LE REAZIONI DEL GIAPPONE AI NUOVI TEST MISSILISTICI NORDCOREANI

Fonte immagine: https://www.japantimes.co.jp/news/2021/10/19/asia-pacific/north-korea-projectile-launch/

I nuovi test missilistici nordcoreani preoccupano il governo di Tokyo. Ma c’è qualcosa di diverso rispetto ai test precedenti?

Le forze armate sudcoreane hanno confermato che nella mattina del 19 ottobre la Corea del Nord ha effettuato il lancio di prova di almeno un missile balistico nel Mar del Giappone.

Il governo giapponese ha subito espresso il proprio disappunto tramite il primo ministro Kishida Fumio, che ha sottolineato come il lancio sia una violazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza ONU, anticipando anche una possibile rivalutazione della strategia di sicurezza nazionale che possa comprendere la capacità di colpire basi nemiche. Secondo la difesa giapponese si sarebbe trattato non di uno, ma di due lanci.

La tempistica del lancio coincide con un periodo di stallo nelle negoziazioni con gli Stati Uniti su denuclearizzazione e sanzioni economiche: storicamente questi test avvengono sempre in periodi analoghi e sono pensati non solo per dimostrare le capacità belliche nordcoreane, ma anche per riportare l’attenzione dei media e dei governi interessati sulla questione coreana e riaprire canali diplomatici.

Tuttavia, i lanci di ottobre 2021 prendono una piega potenzialmente ben diversa, poiché si tratterebbe di missili balistici lanciati da sottomarini (SLBM).

Questi lanci potrebbero essere anche una risposta al governo di Seoul, che da poco si è dotato di armamenti analoghi, rafforzando la tendenza regionale degli ultimi anni di rafforzamento degli arsenali missilistici convenzionali. Assetti di questa natura hanno una valenza strategica elevatissima, poiché possono essere lanciati da piattaforme mobili e difficilmente rilevabili come i sottomarini.

Allo stato attuale non è chiaro se questi lanci siano stati effettuati da un sottomarino o da una piattaforma subacquea fissa nel porto di Sinpo, principale base dei sottomarini della Marina nordcoreana. Va anche aggiunto che non è ancora del tutto sicuro che i sottomarini nordcoreani siano in grado di raggiungere il livello di efficienza necessario per utilizzare armamenti di questo tipo, unitamente al fatto che, secondo molti analisti, i sottomarini nordcoreani non dispongono di tecnologie all’avanguardia per evitare di essere rilevati, riducendo ancora di più l’effettiva portata strategica dei SLBM.

Quali saranno le azioni giapponesi davanti a questa minaccia? Il principale effetto è una possibile influenza nei risultati delle elezioni di novembre.

Un clima di maggiore insicurezza regionale potrebbe portare l’elettorato su posizioni più favorevoli a una maggiore spesa militare, andando quindi a rafforzare i consensi già notevoli per il Partito liberal-democratico. Questo potrebbe tradursi, come sottolineato in precedenza, nella ricerca giapponese di una capacità missilistica offensiva, ma più probabilmente si concretizzerà in un’accelerazione del progetto di adattamento in chiave marittima del sistema Aegis inizialmente previsto per installazioni a terra.

Secondo il budget per il 2022 proposto a fine agosto 2021, è prevista anche l’integrazione con il sistema radar SPY-7, prodotto da Lockheed Martin, per potenziare le capacità di difesa missilistica delle imbarcazioni dotate di sistema Aegis. Quest’ultima opzione è valutata circa 52 milioni di dollari, ma grazie alla sua natura essenzialmente difensiva potrebbe essere più facilmente accettata dall’opinione pubblica giapponese, ancora restìa all’idea di uno strumento militare proiettabile all’estero.

Giorgio Grosso

Nato nel 1992 in Sardegna, consegue la laurea triennale in Scienze Politiche presso l’Università di Cagliari, per poi proseguire gli studi in Relazioni Internazionali Comparate presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, laureandosi con una tesi sulla dottrina militare maoista. In mezzo, un’esperienza di quattro mesi presso la Capital Normal University di Pechino e un crescente interesse per tematiche riguardanti l’Asia-Pacifico, la strategia militare e la marittimità. Nel 2019 consegue il master in Studi Strategici e Sicurezza Internazionale presso l’Istituto di Studi Militari Marittimi di Venezia, dove frequenta il 78° Corso Normale di Stato Maggiore per ufficiali della Marina Militare. Continua a collaborare con l’Istituto, principalmente per convegni e incontri all’Arsenale di Venezia e partecipando in veste di tutor alle esercitazioni di Pianificazione Operativa. Attualmente vive a Venezia ed è membro dello IARI, redazione Asia-Oceania, dove si occupa principalmente del Giappone. È inoltre membro del CeSMar (Centro Studi di Geopolitica e Strategia Marittima), think-tank affiliato alla Marina, e ha pubblicato analisi e approfondimenti per altre testate online.

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