MONOPATTINI ELETTRICI E NORMATIVE UE: IL PARLAMENTO UE NON PREVEDE L’OBBLIGO DI ASSICURAZIONE PER I CONDUCENTI

Fonte Immagine: Corriere della Sera, Alessio Lana “Bonus mobilità, i monopattini elettrici da comprare con gli incentivi, 19 giugno 2019 (link foto → https://acquisti.corriere.it/mobilita/monopattini-elettrici-migliori/)

Il monopattino elettrico è diventato uno dei veicoli green più utilizzati dai cittadini europei nel corso dell’ultimo anno. Nei giorni scorsi il Parlamento Europeo ha approvato le nuove norme in materia di assicurazione dei veicoli, non includendo le bici e i monopattini elettrici e le disarmonie legislative tra i vari Stati membri non aiutano in caso di incidenti.

È il veicolo più chiacchierato del momento, oggetto di numerosi dibattiti ma sicuramente uno dei più utilizzati nelle strade di tutta Europa. Il monopattino elettrico ha conquistato i cuori di milioni di cittadini europei in parte spinti da sentimenti più green e in parte fortemente incentivati a trovare soluzioni alternative alle misure drastiche adottate nell’ambito della mobilità urbana a causa dell’emergenza Covid.

Le difficoltà nel mantenere il distanziamento sociale nei mezzi pubblici e i vari bonus green che i governi hanno messo a disposizione della cittadinanza, hanno incoraggiato milioni di europei ad acquistare mezzi sostenibili elettrici come biciclette e monopattini.

In questo modo, è stato accelerato il processo di trasformazione che era già in atto sul territorio Ue relativo alla mobilità urbana sostenibile e che si prefigge di ridurre del 55% le emissioni di CO2 nell’atmosfera entro il 2030 grazie all’uso di veicoli ibridi o totalmente elettrici.

Tuttavia, il recente exploit del mercato dei monopattini elettrici ha posto l’accento anche sulla questione sicurezza. Come riportato da La Repubblica, in Italia l’osservatorio ASAPS (Associazione Sostenitori Amici della Polizia Stradale) ha registrato 131 sinistri gravi di cui 41 con feriti ricoverati in prognosi riservata nei primi 8 mesi del 2021.

A differenza delle biciclette elettriche che per poter essere immesse nel mercato europeo devono soddisfare alcuni requisiti specifici di sicurezza previsti da precise norme comunitarie, i monopattini elettrici non subiscono alcun tipo di restrizione o controllo di sicurezza da parte delle autorità a causa del fatto che la normativa è ancora in fase di elaborazione.

Uno dei temi legati alla sicurezza riguarda l’assicurazione di questi veicoli in caso di incidente. Nei giorni scorsi, il Parlamento Europeo ha approvato le nuove norme in tema di assicurazione per i veicoli che mirano ad armonizzare il quadro legislativo degli Stati membri e a rafforzare la tutela per le vittime di incidenti stradali.

Eppure, il testo legislativo non prevede l’obbligo di assicurazione per bici e monopattini elettrici in quanto «l’inclusione di tali veicoli comprometterebbe la diffusione di veicoli più nuovi […] e scoraggerebbe l’innovazione»[1]. Oltre a ciò, il Parlamento sostiene che ad oggi non ci sono elementi sufficienti per dimostrare che «tali veicoli più piccoli potrebbero causare incidenti con lesioni alle persone sulla stessa scala di altri veicoli come le autovetture o gli autocarri»[2]. La legge non è ancora stata adottata formalmente perché manca l’approvazione del Consiglio e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’Ue. Gli Stati membri avranno 24 mesi di tempo per recepire la direttiva nel proprio quadro normativo nazionale.

Di fatto, sembrerebbe un’occasione persa per l’Ue di armonizzare le legislazioni nazionali su questa tematica che sta sempre di più generando non poche polemiche tra la cittadinanza.

Come dimostrato anche da un rapporto del FERSI (Forum degli Istituti europei di ricerca sulla sicurezza stradale) pubblicato a settembre 2020, esistono delle grandi differenze in termini di status giuridico, di diffusione nell’utilizzo e di sicurezza e tutela delle vittime di incidenti avvenuti con il monopattino elettrico.

La maggior parte dei paesi europei intervistati (tra cui l’Italia), ha dichiarato che i monopattini elettrici sono equiparati alle biciclette. Mentre Austria, Belgio, Germania, Francia e Spagna hanno creato una vera e propria categoria a parte a cui sono dedicate regole ad hoc anche a seconda della potenza del mezzo.

Notevoli differenze sono presenti anche tra i paesi Scandinavi, perché ad esempio in Finlandia l’e-scooter è considerato come un pedone se viaggia fino a 15 km/h o se supera questo limite, come una bicicletta mentre in Svezia, se è presente un motore superiore ai 250 watt può essere considerato un vero e proprio ciclomotore di classe I o II.

Altre differenze si riscontrano anche nei limiti di utilizzo in base all’età, rendendo così difficoltosa l’applicazione della normativa penale in caso di incidenti.

Per esempio, solo in Germania i monopattini elettrici devono essere dotati di una targa mentre in tutti gli altri, se non sono classificati come ciclomotori, non risulta essere necessario. Inoltre, per la maggior parte dei paesi, non esiste un obbligo per i conducenti relativo al possesso di un’assicurazione di responsabilità civile.

Solo in Danimarca esiste una norma che prevede l’obbligo di assicurazione di responsabilità civile solo per la guida di monopattini elettrici a noleggio, non per quelli di proprietà del conduttore.

Malgrado questi disallineamenti, una spiraglio c’è. In alcuni Stati membri sono stati commissionati degli studi in merito alla circolazione dei veicoli elettrici cosiddetti “leggeri” al fine di varare nuove normative nazionali che da un lato, assicurino il progresso green tramite l’uso di veicoli alternativi alle automobili e ai mezzi di trasporto pubblici ma allo stesso tempo garantiscano tutele ai pedoni e tutti gli altri attori stradali. In Italia, per esempio, è stato presentato al Senato un disegno di legge destinato ad introdurre proprio una sorta di polizza Rc auto dedicata a questo tipo di veicoli, sia per privati che per le società di sharing.

In questo contesto si spera che anche l’Ue, attraverso i dialoghi tra istituzioni e Stati membri, possa presentare nel prossimo futuro delle normative più puntuali a riguardo, salvaguardando così anche i diritti di tutta la cittadinanza.


[1]Emendamenti del Parlamento Europeo alla proposta della Commissione, emendamento n.6, in data 13/10/2021 consultabile al seguente link.

[2]Ibidem.

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