APPROVATO IL BUILD BACK BETTER ACT: È UN MOMENTO STORICO PER GLI STATI UNITI

Il 15 novembre Biden ha firmato il piano sulle infrastrutture da 1,2 trilioni di dollari, frutto di mesi di contrattazioni parlamentari e politiche: il Build Back Better Act passerà alla storia come il più grande intervento economico federale dagli anni ’50 ad oggi.

Il 5 novembre la Camera dei Rappresentati degli Stati Uniti, dopo mesi di trattative, ha finalmente approvato il disegno di legge sulle infrastrutture dal valore di 1,2 trilioni di dollari, già passato al vaglio del Senato nei mesi estivi. Il pacchetto di investimenti compone e completa i 3 grandi interventi – American Rescue Plan, American Jobs Plan e American Families Plan – messi in campo dall’amministrazione Biden per far fronte alla crisi economica scaturita dalla pandemia da COVID-19. 

Il Build Back Better Act, prevede svariati interventi in materia di costruzione e manutenzione delle strade, riparazione e sostituzione dei ponti, per la rete elettrica, i servizi ferroviari, la banda larga, le infrastrutture idriche, il trasporto pubblico, gli aeroporti, le infrastrutture portuali, i veicoli elettrici e ad emissioni zero. In materia ambientale sono previste azioni di bonifica, contrasto alle inondazioni e resilienza climatica a 360°. Infine, il piano contiene anche misure di contrasto alle frodi e alla disoccupazione.

L’ammontare mastodontico degli investimenti statali previsti per questi interventi, è inedito per l’America del terzo millennio, tanto che in molti hanno parlato di un “New Deal” dell’era Biden. Infatti, in molti si sono opposti ad una manovra che, di fatto, rappresenta l’esatto opposto di quella che è stata una delle storiche battaglie della politica statunitense che, già a partire dal 1700, è stata combattuta prima dal partito democratico e poi da quello repubblicano: lavorare per un’azione federale ridotta al minimo, in particolare in campo economico e regolamentare. 

Nonostante le numerose tensioni e difficoltà, che fino a poche settimane fa facevano dubitare della definitiva approvazione del piano, si tratta di un enorme vittoria per Joe Biden. Nonostante il voto contrario di sei democratici, tredici repubblicani si sono dichiarati favorevoli, risultato politico conseguito grazie agli sforzi, compiuti in queste settimane, dalla Presidente Nancy Pelosi e dallo stesso Presidente.

Il Build Back Better Act ha visto l’opposizione dell’ala più moderata del partito attualmente al governo, che ha richiesto una valutazione preventiva del Congressional Budget Office prima dell’approvazione. Il verdetto del CBO, pubblicato pochi giorni fa, ha sancito che il decreto comporterà un aumento netto del deficit di 367 miliardi di dollari nel periodo 2022-2031. Inoltre, un altro dato con cui si dovrà scontrare il governo nei prossimi mesi, è quello dell’inflazione, arrivata al 6.2% nel mese di ottobre.

Le votazioni alla Camera per questo piano sono state tra le più lunghe della storia democratica del Paese. Dopo l’approvazione, il piano è arrivato ad ottenere la firma del Presidente Biden lunedì 15 novembre, diventando il più grande intervento in materia di infrastrutture dal 1956, anno in cui il Presidente Eisenhower varò il piano di costruzione del sistema autostradale interstatale statunitense.

L’ex sindaco di New Orleans, Mitch Landrieu, è stato designato come responsabile del coordinamento e della piena attuazione dell’ormai bipartisan Build Back Better Act. La scelta sembra essere ricaduta su Landrieu in quanto promotore del rilancio della sua città a seguito della devastazione dell’uragano Katrina, soprattutto in termini infrastrutturali. L’ex sindaco è noto nel panorama nazionale anche per la sua estrema sensibilità ai temi dell’equità raziale e della salvaguardia ambientale.

“Questa legge è un progetto ‘da operaio’ per ricostruire l’America. Non lascia indietro nessuno e segna un punto di svolta che dobbiamo affrontare come nazione. Il mio messaggio al popolo americano è: l’America si sta muovendo di nuovo. E la tua vita cambierà in meglio. Ce l’abbiamo fatta, America.” Con queste parole Joe Biden ha salutato l’approvazione dello storico piano che, senza ombra di dubbio, segnerà significativamente questa presidenza.

Costanza Spera

Costanza Spera, classe 1994, nata e cresciuta a Perugia. Laureata magistrale con lode in Relazioni Internazionali all’Università degli Studi di Perugia, ha presentato una tesi mirata all’evoluzione del concetto di sicurezza interna, dalla Linea Maginot all’US Patriot Act. Sin dalla laurea triennale, conseguita anch’essa con lode a Perugia, nutre un profondo interesse per la politica statunitense.
Ha svolto un Master presso la SIOI di Roma in “Protezione strategica del Sistema Paese, Cyber Intelligence, Big Data e Sicurezza delle Infrastrutture Critiche”, per il quale ha realizzato una tesi sull’evoluzione del terrorismo suprematista bianco e di estrema destra grazie ad un’analisi di Open Source Intelligence. Svolge, da gennaio 2021, un tirocinio presso la CONFITARMA di Roma.
Ha un diploma in programmazione informatica in linguaggio Python, si è occupata di cooperazione internazionale ed è da sempre attiva nel mondo dell’associazionismo, della politica e del teatro ed ha anche lavorato presso case circondariali umbre come tutor per gli studenti detenuti iscritti all’università.
Membro della redazione geopolitica IARI, scrive per l’area “USA e Canada”.

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