L’EX PRESIDENTE DELLA GEORGIA RICORRE ALLA CORTE DI STRASBURGO DOPO 41 GIORNI DI SCIOPERO DELLA FAME

Fonte Immagine: https://it.euronews.com/2021/11/08/georgia-l-ex-presidente-saakashvili-trasferito-dal-carcere-all-ospedale

L’ex Presidente della Georgia, Mikheil Saakashvili, di nazionalità Ucraina nato nel 1967, ha fatto ricorso alla Corte Europea dei diritti dell’Uomo (CEDU) poichè a seguito della sentenza di condanna del primo ottobre 2021 in cui era stato dichiarato colpevole per aver commesso diversi crimini durante  il suo mandato e ritenendo di aver subito tale condanna per “politically- motivated persecution” (persecuzioni motivate da ragioni politiche), ha deciso di attuare uno sciopero della fame protrattosi per un periodo di ormai 41 giorni. 

Lo sciopero della fame in questione,sembra esser stato considerato da dottori ed esperti come estramamente rigido poichè basato sull’assunzione di soli liquidi e vitamine e che ha comportato danni  al suo organismo tali da aver determinato una perdita del 10 percento della massa muscolare e, probabilmente, altre ed ulteriori problematiche alla sua salute di cui ancora non si può conoscere la natura, i danni o le conseguenze che potrebbe comportare (o che comporterà) questo stress fisico ed emotivo al ricorrente. 

A seguito di queste complicazioni, gli avvocati dell’ex Presidente avevano già fatto richiesta ai giudici di effettuare il trasferimento in un ospedale civile per ricevere cure più adeguate e più efficaci per la sua salute al fine di evitare complicazioni gravi ed irreparabili. Essa, però, era stata respinta. 

Pertanto, alla luce del chiaro diniego da parte dei giudici di riconoscere che le cure mediche dell’ospedale della prigione siano inidonee ed inappropriate a garantire migliori condizioni cliniche al condannato, esso ha deciso di ricorrere alla Corte di Strasburgo appellandosi agli art.2 e 3 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU), rispettivamente quali il “diritto alla vita” e il “divieto di trattamenti inumani e degradanti” al fine di essere trasferito in un ospedale civile plurispecializzato, così come raccomandato dalla diagnosi del gruppo di medici esperti e dalla pubblica difesa della Georgia e Ucraina. Il ricorso è stato presentato lo scorso 10 novembre 2021. 

La Corte di Strasburgo, ai sensi dell’art.41 del proprio regolamento interno ha considerato il caso come prioritario ed urgente. Inoltre, in virtù dell’art. 39 dello stesso regolamento, ha comminato misure provvisorie (interim measures) alla Georgia (in quanto Stato aderente alla Convenzione EDU) al fine di monitorare ed informare la Corte sullo stato di salute e sicurezza del ricorrente. Ha, inoltre, deciso che venga redatto un piano specifico del trattamento medico sanitario al fine di assicurarsi che il ricorrente sia posto nelle condizioni di ricevere il miglior trattamento medico possibile per la ripresa e il recupero post- traumatico dettato dallo sciopero. Alla stessa stregua, la Corte ha affermato la necessità e l’urgenza di porre fine a questo comportamento perpetrato ormai da troppo tempo dal ricorrente. 

Come noto, le misure provvisorie sono strumenti predisposti dalla Corte che sono certamente connesse al procedimento pendente innanzi alla stessa, ma che non pregiudicano la successiva pronuncia di ammissibilità o inammissibilità sul merito, in quanto preordinate a soddisfare richieste eccezionali basate sul fatto che i ricorrenti potrebbero altrimenti correre il rischio di danni irreparabili per la loro vita o, come nel caso specifico, per la loro salute. 

Sono attese, intanto, per il 24 Novembre 2021 le osservazioni della controparte sulle misure provvisorie cui la Georgia è stata sottoposta. 

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