ALLARME SECURITARIO NEL CORNO D’AFRICA: IL RUOLO DELL’EGITTO E DEGLI EMIRATI ARABI UNITI

US freezes aid to Sudan in response to military takeover - Fonte Immagine: Al-Monitor: The Pulse of the Middle East

Colpo di stato in Sudan, guerra in Tigray e sanzioni economiche per l’Etiopia, la non risolta questione della “diga del millennio”. Quale il ruolo dell’Egitto e degli Emirati Arabi Uniti?

Il Corno d’Africa vive in uno stato di emergenza securitaria. Un colpo di stato tenutosi il 25 ottobre ha spodestato il Primo Ministro sudanese Abdalla Hamdok e gli altri membri civili del governo di transizione salito al potere in seguito alle dimostrazioni popolari che hanno spodestato Omar al-Bashir nel 2019. Al contempo, la vicina Etiopia subisce il colpo di pesanti sanzioni economiche.

Il Primo Ministro etiope, Abuy Ahmed, vincitore del premio Nobel per la pace nel 2019 grazie alle azioni diplomatiche messe in campo per il raggiungimento della pace con Isaias Afwerki, Presidente dell’Eritrea, è adesso accusato di aver commesso crimini di guerra nel conflitto in Tigray.

Per quanto diverse in natura, le crisi affrontate dai due paesi sono interconnesse e hanno comportato la ripresa di una disputa nella regione di Al-Fushqa, situata al confine tra Etiopia e Sudan. Un iniziale compromesso è stato raggiunto nel 2008. Stando all’accordo, i contadini eritrei avevano la possibilità di coltivare i terreni della regione mentre il Sudan manteneva il controllo amministrativo. Tuttavia, l’inizio della guerra in Tigray ha coinciso con la ripresa di scontri lungo il confine.

Fondamentale in questo scenario è il ruolo degli Emirati Arabi Uniti. Già prima che gli Emirati formassero uno Stato-Nazione, gli stessi nutrivano stretti legami con le città di porto africane, per lo più in virtù del commercio. Tuttavia, dal 2011, e negli ultimi anni in particolare, gli EAU sono diventati un protagonista di rilievo nel Corno d’Africa.

Tramite alleanze politiche, aiuti, investimenti e basi militari Abu Dhabi sta espandendo la propria sfera di influenza nella regione. Pertanto, gli Emirati potrebbero essere gli unici ad avere i legami necessari con Sudan, Etiopia, Egitto ed Eritrea.

L’assertività del paese e la postura diplomatica, in accordo con la strategia emiratina nel Mar Rosso – basata appunto sul maggiore investimento economico nella regione e sulla proiezione del proprio potere – potrebbero risultare di grande valore per la promozione della stabilità e un allentamento delle tensioni

Per una miglior comprensione dello scenario, fondamentale è, infine, la questione della GERD, Grand Ethiopian Renaissance Dam, la “Diga del millennio”. A seguito del fallimento delle trattative, in corso da novembre 2019, coadiuvate dagli Stati Uniti, a causa del mancato raggiungimento di un’intesa riguardo le modalità di riempimento della diga e i provvedimenti da adottare in caso di siccità, le speranze per una risoluzione della disputa sembrano oramai disattese. 

Il Cairo, che dipende dalle acque del Nilo per il 90% delle proprie risorse idriche, preme per l’adozione di un accordo mediato internazionalmente. La questione potrebbe essere favorita dal Dialogo Strategico tra Stati Uniti ed Egitto, incontro annuale, in corso in questi giorni. L’Egitto, come gli Emirati, è infatti un attore di rilievo nel Corno d’Africa mentre gli Stati Uniti hanno un’influenza di non poco conto nell’area.

Martina Brunelli

Ciao a tutti, sono Martina Brunelli, laureata in Mediazione linguistica e culturale e attualmente laureanda in Relazioni e istituzioni dell’Asia e dell’Africa presso l’università degli studi di Napoli “L’Orientale”. Sono fluente in quattro lingue e la mia voglia di migliorarmi mi ha portata ad approfondire i miei studi a Siviglia (Spagna) e Rabat (Marocco). La mia collaborazione con lo IARI è iniziata ad ottobre 2019 spinta dal desiderio di mettermi alla prova e di comprendere al meglio l’ambiente socio-politico mutevole e dinamico della regione del Medio Oriente e Nord Africa, la macro-area di cui mi occupo nelle mie analisi per lo IARI. Scrivere per questo giovane think tank mi dà la possibilità di coadiuvare i miei interessi per le relazioni internazionali e gli equilibri geopolitici dell’area MENA al mio desiderio di crescita professionale. Mi permette, inoltre, di confrontarmi con un ambiente giovanile ma allo stesso tempo stimolante.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Latest from MEDIO ORIENTE DAILY

IL REGNO UNITO METTE AL BANDO HAMAS

Hamas per il Regno Unito diventerà un’organizzazione terroristica; il provvedimento potrebbe essere un duro colpoper la resistenza palestinese