I PARTITI CURDI MOSTRANO UN FRONTE UNITO POST-ELEZIONE

Fonte Immagine: Rudaw. Immagine rappresentante i due portavoce dei partiti PUK e KDP durante una conferenza stampa

Si sono ufficialmente concluse le elezioni in Iraq nonostante i numerosi reclami e accuse di corruzione. Nella regione curda, i due primi partiti al governo, il Patriotic Union of Kurdistan (PUK) ed il Kurdistan Democratic Party (KDP), hanno già iniziato a riunirsi per parlare del futuro del popolo curdo ora largamente rappresentato in parlamento.

Si sono riuniti due giorni fa a Sulaimani i leader del PUK e del KDP, rispettivamente con i leader Bafel Talabani e Fazil Mirani. I due si sono incontrati per discutere sul futuro dell’unione curda nella nuova assemblea parlamentare a Baghdad e su come cambiare la loro rappresentanza a livello nazionale.

Questa riunione, organizzata da alcuni membri del KDP, risulta essere la prima di molte conferenze con lo scopo di incontrare tutti i partiti curdi rappresentati al governo, ma anche quelli che non hanno ottenuto un seggio. Infatti, come ha detto anche il portavoce del KDP Mahmood Mohammed durante una conferenza stampa riportata da Rudaw “lo scopo di questi colloqui è di unificare e organizzare la rappresentanza dei curdi in modo che non si formi una crepa che possa essere sfruttata dal nemico.” 

Il KDP è il terzo partito di maggioranza al governo, con 33 seggi in parlamento, mentre il PUK ne ha ottenuti solamente 16. Nonostante il PUK ed il KDP abbiano idea molte differenti per quanto riguarda l’organizzazione nazionale e locale del paese, i due sono in accordo per quanto concerne il popolo curdo.

Questa, infatti, non è la prima volta che i due partiti si accordano per il bene comune della comunità, già dopo la creazione dello stato federale iracheno i due avevano posato le armi e negoziato per il bene comune. Mentre oggi, i due partiti concordano sull’importanza di frenare le continue invasioni da parte dello stato turco e iraniano, e le continue minacce poste dal terrorismo.

Fattori che spesso il governo centrale di Baghdad lascia al Kurdistan controllo totale, nonostante a quest’ultimi manchino gli strumenti necessari per sconfiggere il nemico – che molto spesso è un paese con cui Baghdad intrattiene rapporti diplomatici.

L’attuale formazione del parlamento è molto divisa, e per questo motivo sarà molto difficile portare al termine proposte parlamentari. Oltre ai curdi, sono presenti anche altre minoranze, tra cui quella iraniana che è sempre stata un grande ostacolo per l’equilibrio politico.

La commissione elettorale irachena sta ancora esaminando i reclami posti su alcuni seggi e voti, dopo di che verrà ufficialmente finalizzato il risultato di queste elezioni con la ratifica della Corde Suprema, che avrà la durata di circa 15 giorni. Una volta confermato il governo, vi sarà la prima riunione parlamentare presieduta anche dai membri più anziani, così da eleggere un portavoce di governo e un presidente.

Una volta conclusi questi step, sarà ufficialmente formato il nuovo governo dello stato federale dell’Iraq e i due partiti curdi potranno presentare, a fronte unito, le proposte a favore della salvaguardia del loro popolo. 

Giulia Valeria Anderson

Giulia Valeria Anderson - Laureata magistrale con lode in Relazioni Internazionali Comparate presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Attualmente praticamente pubblicista da Formiche.net per cui si occupa di politiche tech, e analista OSINT per una società di monitoraggio privata a Roma per cui riporta sull’Afghanistan. Specializzata in Medio Oriente, in particolare nella questione curda su cui ha scritto diverse pubblicazioni, tra cui su JIMES e per l’Istituto Curdo di Washington. Ha un diploma in geopolitica del medio oriente e un master di secondo livello sulla sicurezza globale. Giulia è molto attiva nel mondo del volontario, dirige la comunicazione dell’organizzazione non profit Manalive, di cui è anche membra del board e un attiva volontaria.
Membro della redazione geopolitica IARI, scrive per l’area “Medio Oriente".

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