente e focalizzato sull’Afghanistan. Mentre nella seconda, la Cina sta espandendo la sua influenza economica, tanto che vuole entrare nel patto Trans-pacifico (“CPTPP”), e cerca di monopolizzare questa macro regione con la costruzione di porti, infrastrutture e basi militari. 

Tuttavia, questi intenti della Cina di controllo territoriale e marittimo si scontrano con quelli statunitensi ed occidentali, le cui presenze nel Mar Cinese meridionale sono viste come “destabilizzanti” dal Governo di Pechino.

Come risposta i cinesi, tra il 9 – 16 agosto 2021 e tra il 14 – 17 Ottobre successivo, hanno avviato delle esercitazioni militari con la Russia (Sino-Russe) nel nord della Cina e a largo delle isole giapponesi. L’obiettivo principale è stato quello di migliorare l’integrazione tra i due eserciti. Successivamente nei confronti di Taiwan, isola rivendicata dai cinesi, tra l’1 – 4 ottobre hanno fatto volare 156 caccia militari nella zona “ADIZ” (perimetro di difesa ed identificazione aerea). La stessa cosa è stata ripetuta il 31 ottobre con 8 aerei

Tale escalation ha spronato, recentemente, il Presidente cinese Xi Jinping a cercare di migliorare le relazioni con la controparte americana per “riprendere il controllo” di questa competizione

La Cina punta a completare la sua modernizzazione militare per il 2035 e diventare una superpotenza nucleare per il 2049. A testimonianza di ciò, nell’agosto 2021 ha testato con successo il suo missile ipersonico. Quest’arma è praticamente impossibile da localizzare ed intercettare, in quanto è caratterizzata dai seguenti elementi: ha una velocità di volo ed impatto di Mach 5 (6200 km/h) o più; attua un’altitudine atmosferica molto più bassa rispetto ai missili balistici convenzionali; può essere manovrata in volo. Per questo, il missile viene concepito come “pericoloso” da chi non c’è l’ha.

RUSSIA

La Russia, come il suo alleato cinese, sta espandendo a livello mondiale la sua influenza politica ed economica. In Afghanistan vuole avere un’impronta indelebile, ha firmato un contratto di compravendita di armamenti con l’Arabia Saudita, mentre in Africa, America Latina e Asia ha rinnovato le vecchie alleanze e ne cerca delle nuove

Nell’Indo-Pacifico i russi hanno partecipato alle esercitazioni con la Cina (Sino-Russe), anche se al momento non condividono l’idea cinese di un’alleanza basata su obblighi reciproci.

Il territorio considerato essenziale dalla Russia è l’Europa, dove vuole imprimere tutto il suo peso geopolitico. Fatto possibile se consideriamo l’impiego del Cremlino della diplomazia del gas, sopratutto in questa crisi energetica che stanno soffrendo gli Stati del Continente. Questa politica scatena tensioni con i Governi est-europei, e per la Russia non sono le uniche. 

Infatti è in questa sfera del mondo che si sta verificando il confronto con la NATO, nel quale i russi non vogliono mostrarsi impreparati. Tra il 10 – 16 settembre, insieme alla Bielorussia, hanno eseguito l’esercitazione militare Zapad 2021 lungo i confini orientali dei Paesi NATO. Lo scopo di ciò, oltre l’implementazione della logistica e dei sistemi difensivi, era quello di migliorare l’integrazione tra i due eserciti

Nel Mar Nero, innervositi dalle “operazioni” dell’Alleanza Atlantica (Sea Breeze 2021; Rapid-Trident 2021), i russi attuarono nel medesimo bacino e in Crimea diverse esercitazioni militari, le più importanti sono avvenute il 24 Settembre e il 3 Novembre. Sempre nella stessa regione, i movimenti delle truppe russe lungo il confine ucraino gettano preoccupazioni nell’Occidente, poiché considerati “anomali”

Infine, a non migliorare la situazione, ci sono gli accordi dei russi per vendere armi e mezzi militari alla Turchia e la decisione russa di sospendere la missione diplomatica con l’Alleanza Atlantica (NATO-Russia Council). Nonostante ciò, il Cremlino ha voluto ribadire ai Paesi della NATO che possono contattare la sua ambasciata di Bruxelles in caso di necessità

La Russia sta attuando un programma di riarmo, che dovrebbe continuare fino al 2034, puntando sulle forze nucleari strategiche. Per questo, nel luglio 2021 hanno testato con successo il loro missile ipersonico “Zircon” (o “Tsirkon”). Quest’arma avrebbe colpito l’obiettivo e, conseguentemente, ha costretto le intelligence Occidentali a domandarsi quanto sia avanzato il rispettivo programma russo.

STATI UNITI E NATO

Dopo la sconfitta in Afghanistan, gli Stati Uniti si stanno concentrando sul confronto con Russia e Cina. Per conseguire tale obiettivo, il Presidente Biden ha voluto riallacciare i rapporti con i vecchi alleati europei, cosa messa in pratica con la tregua commerciale sull’acciaio e alluminio e con la collaborazione per sviluppare fonti energetiche più “Green”

Per attuare quest’ultima politica, le aziende occidentali vogliono garantirsi l’accesso ai materiali come cobalto e litio, però già soffrono la concorrenza cinese.

L’Europa rimane uno scenario importante per gli Stati Uniti e la NATO poiché qui si consuma il confronto con la Russia. Infatti, Zapad 2021 ha costretto la Polonia ad attuare un’esercitazione militare lungo i suoi confini, mentre nel Mar Nero sono state eseguite Sea Breeze 2021 (28 giugno – 10 luglio) e Rapid-Trident 2021 (20 settembre – 1 ottobre). In particolare, i partecipanti di spicco di queste esercitazioni militari sono stati gli Stati Uniti e l’Ucraina, i quali hanno voluto rimarcare alla Russia che il bacino in questione “non appartiene a nessuna nazione”. 

Nell’Indo-Pacifico, gli Stati Uniti, oltre cercare di dare una loro immagine positiva e di ottenere accordi economici, vogliono arginare l’ascesa cinese in Asia. Per questo, hanno rafforzato i rapporti con i vecchi alleati, intrecciato relazioni diplomatiche con Australia, Giappone e India (“QUAD”) e creato il patto di difesa “AUKUS”

Il punto “cardine” per gli Stati Uniti è Taiwan e, oltre a difenderla, si sono assunti la responsabilità di rispondere in caso che essa venga attaccata. Ma tale politica risulta ambigua con quella riguardante l’esistenza di “Una sola Cina” ancora perseverata dallo stesso Governo di Washington. 

Conscio dell’escalation di tensione con i cinesi, il Presidente Biden ha sempre ribadito di non volere un conflitto aperto contro di loro e ha accolto favorevolmente le recenti dichiarazioni di distensione di Xi Jinping

Sugli armamenti militari, a causa degli incrementi russi e cinesi in questo campo, il Presidente Biden ha dovuto modificare il suo pensiero sulla non proliferazione delle armi nucleari. Dunque non è un caso che gli Stati Uniti hanno dichiarato di disporre 3’750 testate

Rimasti sorpresi dai test dei missili ipersonici cinesi e russi, gli americani sentono la necessità di sviluppare quest’arma ed i corrispettivi sistemi difensivi. I loro test preliminari hanno avuto successo, mentre quelli del missile sono falliti.

CONCLUSIONI

Questo confronto tra Cina, Russia e Stati Uniti-NATO, che ha avuto un’accelerata dopo gli eventi dell’Afghanistan dello scorso luglio-agosto, sta imprimendo la politica mondiale. Tuttavia, gli stessi leader politici delle superpotenze non vogliono dichiararla una “nuova Guerra Fredda” in quanto sarebbero costretti ad interrompere qualsiasi relazione diplomatica ufficiale. Cosa assolutamente controproducente se consideriamo il mondo globalizzato in cui viviamo, caratterizzato delle economie interconnesse, e la volontà di impedire qualsiasi escalation pericolosa. 

La corsa agli armamenti, insieme alle esercitazioni militari e le provocazioni che devono essere interpretate come atti di forza delle superpotenze, suggerirebbero un possibile ritorno di M.A.D. (Mutual Assured Destruction; più correttamente in italiano: Sicura Distruzione Reciproca). Questa strategia militare, teorizzata negli anni 60’, prevede lo scenario di totale distruzione di chi attacca e di chi si difende poiché implicherebbe l’impiego delle armi nucleari. Per cui si creerebbe una situazione di stallo e di deterrenza nel fare scoppiare una guerra mondiale. 

Ma questa dottrina, come la storia insegna, non è infallibile in quanto non prevede gli errori umani e non impedisce le gravissime crisi create dalle azioni e situazioni “destabilizzanti”. Quest’ultime al momento, insieme alle già citate corsa agli armamenti e provocazioni, sono ben rappresentate dai contenziosi tra le superpotenze su alcune regioni del mondo, dall’ambiguità o fermezza delle politiche adottate e dalla corsa ai materiali per lo sviluppo delle tecnologie future.  

Nonostante gli sforzi per distendere le tensioni, i Governi in causa continueranno a perseverare tali operati e in futuro si potrebbe creare una crisi simile a quella di Cuba del 1962. A quel punto essi sarebbero costretti a dover scegliere se far scoppiare la guerra, ovviamente nucleare, oppure mantenere la pace con dei compromessi. In ogni caso, le conseguenze di un tale evento non sarebbero scontate.   

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