LA STORIA SI RIPETE A GERUSALEMME EST

Fonte Immagine: https://www.bangkokpost.com/world/2219447/hamas-gunman-kills-one-wounds-3-in-jerusalem-before-being-shot-dead

Un uomo appartenente all’ala militante di Hamas ha sparato a un ebreo di origine sudafricana nella Città Vecchia di Gerusalemme, ferendo altre tre persone. 

Domenica 21 novembre un uomo, Fadi Mahmoud Abu Shkheidem, affiliato di Hamas ha ucciso un ebreo immigrato dal Sud Africa nella zona della moschea di Al-Aqsa, a Gerusalemme Est, per poi essere a sua volta eliminato dalle forze armate israeliane. 

Questo gesto è avvenuto in seguito alla morte di un palestinese di 16 anni per mano di un colono israeliano, inserendosi in una tensione perenne tra le due parti, nutrita dai recenti sviluppi bellici tra Hamas e Israele a metà 2021. Come rappresaglia, le forze armate israeliane hanno invaso il campo profughi dove viveva Abu Shkheidem e la scuola dove insegnava, senza permettere ai giornalisti di filmare.

Gerusalemme Est è un’area della città antica di Gerusalemme, sotto occupazione di Israele dal 1967 dopo la “guerra dei sei giorni”, sebbene la maggior parte della comunità internazionale non riconosca questa annessione volontaria. Dai primi mesi del 2021, le tensioni sociali sono aumentate anche a causa della narrativa anti-palestinese promossa dal governo israeliano, che hanno portato un corteo di estremisti di destra e coloni a marciare verso Al-Aqsa, un luogo di culto considerato sacro per l’intera comunità musulmana.

Contemporaneamente, le famiglie palestinesi da sempre residenti a Gerusalemme Est, nel quartiere di Sheikh Jarrah, hanno cominciato a osteggiare le decisioni del tribunale che gli imponevano di lasciare le proprie case in favore dei nuovi coloni, in un’ottica di “giudeizzazione” del territorio voluta dai governi israeliani specialmente dagli anni ’90 in poi.

Questo contesto ha fatto degenerare il conflitto sociale, acuito anche dalla discriminazione sistemica a cui vengono sottoposti i palestinesi, che ha condotto al lancio di razzi dalla Striscia di Gaza da Hamas e a proteste spontanee popolari in Cisgiordania, alcune di portata simile allo sciopero generale del 1936 per protestare contro l’immigrazione incontrollata di coloni ebrei nel territorio. 

Nonostante adesso l’attenzione mediatica sia lontana dalle tensioni israelo-palestinesi dei mesi passati, lo sfratto dei residenti arabi di Gerusalemme è sempre in atto e soprattutto continuerà ad essere portato avanti dalle autorità israeliane, anche con la costruzione di nuovi insediamenti in Cisgiordania, senza rispettare le norme del diritto internazionale e violando i diritti umani della popolazione occupata. 

Sara Lolli

Nata a Teramo nel 1996, è una laureanda della magistrale in Global Politics and International Relations all’Università di Macerata. Presso la stessa università, ha conseguito la laurea triennale con massimi voti in Lingue e Culture Straniere Occidentali e Orientali, focalizzandosi su inglese, arabo, islamistica, letteratura e cultura anglo-americana e arabo-islamica. È appassionata e studiosa di sicurezza internazionale, terrorismo e geopolitica del Medio Oriente e del Mediterraneo, temi approfonditi anche attraverso corsi ad hoc; da sempre molto attenta a dinamiche sociali come i fenomeni migratori, fa parte dell’organizzazione The Young Republic, che promuove la partecipazione civica attiva e l’inclusione sociale dei richiedenti asilo in Europa. Membro dello IARI da dicembre 2020, scrive per l’area “Medio Oriente” ed è entrata in redazione a settembre 2021.

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