LE NUOVE CORVETTE PER LA DIFESA EUROPEA: ORGOGLIO DELLA MARINA ITALIANA

Fonte Immagine: Fonte: Marina militare italiana

Il progetto navale per dotare l’Unione Europea di nuove corvette è stato approvato e voluto dalla Commissione Europea. Bruxelles e gli Stati membri del sud Europa hanno compreso la rinnovata centralità di ciò che viene identificato come “Mediterraneo allargato”, si tratta adesso di agire in termini di sicurezza e difesa. 

Spesso e volentieri quando si parla di Europa, viene auspicata la costituzione di una difesa comune. L’esigenza di dotarsi di un unico esercito europeo viene avvertita in modo significativo, dai governi degli Stati membri e dall’opinione pubblica, quando si verificano degli eventi come quelli del ritiro Nato dall’Afghanistan.

Vicende come quella che ha riguardato l’Afghanistan, mettono in risalto tutta la debolezza europea in materia di difesa e sicurezza. In termini militari, l’Europa può solo seguire le decisioni prese a Washington dal Pentagono e della Casa Bianca. 

Tuttavia, è da considerare il fatto che così come è stato per l’Unione Europea, anche la difesa europea non potrà farsi in una sola volta, né sarà costruita tutta insieme, ma essa sorgerà da realizzazioni concrete. Il memorandum of understanding siglato tra l’italiana Fincantieri e la Spagnola Navantia, rappresenta proprio il primo passo verso una costruzione de facto della difesa europea. La Commissione europea e l’agenzia europea per la difesa (EDA) sanno bene che per costituire un vero e proprio esercito europeo, sarà necessario prima consolidare l’industria della difesa. 

Lo scorso febbraio, Fincantieri ha siglato anche una joint venture con la francese Naval group, tutti i recenti accordi tra i colossi nazionali, rientrano proprio nella strategia di costruzione di una sana e competitiva industria di difesa europea. 

L’indirizzo politico ed economico della Commissione sembra abbastanza chiaro, non ci sono dubbi sul fatto che se dovrà sorgere una qualche forma di difesa europea, questa avrà luogo non su terra, come ritenuto da molti esperti, attraverso la costituzione di un esercito europeo, ma nascerà sul mare, coinvolgendo le marine d’Europa.

È stata bandita una gara dall’European Defence Fund, strumento finanziario in mano alla Commissione, per la costruzione di unità navali volte a sviluppare la cooperazione e la difesa comune europea. 

Ciò che in questo quadro risalta subito all’occhio è che l’Italia risulta essere il paese capofila del progetto navale, con la marina militare italiana che ha progettato la corvetta europea. Si tratta di una piattaforma comune, che verrà adattata in base alle esigenze delle singole marine d’Europa.

Ad appoggiare l’Italia e Fincantieri, c’è stata la Francia con Naval group, poi si è aggiunta la Spagna con Navantia e infine anche la Grecia. Si tratta di paesi mediterranei, tradizionalmente a vocazione marittima. Per il momento si sa che la corvetta europea è stata progettata in due versioni differenti.

Una destinata alla marina italiana e greca, che hanno espresso l’esigenza di acquisire la versione Full Combat Multipurpose, si tratta di un’unità navale le cui caratteristiche tecniche, la rendono ideale per il dispiegamento nel mar Mediterraneo, per compiti in prevalenza di sorveglianza ma con un’adeguata capacità di autodifesa.

Invece, la marina francese insieme a quella spagnola hanno espresso l’esigenza, di dotarsi di una nave Long range (a lungo raggio) in grado poter essere impiegata nei territori d’oltremare.

La Danimarca ha espresso interesse per il progetto navale europeo, invece, Il Portogallo sta valutando l’idea di entrare a far parte del progetto della corvetta europea, unità utile anche per la marina portoghese. Risulta essere grande assente la Germania, non ancora pienamente interessata alla corvetta europea. 

Gli accordi siglati tra Fincantieri, Naval group e Navantia, in tema di sicurezza e difesa europea rientrano in un più ampio framework geopolitico europeo. L’Unione Europea e gli Stati membri del sud, sono ormai sempre più consapevoli di una rinnovata centralità acquisita dal mar Mediterraneo su scala internazionale. Ciò che oggi viene inteso come “Mediterraneo allargato” è diventato oggetto prioritario per la sicurezza e difesa europea e per le marine nazionali. 

Gabriele La Spina

Gabriele La Spina, attualmente Capo Redattore e analista geopolitico per gli Affari Europei in IARI. Nato a Catania nel 1991, ha conseguito la laurea triennale in Politica e Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Catania, ha proseguito gli studi a Milano, conseguendo il Diploma in Affari Europei presso l’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI). Infine ha continuato con la laurea magistrale in Internazionalizzazione delle Relazioni Commerciali sempre presso l’Ateneo di Catania.

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