PECHINO DECLASSA I RAPPORTI CON VILNIUS

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Dopo l’apertura dell’ambasciata taiwanese a Vilnius, il governo di Pechinoha limitato ufficialmente le relazioni diplomatiche con la Lituania, come segno di protesta nei confronti di un paese che si sta rivelando estremamente problematico per il dragone. 

In un comunicato ufficiale risalente a poche ore fa, il Ministero degli Esteri cinese ha comunicato la declassamento dei rapporti esistenti tra la Cina e la Lituania per salvaguardare la propria sovranità e gli standard di base delle relazioni internazionali. Per il momento, infatti, Pechino e Vilnius saranno semplicemente “partners in incarichi d’affari”. Il motivo? L’apertura di un ufficio di rappresentanza del governo di Taiwan nella capitale baltica.

Il governo della Lituania (che, tra l’altro, ha relazioni formali con la Cina e non con l’isola irredenta) si è detta rammaricata per la decisione della Repubblica Popolare. “La Lituania riafferma la sua adesione alla politica “Una Cina”, ma allo stesso tempo ha il diritto di espandere la sua cooperazione con Taiwan”, anche attraverso l’istituzione di missioni non diplomatiche”, ha risposto il ministero degli Esteri lituano in un comunicato.

Non è la prima volta che la repubblica baltica mette in crisi il governo cinese: difatti, nel 2019 aveva respinto la proposta di investimenti cinesi nel porto di Klapeida, che rappresentava una delle papabili tappe per lo sbocco della Via della Seta nel Mar Glaciale Artico. 

Inoltre, nel maggio del 2021, la Lituania si è ritirata dal cosiddetto “17+1”, il formato messo in piedi dalla Cina insieme ai Paesi dell’Europa centro-orientale (compresi i Balcani) per coordinare gli investimenti della Nuova Via della Seta attraverso negoziazioni dirette con le nazioni facenti parte dell’accordo, il tutto senza la mediazione dell’Unione Europea. Per la Repubblica Popolare, si era trattato di un tentativo di indebolimento dell’influenza statunitense in Europa.

Ma non finisce qui: votando un emendamento che proibisce ad “enti inaffidabili” di partecipare alla costruzione della rete 5G, dando tempo a Huawei fino al 2025 di rimuovere le proprie infrastrutture dal suolo lituano, il governo di Vilnius ha preso una posizione netta contro Xi riguardo alla questione del genocidio degli uiguri nello Xinjiang.

Ciò che Pechino teme fortemente non è solo il sostegno che la Lituania e il resto dell’Unione Europea stanno offrendo a Taiwan – che comporta anche il pilotaggio dell’opinione pubblica a supporto dell’isola irredenta ‒, ma anche l’alleanza tra Šimonytė, la premier lituana, e Biden. Il 24 novembre, infatti, il governo di Vilnius firmerà un accordo di credito all’esportazione di 600 milioni di dollari con la Export-Import Bank degli Stati Uniti.

A causa di quest’accordo, molto probabilmente Pechino perderà la possibilità di solidificare il suo dialogo con l’Unione Europea e sarà costretta a fare marcia indietro sulla costruzione della Via della Seta.

Clara Corvasce

Nata sotto il segno del Toro, è barlettana di origine ma romana di adozione. Dopo aver acquisito il diploma di laurea triennale in Mediazione Linguistica alla SSML “Carlo Bo” di Bari, nel 2020 ha conseguito la laurea magistrale in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all’Università degli Studi Internazionali di Roma con una tesi in geopolitica, incentrata sul profilo identitario di Hong Kong e sul ruolo che ricopre nel rapporto antagonistico tra Cina e Stati Uniti.
Appassionata di Estremo Oriente da tempo immemore, dal 2019 studia il cinese e si interessa alla strategia di ascesa politica ed economica della Cina a livello internazionale e alle dinamiche di potere che intrattiene con le altre nazioni; un giorno, spera di riuscire a metterci piede fisicamente. Incuriosita dall’ambiente giovanile, stimolante e professionale dello IARI, è entrata a farne parte nell’aprile del 2021 in qualità di membro della redazione “Asia e Oceania”.

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