COP26 ED ECOCIDIO: ASSEMBLEA GLOBALE E SVILUPPI

La definizione di ecocidio è stata introdotta per la prima volta negli anni 70 dal botanico americano Arthur Galston, che negli anni Quaranta aveva scoperto gli effetti defolianti della sostanza alla base dell’Agente Arancio.

Arthur Galston, infatti, accusò gli Stati Uniti di aver compiuto un crimine contro l’umanità provocando un ‘ecocidio’ ovvero una “deliberata e permanente distruzione di un ambiente abitato dalle persone”. In seguito, la definizione venne modificata e resa più chiara dalla Stop Ecocide Fundation che lo ha definito come l’insieme degli “atti illeciti o dolosi commessi con la consapevolezza che esiste una sostanziale probabilità di danni all’ambiente gravi e diffusi o di lunga durata causati da tali atti”.

In occasione della COP26 che si sta svolgendo a Glasgow tra il 31 Ottobre e il 12 Novembre, l’assemblea globale ha presentato la sua declaration for action. Questa assemblea è un’infrastruttura di nuova creazione che garantisce che le persone comuni possano contribuire alla governance globale. Infatti, essa è composta da 100 cittadini, scelti per rappresentare accuratamente la popolazione mondiale per sesso, età, posizione geografica, istruzione e attitudine al cambiamento climatico.

Questa iniziativa di Assemblea Globale è particolarmente significativa perché è la prima volta che i cittadini comuni, in qualsiasi parte del mondo, possono partecipare attraverso le Assemblee della Comunità a un evento mondiale come la COP26.

Durante il loro intervento, i membri hanno sottolineato che “l’ecocidio deve essere codificato come crimine nelle leggi internazionali e nazionali, applicabili ai governi e alle società” sotto lo Statuto di Roma della corte penale internazionale. Questo deve inoltre essere “applicato con fermezza insieme alle leggi esistenti sulla protezione dell’ambiente”. L’Assemblea dei cittadini globali ha inoltre discusso possibili soluzioni e ha fornito notevoli raccomandazioni ai governi e ai leader mondiali presenti alla conferenza COP26. I rappresentanti hanno anche invitato i governi a emanare le proprie leggi nazionali sull’ecocidio, sollecitando che siano “fermamente applicate insieme alle leggi esistenti sulla protezione ambientale”.

Infatti, hanno anche sottolineato l’importanza di un impegno globale per garantire il rispetto dell’accordo di Parigi e promuovere il suo obiettivo di limitare il riscaldamento globale a 1,5°C. L’assemblea ha deciso che il trattato “deve essere rigorosamente applicato e monitorato dalle Nazioni Unite, in collaborazione con gli attori competenti a tutti i livelli di governo”.

Questa iniziativa di Assemblea Globale non solo rappresenta una rivoluzione per quanto riguarda il coinvolgimento dei cittadini nei processi decisionali, ma anche un ulteriore appello nel promuovere azioni concrete volte a garantire una punizione efficace per contrastare i crimini di ecocidio.

 

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Latest from LAW & RIGHTS