NUOVA LEGGE SULLA PROPRIETÀ PORTA ALLO SFRATTO DELLA COMUNITÀ INDIGENA PARAGUAYANA

Fonte Immagine: salviamolaforesta.com

A causa dell’approvazione della nuova legge sulle proprietà, la comunità indigena paraguayana dei Ka’a Poly sono stati costretti ad allontanarsi dalle loro terre, causando diverse manifestazioni nella capitale. 

Nella capitale del Paraguay, Asunciòn, si sono verificate diverse manifestazioni da parte degli indigeni e dei contadini conseguentemente all’allontanamento dalle loro terre dovute all’approvazione della nuova legge sulle proprietà.

Tale legge prevede che venga aumentata la pena da 4 ai 6 anni per coloro che occupano illegalmente le proprietà private, ma la pena può arrivare fino a 10 anni se durante l’occupazione si verificano gravi danni. La legge è stata approvata con la maggioranza di 49 parlamentari del Partido colorado che attualmente è al governo, sugli 80 membri della camera dei deputati. 

Gli sgomberi sono iniziati a giugno costringendo diverse persone tra cui bambini ad abbandonare le loro abitazioni ed affrontare il duro inverno. Tali sgomberi sono stati possibili con l’intervento delle forze dell’ordine che hanno portato non solo diverse proteste tra le comunità indigene ma anche dalle organizzazioni dei diritti umani.

Di conseguenza, la comunita Ka’a Poty ha denunciato alla Commissione dei popoli indigeni del Senato del trattamento subito dalle popolazioni indigene in Paraguay, soprattutto perché rappresentano il 30% della popolazione in povertà estrema. La direzione legale dell’INDI (Instituto Paraguayo Del Indigena) ha avviato due ricorsi, una per l’annullamento dell’applicazione della legge e l’altra per rivendicare la proprietà di 1.364 ettari di terreno. 

La proprietà dei terreni è detenuta da privati ed ha delle radici storiche, in quanto i fatti risalgono alla dittatura militare di destra del generale Alfredo Stroessner. La riforma agraria approvata aveva come fine l’espropriazione agli indigeni di 8 milioni di ettari per donarli alle persone con più necessità.

Non fu rispettato poichè le terre furono invece consegnate a personaggi vicini al governo, che diventarono latifondisti. L’occupazione indigena dei terreni è stata doverosa per reclamare la proprietà delle terre. Per il momento non ci saranno aperture da parte del governo, al contrario, i manifestanti verranno processati. 

Valentina Topatigh

Valentina Topatigh, nata a Udine classe 1997. Dopo la maturità linguistica, ha ottenuto la Laurea Triennale in Scienze Politiche alla Statale di Milano, con tesi in diritto pubblico comparato sulla mozione di fiducia e sfiducia nei rispettivi ordinamenti di Germania e Spagna. È attualmente tesista per il master in International Law and Global Governance alla Tilburg University nei Paesi Bassi. Contemporaneamente ai suoi studi è anche membro della redazione America Latina per lo IARI.

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