IL FAR-RIGHT DI OGGI

Fonte Immagine: nature.com

Dopo i disordini avvenuti negli ultimi giorni contro il green pass, anche l’Italia si è misurata con la potenza e la violenza dei gruppi far-right. Questo perché in mezzo ai vari manifestanti No Vax e No Green Pass che si riversavano nelle piazze e nelle strade presenziavano anche membri di gruppi di estrema destra, che hanno visto nelle manifestazioni e nei disordini la scusa perfetta per imporsi e farsi conoscere.

L’Italia già da tempo aveva visto il ritorno dei movimenti di estrema destra tornare in auge grazie anche all’influenza di altri movimenti simili in tutto il mondo. Questo tipo di gruppi non si è mai disperso, si è solo mantenuto nell’underground urbano per molto tempo, aspettando il momento politico, culturale e sociale più utile per tornare allo scoperto: è questo il motivo per cui i gruppi far- right, specialmente se violenti, vanno sempre tenuti sotto osservazione, perchè l’ideologia a cui hanno deciso di aderire generalmente non viene meno col tempo ma anzi si adatta a nuovi contesti di riferimento, presentandosi sempre attuale.

La pericolosità di una ideologia che si adatta ad ogni contesto fa sì che il fronteggiarla e il contenerla risultino particolarmente difficoltosi, poichè le ideologie di base (il razzismo, l’antisemitismo, la chiusura nei confronti degli immigrati, la protezione della raza bianca dalle “contaminazioni”) rimangono quasi sempre inalterate, ciò che cambia è il contesto a cui applicare queste forme d’odio. 

Il far-right violento ha conosciuto un periodo di rinnovata gloria con in primis l’ascesa del gruppo Qanon in America nel periodo della presidenza Trump, con i gruppi degli Atomwaffen Division in America meridionale, Canada, Germania e Regno Unito, i proud boys in Canada, con Forza Nuova e Hammerskin in Italia, Le Bloc Identitaire in Francia, The Misanthropic Division in Ucraina, Britain First di Paul Golding, AfD in Germania e Combat-18, National Action and Feuerkrieg Division in Irlanda, per citare alcuni gruppi tra i più attivi.

Questi gruppi stanno diventando sempre più forti perché sono capaci di sfruttare le retoriche populiste, che godono del “vantaggio” di assumere un linguaggio sovranazionale, capace quindi di raggiungere un grande numero di persone, anche di Stati diversi, con background diversi. 

Molti di questi gruppi puntano ora alla politica, puntando a diventare portavoce ufficialmente riconosciuti e leciti del malcontento popolare. Forti del sostegno che si creano online su gruppi Telegram e Whatsapp, mirano a creare un seguito di adepti che sposino la loro causa, o che anche solo siano disponibili a diventarne il braccio armato.

Perché un aspetto fondamentale che troppo spesso si trascura è il profilo altamente militare di questi gruppi: per la maggior parte infatti si tratta di insiemi di persone che si trovano proprio perché intenzionati ad adottare delle soluzioni “pratiche” e “concrete” ai problemi sociali e politici contro cui si schierano. Spesso durante i raid delle forze armate nelle abitazioni dei sospettati si trovano enormi quantità di armi di tipo militare, come armi d’assalto, pistole, bombe a mano, che trasmettono l’idea della serietà degli intenti violenti dei soggetti che decidono di essere membri attivi. 

La pandemia da Covid- 19 e i seguenti lockdown hanno creato il contesto perfetto per diversi gruppi far-right di condividere le loro teorie cospirazioniste, cercando di cavalcare l’onda del malcontento largamente diffuso e soprattutto facendosi portavoce forti dei movimenti No Vax e No Green Pass, movimenti che hanno visto un’adesione sempre più forte non solo da parte di soggetti da cui ci si può aspettare un avvicinamento a movimenti cospirazionisti violenti, ma anche da parte di soggetti che non hanno un profilo generalmente sospettabile: si registra una partecipazione molto attiva da parte di una componente femminile sostanziosa, che si fa carico del compito di influenzare la vita e il giudizio di figli, alunni, partner, conoscenti. 

Per i gruppi far-right non misogini la loro azione all’interno delle dinamiche di gruppo ricopre quindi un ruolo fondamentale. 

L’odio per “qualcosa”, che è alla base di tutte le ideologie far-right, viene poi declinato secondo varie dinamiche, anche in base, per esempio, al tipo di società in cui l’organizzazione estremista si instaura – se la società è costituita da una prevalenza di musulmani, cinesi, neri, donne, ebrei, immigrati – cominciando poi le proprie attività intimidatorie, di radicalismo e di propaganda. 

Il carattere propagandistico dei movimenti far-right è il tassello che sta facendo la differenza negli ultimi mesi: i movimenti di estrema destra stanno studiando una nuova modalità di narrazione delle proprie ideologie, un nuovo modo di raccontarsi e di presentare la loro azione, che non vuole più solo essere un’azione di violenza fine a se stessa, ma un’azione con un duplice scopo, violento e sovversivo.

L’azione è ciò che differenzia, secondo la narrazione dei suddetti, i gruppi far-right da tutto il resto dei movimenti politici, culturali e sociali a cui si oppongono. E’ proprio questa propensione all’azione che deve far sì che ci sia sempre un controllo continuo nei confronti di questi gruppi, perché il carattere trasversale e, soprattutto, transnazionale dell’odio, si diffonde peggio di un virus. 

Caterina Anni

Caterina Anni è laureata in Sicurezza Internazionale con una specializzazione in Analisi e Intelligence. Si avvicina allo studio dei gruppi estremisti Far- right con l'internship presso The Counterterrorism Group di Washingon D.C., con cui collabora per 7 mesi. Scrive per Analytica for Intelligence and security studies e lo IARI per l'area di Difesa e Sicurezza.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Latest from DIFESA E SICUREZZA