VITTIMA DI TENTATO OMICIDIO IL PM IRACHENO AL-KADHIMI

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Fonte Immagini: Foreign Policy

Un drone ha colpito l’abitazione di Mustafa al-Kadhimi, il Primo Ministro iracheno, dopo giorni di violenti disordini per i recenti risultati elettorali. Al-Kadhimi è sopravvissuto al tentato omicidio, ma l’attacco segna l’inizio di probabili nuove violenze.

Domenica 7 novembre un drone ha colpito l’abitazione del Primo Ministro iracheno Mustafa al-Kadhimi ferendo alcuni membri del personale ma fallendo nel tentativo di colpire il ministro.

La casa di al-Kadhimi si trova dentro alla Zona Verde, ovvero l’area sicura, “diplomatica”, al centro di Baghdad dentro al quale è molto difficile entrare senza permesso. È la zona dove vivono diplomatici e dove hanno sede numerose ambasciate, protetta da un recinto ma a quanto pare non più tanto sicura.

La scorsa settimana era scoppiate delle proteste nei pressi dell’ingresso della Zona Verde tra le forze militari irachene e alcuni seguaci del gruppo filoiraniano. Queste ribellioni sono nate in seguito all’annuncio dei risultati elettorali che hanno confermato la perdita di alcuni seggi Parlamentari per il gruppo filoiraniano. Scontenti del risultato hanno sollevato scontri con la polizia, ma hanno subito negato qualsiasi coinvolgimento con il tentato omicidio del Primo Ministro. 

Come il gruppo filoiraniano, anche Kata‘ib Hezbollah ha smentito qualsiasi accusa riportando che se volessero veramente uccidere il Primo Ministro ci sarebbero modi più economici e di successo rispetto all’uso di un drone. Il portavoce Abu Ali al-Askari ha anche aggiunto che questo attacco è estremamente ironico data la situazione politica irachena e ha concluso il suo discorso con un’intimidazione al ministro: “Che Dio maledica te e coloro che ti aiutano.”

L’Iran, invece, ha già puntato il dito verso l’Occidente dicendo in un tweet che l’attacco deve essere sicuramente “ricondotto a think tank (o agenzia) estera” perché secondo loro queste società hanno solo portato insicurezza, discordia ed instabilità al paese.

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Contrariamente all’Iran, la maggior parte dei paesi del Medio Oriente, Golfo e Nord Africa hanno tutti espresso solidarietà al Primo Ministro iracheno, condannando l’attacco ed etichettandolo come un attacco terroristico. Tra questi tutti i paesi appartenenti alla Lega Araba, al PLO (Palestine Liberation Organization) ed il governo della regione autonoma curda KRG in Iraq. 

L’attacco è avvenuto in un momento storico molto importante per l’Iraq, specialmente considerato il recente risultato elettorale che oltre a sconfiggere le forze filoiraniane ha anche dato la possibilità a molte minoranze di essere rappresentate in Parlamento. Inoltre, questi ultimi mesi, rispetto agli anni scorsi, sono stati molto tranquilli e hanno visto poca violenza. Mentre l’attacco di pochi giorni fa dimostra che c’è ancora chi è intenzionato a riportare il paese in un periodo di tensione senza tener conto degli importanti passi in avanti dell’Iraq verso una democrazia. 

Al-Kadhimi ha ringraziato di essere salvo e vivo, affermando che l’attacco è stato portato avanti sicuramente da un gruppo codardo abbastanza da legare dell’esplosivo ad un drone senza neanche rivendicarlo. Ma come in molti altri paesi, un attacco al Primo Ministro è un attacco al paese e sarà quindi compito dei servizi speciali catturare i responsabili.

Giulia Valeria Anderson - Laureata magistrale con lode in Relazioni Internazionali Comparate presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Attualmente praticamente pubblicista da Formiche.net per cui si occupa di politiche tech, e analista OSINT per una società di monitoraggio privata a Roma per cui riporta sull’Afghanistan. Specializzata in Medio Oriente, in particolare nella questione curda su cui ha scritto diverse pubblicazioni, tra cui su JIMES e per l’Istituto Curdo di Washington. Ha un diploma in geopolitica del medio oriente e un master di secondo livello sulla sicurezza globale. Giulia è molto attiva nel mondo del volontario, dirige la comunicazione dell’organizzazione non profit Manalive, di cui è anche membra del board e un attiva volontaria.
Membro della redazione geopolitica IARI, scrive per l’area “Medio Oriente".

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