NUOVI ATTACCHI DA PARTE DI ISIS-KP IN AFGHANISTAN

Fonte Immagine: The Guardian

Aumenta progressivamente il numero di attentanti rivendicati dal ramo afghano dello Stato Islamico (ISIS-KP). L’ultimo ha colpito venerdì scorso la moschea sciita di Kandahar.  

Il 15 ottobre un attacco suicida ha colpito la moschea sciita di Bibi Fatima a Kandahar, la seconda città più grande dell’Afghanistan, causando la morte di più di 40 persone e dozzine di ferite durante la celebrazione delle funzioni religiose del venerdì. Qualche ora dopo il ramo afghano dello Stato Islamico (ISIS-KP) ha rivendicato l’attentato.

L’episodio è arrivato a pochi giorni di distanza dall’attacco consumatosi nella città  di Kunduz, il quale ha comportato la morte di almeno 50 persone. Entrambe gli attentanti hanno colpito la comunità sciita degli Hazara, il terzo gruppo etnico del paese il quale subisce da secoli discriminazioni e persecuzioni, tanto in Afghanistan quanto in Pakistan, da parte della tribù dei Pashtun dalla quale provengono i Talebani.

ISIS-KP è nato sul finire del 2015 per mezzo di alcuni ex comandanti talebani pakistani a seguito delle scissioni sorte nell’organizzazione a dopo l’uccisione dell’emiro Hakimullah Mehsud, Ad oggi il ramo dello Stato Islamico controlla la sola area di Nangarhar, dove proliferano traffici e attività di contrabbando.

Nonostante il controllo territoriale limitato, l’organizzazione si è fatta notare in questi anni per la brutalità degli attacchi ai danni dei civili afghani, in particolare le minoranze etnico-religiose, nonché forze di sicurezza afgane, figure governative, forze internazionali e organizzazioni umanitarie oltre agli stessi Talebani.

Tra gli attacchi sanguinosi più recenti, la strage consumatasi all’università di Kabul lo scorso novembre e l’attacco avvenuto il 27 agosto di quest’anno all’aeroporto di Kabul. Quest’ultimo è stato segno da parte dell’organizzazione per ribadire la sua presenza sul territorio. 

La riconquista di Kabul da parte dei Talebani dopo vent’anni non assicura loro il potere incontestato sull’Afghanistan. In primis perché, al di là delle attuali divisioni interne tra un fronte intransigente e un altro maggiormente inclusivo, a differenza di Al-Qaeda e dello Stato Islamico il gruppo ha una leadership maggiormente frammentata.

I leader politici dell’organizzazione hanno per la maggior parte sede nel vicino Pakistan, mentre la commissione militare e i suoi comandanti in Afghanistan. Infine, i Talebani devono fare i conti con ISIS-KP con cui le tensioni si sono acuite di recente sebbene i primi continuino a negare l’esistenza del gruppo sul suolo afghano.

Nei prossimi mesi, pertanto, di pari passo con i lavori in seno al nuovo esecutivo talebano, si prevede un aumento degli attentanti da parte di ISIS-KP ai danni del nuovo governo di Kabul, considerato  illegittimo e apostata alla pari delle comunità sciite.

Nicki Anastasio

Sono Nicki Anastasio, ho 23 anni e studio presso la facoltà di relazioni e istituzioni dell’Asia e dell’Africa presso l’Orientale. Da quasi cinque anni vivo a Napoli, per studio e lavoro, ma sono originario della Costiera Amalfitana. Negli ultimi tre anni, ho fatto due esperienze studio in Marocco e in Egitto che mi hanno permesso di approfondire lo studio della lingua araba e della cultura dei paesi arabo-islamici, di cui sono affascinato sin da piccolo. Dopo aver conseguito la laurea triennale in mediazione linguistica e culturale, ho ritenuto che analizzare le complesse dinamiche geo-politiche che caratterizzano i paesi della macro area medio-orientale fosse il proseguimento più naturale e spontaneo dei miei studi. Ritengo che per comprendere le ragioni alla base della perenne instabilità dell’area più calda del mondo sia necessario costruire una genealogia della crisi di legittimità che caratterizza gran parte dei suoi stati, considerando le specificità storico-culturali e socio-economiche di ogni contesto nazionale. Sono molto fiero di far parte dello IARI, una comunità di analisti unica nel suo genere.

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