G20, DALLA MINIMUM TAX AL CLIMA: I PRINCIPALI RISULTATI

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Fonte Immagine: https://our.today/g20-gdp-growth-of-0-4-for-second-quarter-of-2021/

Sottoscritta la G20 Rome Leaders’ Declaration: le potenze del G20 raggiugono l’accordo sulla tassazione delle multinazionali e programmano di contenere dell’aumento della temperatura media globale. 

È stato un fine settimana intenso quello che ha visto i leader delle principali economie mondiali confrontarsi su un’agenda ricca di questioni importanti quali la ripresa economica globale, la salute, lo sviluppo sostenibile, l’ambiente, l’energia, il clima, la finanza sostenibile, l’uguaglianza di genere e l’empowerment femminile, l’occupazione, la tassazione internazionale, le migrazioni, la digitalizzazione.

Il summit si è concluso con l’adozione della G20 Rome Leaders’ Declaration. A chiudere i lavori, a Roma, è stato il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, che in conferenza stampa si è detto soddisfatto dei risultati raggiunti. 

Sulla scorta di quelle che erano le priorità delineate dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, i leader del G20 hanno raggiunto un accordo sui vaccini, sulla ripresa economia globale e sul clima, da considerarsi come i temi portanti del vertice che, per l’appunto, ruotava attorno a tre pilastri: Persone, Prosperità, Pianeta

I Paesi del G20, in particolare, si impegnano ad incrementare gli sforzi per contrastare la pandemia di Covid-19garantendo un accesso equo ai vaccini, supportando soprattutto i Paesi a basso e medio reddito. L’obiettivo, come si legge nella dichiarazione finale, è quello di vaccinare almeno il 40% della popolazione mondiale entro la fine dell’anno e il 70% entro la metà del 2022.

Le potenze del G20, inoltre, si impegnano a sviluppare nuovi strumenti e meccanismi di finanziamento che siano in grado di sostenere gli Stati nella risposta alle pandemie. 

La pandemia, naturalmente, ha avuto un forte impatto non solo sulla salute ma anche sull’economia, andando spesso ad acuire le preesistenti disuguaglianze sociali. In tal senso, i leader del G20 si impegnano a continuare ad utilizzare fino a quando sarà necessario misure di sostegno e interventi di politica fiscale a supporto della ripresa economica.

In tale contesto, il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, si dice orgoglioso dell’accordo raggiunto sulla tassazione minima al 15% sugli utili delle imprese multinazionali. La misura, che dovrebbe diventare operativa entro il 2023, dopo essere diventata legge nei vari Paesi del mondo, secondo le stime dell’Ocse potrebbe procurare all’economia mondiale oltre 125 miliardi di dollari. 

La minimun tax, tuttavia, non è l’unico punto su cui Biden ha mostrato approvazione. Contestualmente ai lavori per il G20, infatti, l’Ue e gli Usa hanno raggiunto l’accordo per la rimozione dei dazi sul carbone e sull’acciaio europei per la normalizzazione degli scambi tra le due potenze.

L’accordo, infatti, consentirà di superare la disputa che ha avuto inizio quando l’amministrazione Trump, nel 2018, ha introdotto dazi del 25% sulle importazioni di acciaio europeo e del 10% sulle importazioni di alluminio. In risposta, l’Ue aveva introdotto tariffe sull’importazione di prodotti statunitensi.

Si tratta di un accordo importante, non solo perché dimostra una rinnovata fiducia tra i due partner, ma anche perché presenta una componente green, in quanto prevede l’adozione di misure per il controllo e la riduzione dell’intensità di carbonio nelle produzioni industriali. 

È proprio il clima l’ultimo grande tema portante del summit di Roma. Le potenze del G20 riconoscono l’importanza e l’urgenza di dare una risposta al cambiamento climatico e si impegnano ad incrementare gli sforzi per dare attuazione alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) e per raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi.

Si impegnano, dunque, a contenere l’aumento della temperatura media globale entro 1,5° al di sopra dei livelli preindustriali e ad azzerare le emissioni entro la metà del secolo. Tuttavia, la dichiarazione di intenti sulla gestione del cambiamento climatico ha sollevato molte polemiche, non essendo chiare le modalità attraverso cui i leader mondiali intendono perseguire gli obiettivi inerenti al clima.

Il rischio, infatti, è che, in assenza di un piano di interventi che possa dar loro attuazione, le conclusioni del vertice di Roma non riescano ad andare oltre il livello della retorica. A questo punto, però, non resta che attendere gli sviluppi della questione, che verrà ampiamente discussa in sede di COP26, la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, attualmente in corso a Glasgow.

Ha conseguito la laurea magistrale con lode in Studi internazionali presso l'Università "L'Orientale" di Napoli con una tesi sulle relazioni esterne dell'UE. Iscritta all’Albo dei giornalisti pubblicisti, ha collaborato con diverse testate giornalistiche, occupandosi di Politica ed Esteri. In seguito, ha intrapreso il percorso professionale da consulente.
Per lo IARI è caporedattrice della Redazione Europa. In particolare, si occupa di Affari europei ed Euro-Mediterraneo. È profondamente convinta che per comprendere la realtà che ci circonda sia necessario contestualizzare i fenomeni geopolitici, mai isolati e sempre interconnessi tra loro. Collaborare con lo IARI, analizzando temi di respiro europeo e internazionale, le permette di coniugare i suoi più grandi interessi: la scrittura e la politica internazionale.

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