TRA PECHINO E WIKIPEDIA È GUERRA

Fonte Immagine: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Wiki,_wiki,_wiki,_wiki_logo.jpg

Il governo di Pechino non ha permesso l’entrata di Wikipedia nel paese perché l’enciclopedia digitale non riconosce Taiwan come provincia della Repubblica Popolare.

Tra il governo della Repubblica Popolare e la Wikimedia Foundation, l’organo che sovraintende l’enciclopedia digitale Wikipedia, è ricominciata la battaglia virtuale che era iniziata nel gennaio del 2020, quando la candidatura per l’ingresso della fondazione nell’Organizzazione Mondiale per la Proprietà intellettuale (WIPO) come osservatore era stato declinato dalla Cina.

Molti paesi membri della WIPO, come il Giappone, la Turchia, la Svizzera, l’Australia, la Santa Sede, il Regno Unito e gli Stati Uniti avevano accettato questa richiesta, ma il voto non era stato unanime proprio a causa del rifiuto cinese.

Il compito della WIPO è lo sviluppo di trattati internazionali riguardanti copyright, brevetti e marchi commerciali; si tratta di attività che possono avere un impatto reale sulla capacità di fornire liberamente informazioni in tantissime lingue in formato digitale, come attualmente fa Wikipedia per centinaia di milioni di utenti in tutto il mondo

La Wikimedia Foundation sostiene che le motivazioni presentate dalla Cina consistono nell’insinuare che i progetti collegati a Wikipedia contengono una gran quantità di contenuti errati e favoriscono disinformazione in merito alla politica del principio “una sola Cina”, ossia sui rapporti tra Pechino e Taiwan, attualmente molto tesi.

In particolare, già nel 2020 le attenzioni di Pechino si erano concentrate sul capitolo taiwanese di Wikimedia, guidato come accade altrove da volontari indipendenti. La Repubblica popolare cinese ritiene Taiwan (o Repubblica di Cina) parte del suo territorio e la considera una provincia ribelle. 

A riprova di questo, nel settembre del 2021 un gruppo di hacker cinesi ha tentato di forzare il controllo e l’editing delle voci incluse in Wikipedia, con l’obiettivo di minare le basi della piattaforma digitale.

Tutto questo potrebbe essere collegato a una manipolazione delle informazioni messa in atto del Partito Comunista per controllarne la diffusione e, con esse, la direzione che la propaganda basata sul “Sogno cinese” sta imboccando. Non a caso, quest’attacco è avvenuto proprio durante l’inasprimento dei rapporti tra il governo di Pechino e Taiwan.

Clara Corvasce

Nata sotto il segno del Toro, è barlettana di origine ma romana di adozione. Dopo aver acquisito il diploma di laurea triennale in Mediazione Linguistica alla SSML “Carlo Bo” di Bari, nel 2020 ha conseguito la laurea magistrale in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all’Università degli Studi Internazionali di Roma con una tesi in geopolitica, incentrata sul profilo identitario di Hong Kong e sul ruolo che ricopre nel rapporto antagonistico tra Cina e Stati Uniti.
Appassionata di Estremo Oriente da tempo immemore, dal 2019 studia il cinese e si interessa alla strategia di ascesa politica ed economica della Cina a livello internazionale e alle dinamiche di potere che intrattiene con le altre nazioni; un giorno, spera di riuscire a metterci piede fisicamente. Incuriosita dall’ambiente giovanile, stimolante e professionale dello IARI, è entrata a farne parte nell’aprile del 2021 in qualità di membro della redazione “Asia e Oceania”.

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