IL PRIMO G20 DEL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI D’AMERICA JOE BIDEN

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Fonte Immagine: https://tfnews.it/g20-in-chiusura-biden-ringrazia-draghi-e-rilancia-emissioni-0-entro-2050/

Al termine del vertice tenutosi nei giorni 30 e 31 ottobre a Roma, il presidente americano Biden si è dichiarato soddisfatto della cooperazione e dell’intesa creata tra i leader presenti, esprimendo tuttavia il suo malcontento per l’assenza di Russia e Cina, considerati tra i Paesi che inquinano di più al mondo.

Il G20, ovvero il foro internazionale che ogni anno riunisce i leader delle più importanti economie mondiali, nonché uno degli eventi diplomatici più importanti al mondo, è terminato dopo due giorni di intensa attività. Nonostante i risultati siano stati limitati, Biden si è mostrato ottimista per il lavoro svolto e per la ritrovata possibilità di affrontare congiuntamente le sfide globali.

Tra i vari concordati, il presidente americano ha firmato un ordine esecutivo per facilitare la catena di approvvigionamento mondiale, semplificando la burocrazia al fine di ridurre il blocco portuale e aiutando così gli Stati Uniti e i suoi paesi partner. Biden ha esortato gli altri Paesi ad affrontare seriamente il problema della carenza di forniture e a rafforzare le scorte per aumentare la sicurezza nazionale dei singoli Paesi.

La carenza di beni, l’indebolimento dei consumi e il mal funzionamento della rete globale dei trasporti, acuiti oltremodo dalla pandemia, sono fattori che contribuiscono al fenomeno dell’inflazione e sono stati al centro dell’agenda politica di Biden.

Biden si è definito orgoglioso per l’approvazione della minimux tax, una tassa globale che impedirà alle multinazionali di spostare la loro sede fiscale verso Paesi in cui trarrebbero un trattamento maggiormente vantaggioso. Tra gli Stati Uniti e l’Europa è stato inoltre raggiunto un accordo per l’eliminazione dei dazi americani alle importazioni dall’Europa di alluminio e di acciaio. Anche Bruxelles ha proposto la rimozione di dazi relativi ad alcuni prodotti importati dagli Stati Uniti. 

In merito al cambiamento climatico, il patto che è stato raggiunto è di limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi, oltre i quali la probabilità di catastrofi climatiche sarebbe molto alta, e l’obiettivo emissioni zero entro metà secolo. I Paesi partecipanti al G20 sono determinanti sotto questo aspetto, essendo i principali responsabili delle emissioni di gas serra, la causa del riscaldamento del pianeta.

Nella giornata conclusiva del G20, ha avuto luogo un vertice bilaterale tra Joe Biden ed il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan. Il presidente americano ha discusso con Erdoğan su diverse questioni, tra cui tematiche inerenti ai diritti umani, l’attuale situazione nel Mediterraneo orientale, gli aiuti umanitari alla popolazione dell’Afghanistan e le elezioni in Libia. Biden ha inoltre espresso la sua preoccupazione il merito al possesso del sistema missilistico russo S-400 da parte della Turchia, fortemente contrastato da Washington e dalla NATO.

Il presidente americano ha inoltre incontrato il Papa in Vaticano, esprimendo ammirazione e gratitudine per la vicinanza di Papa Francesco alla famiglia Biden dopo la morte di Beau, il figlio del presidente.

Biden e tutti i leader economici del mondo hanno manifestato la loro volontà di cooperare, nonostante non siano stati raggiunti gli esiti sperati e alcune tra le più urgenti problematiche non abbiamo avuto il giusto peso: tra le prime vi è il riscaldamento globale, tema che verrà inevitabilmente discusso nel corso della conferenza mondiale sul clima a Glasgow, la COP26.

Nata a Catania nel 1989, è laureata in Politica e Relazioni Internazionali presso l’Università di Catania con tesi sull’analisi delle micro-dinamiche del terrorismo internazionale. Ha successivamente conseguito la laurea magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche con lode alla facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Siena con tesi in protezione internazionale dei diritti umani su “Il ruolo della vittima dinnanzi alla Corte Penale Internazionale: un’importante evoluzione nella repressione dei crimini internazionali”. Ha partecipato al programma Erasmus+ a Leuven, in Belgio, dove ha frequentato la facoltà di criminologia alla KU Leuven per sei mesi. Appassionata di diritti umani e di politica internazionale, è stata ospite in una trasmissione TV locale per discutere dei recenti sviluppi geopolitici mondiali. Da novembre 2020 collabora con IARI come analista geopolitico e da settembre 2021 è membro della redazione USA&Canada.

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