ISOLE SVALBARD: NUOVI DISSAPORI TRA RUSSIA E NORVEGIA

Fonte Immagine: https://www.seaforces.org/marint/Norwegian-Navy/Frigate/F-314-HNoMS-Thor-Heyerdahl.htm

La Russia Denuncia l’eccessiva presenza militare della Norvegia nell’Artico. Il trattato delle Svalbard limita l’utilizzo dell’arcipelago per scopi bellici. Secondo Mosca, la Norvegia sta passando alla corsa alle armi.

Nell’Artico, il rapporto tra Mosca ed Oslo continua ad essere complesso e carico di tensione. È bastata solo la fregata norvegese “KNM Thor Heyerdahl” che ha navigato lungo l’arcipelago delle Isole Sbalvard, per riaccendere la miccia delle preoccupazioni di Mosca per il presunto avvicinamento della NATO.

L’accaduto risale alla fine di ottobre, ma la notizia è stata diramata solo dopo che le autorità russe hanno effettuato tutte le valutazioni del caso: una nave norvegese, in visita alle Svalbard, ha sostato per tre giorni a Longyearbyen; dal punto di vista di Oslo si sarebbe trattato di una normale operazione di controllo, ma i russi temono si tratti di altro.

La portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova ha sostenuto che la sosta della fregata norvegese alle Svalbard, non è altro che una riaffermazione di sovranità territoriale da parte della Norvegia, una cosa che, se verificata, avverrebbe in piena violazione del Trattato delle Svalbard siglato nel 1920.

Il trattato infatti, pur non vietando direttamente la presenza militare nel territorio delle Svalbard, limita lo sfruttamento dell’arcipelago per eventuali scopi bellici. Ed è proprio dalla presenza di una nave militare norvegese che nascono i timori di Mosca.  La Norvegia starebbe estendendo la zona d’influenza di alcune leggi sui porti e sulle acque territoriali, anche alle Isole Svalbard, le quali, pur essendo a tutti gli effetti territorio norvegese, godono di uno status legislativo particolare, regolato proprio dal trattato che porta il loro nome.

Secondo i russi, comunque, queste nuove leggi implicherebbero l’uso di infrastrutture dell’arcipelago nella pianificazione militare e difensiva delle Norvegia, la quale includerebbe, a detta di Mosca, anche la ricezione di rinforzi da parte della NATO.

Dal canto suo la Norvegia afferma che la fregata compie suddetto viaggio annualmente, in direzione Longyearbyen e che, le operazioni consistono in un mero pattugliamento della zona. Questo potrebbe anche essere vero, ma resta il fatto che qualcosa è effettivamente cambiato: i pattugliamenti norvegesi nell’arcipelago delle Svalbard, non avvengono più, come un tempo, ad opera della Guardia Costiera; ora sono le imbarcazioni militari a compiere questo lavoro, e questo, in un clima sufficientemente teso, nella regione artica, da suscitare preoccupazione nel vicino russo.  

Russia che si è detta insoddisfatta anche perché, la presenza norvegese, giuridica, prima ancora che militare, limita l’accesso libero alle informazioni sui fondali marini nella regione; una limitazione che danneggia la Russia, ma che non si presenta per i paesi membri della NATO.  Secondo Mosca quindi, la militarizzazione delle Svalbard, da parte della Norvegia, è una realtà in crescita.

La teoria russa potrebbe tuttavia non essere così assurda. La Russia denuncia infatti anche le stazioni satellitari di Syalsat, sulla montagna appena fuori dal centro di Longyearbyen, su cui sarebbero state installate stazioni satellitari che per i russi hanno un duplice scopo. Per il momento però, la Russia, per bocca di Maria Zakharova, quale rappresentante del Ministero degli Esteri, si limita a sottolineare l’incompatibilità dell’atteggiamento norvegese nei confronti del Trattato delle Svalbard, ma è chiaro che al timore di una corsa alle armi da parte della Norvegia, la Russia non resterebbe a guardare. Tuttavia bisogna dire che da molti anni, Russia e Norvegia, si scambiano screzi a vicenda lungo l’arcipelago delle Svalbard, e questo avvenimento, seppur grave, potrebbe non essere l’ultimo della serie. 

Ad ogni modo, una eventuale militarizzazione delle Svalbard da parte di Oslo, sarebbe in netta contraddizione con la volontà più volte sottolineata, di mantenere bassa la tensione nell’Artico e, preservare un rapporto pacifico con la vicina Russia. I due paesi poi, si erano scambiati attestati di rispetto, appena qualche settimana fa, durante il Consiglio di Barents, in cui il Ministro degli Esteri russo Lavrov, ha definito la Russia “amica della Norvegia, ma non amica della NATO”.

Un insieme di cose che va a spiegare come, negli ultimi anni, la tensione militare nell’Artico abbia raggiunto quote mai viste prima. Se oggi, infatti, la Russia denuncia l’eccessiva presenza militare norvegese alle Svalbard, appena ad agosto, era stata la Norvegia a denunciare la pericolosità del volo di alcuni cacciatorpedinieri russi nei cieli della Franz Josef Land, a cui hanno fatto seguito alcune navi della marina militare russa. Quel viaggio militare, venne definito “anomalo” dalle autorità norvegesi.

Domenico Modola

Vive a Brusciano (NA) ed è ha una laurea Magistrale in Studi Internazionali presso L’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” con una tesi in Geografia Politica delle Relazioni Internazionali, incentrata sulla geopolitica del Mar Glaciale Artico. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania, collabora da pubblicista con la rivista online, tra cui “Grande Campania”, e gestisce la rivista online “Impronte Sociali” nel ruolo di direttore editoriale. Contestualmente svolge l’attività di Content Manager & editor presso la casa editrice “Edizioni Melagrana”. Nell’ottobre 2019 entra a far parte dello IARI, mettendo a frutto quelle che sono le competenze acquisite durante gli studi universitari. Scrive di Affari Artici, approfondendo gli aspetti geopolitici e strategici dei territori interessati. Ha un diploma IFTS come Social Media Manager conseguito a maggio 2021, grazie al quale gestisce account social di alcune attività del territorio. Da sempre attivo in associazioni che mirano alla promozione socio-culturale e politica, è componente del Nucleo di Valutazione presso il Comune di Brusciano.

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