LA NATO E LE ULTIME TENSIONI SUL MAR NERO

Nell’ultima settimana il Mar Nero è stato caratterizzo da diversi eventi, i quali non hanno fatto altro che incrementare le tensioni già presenti nella regione.

La scorsa settimana la Russia ha organizzato delle esercitazioni in Crimea che hanno coinvolto una quarantina di navi da guerra e venti caccia-bombardieri. Queste esercitazioni dimostrano come la Russia stia investendo ampiamente sul suo arsenale militare impiegato nell’area del Mar Nero. 

Sempre nella stessa settimana, il Segretario della Difesa degli Stati Uniti Lloyd Austin ha intrapreso un viaggio diplomatico fra Romania, Ucraina e Georgia: ciò dimostra come il Segretario Austin percepisca in questa regione un possibile fronte da cui affrontare la Russia, nonostante non abbia ancora definito un piano per farlo.

Nel frattempo, l’amministrazione Biden sta fornendo assistenza all’Ucraina e alla Georgia, aspiranti membri della NATO, per il loro sviluppo militare e strategico.

A tal proposito, Vladimir Putin ha ribadito ai giornalisti che il potenziamento militare dell’Ucraina potrebbe rappresentare una minaccia per la sua nazione, soprattutto nel caso in cui il Paese aderisca all’Alleanza.

Gli accordi internazionali consentono solo agli Stati costieri di stabilire navi da guerra sul Mar Nero, quindi a tre Stati membri della NATO: Romania, Bulgaria e Turchia. Una cooperazione strategica fra questi tre Paesi sulle questioni relative al Mar Nero risulta però essere particolarmente difficile. 

Mentre Romania e Bulgaria si sono dimostrate interessate a condividere le proprie risorse navali e di intelligence, lo stesso non si può dire per la Turchia. 

È evidente come Erdoğan, oltre ad essere sempre stato restio per quanto riguarda la presenza militare occidentale nella regione, abbia intrapreso delle relazioni commerciali e diplomatiche con la Russia molto più stabili e forti rispetto a quelle con altri Stati membri della NATO. 

Ben Hodges, che in precedenza guidava le forze dell’esercito americano in Europa, ha però sottolineato come “Even Turkey would be outmanned and outgunned in almost all categories by Russian Federation forces and efforts and resources”. 

Alice Rossi

Classe 1998, ottiene una laurea triennale in Sviluppo e Cooperazione Internazionale presso l'Università di Bologna. Nel corso della triennale si specializza principalmente nel project management e in tutto ciò che concerne lo sviluppo sostenibile, grazie soprattuto al suo attivismo nell'ambito dell'associazionismo.
A seguito di un periodo di studio trascorso in Svezia, durante il quale ha potuto approfondire temi relativi al security risk management, decide di approfondire questo interesse con un Master in International Security Studies presso la Charles University di Praga, optando per una specializzazione in ambito tecnologico.
Attualmente, oltre a frequentare il Master, sta lavorando come consulente presso un'agenzia di consulenze manageriale italiana occupandosi principalmente di risk management e sviluppo sostenibile.

Membro della redazione dello IARI, scrive per l'area "Difesa e Sicurezza".

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