GIORNATA MONDIALE CONTRO LO SPRECO ALIMENTARE

Il 16 ottobre si celebra in tutto il mondo la Giornata mondiale dell’alimentazione. Si tratta di un’iniziativa dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO). 

Dopo il 2020, questa è la seconda volta che la Giornata mondiale dell’alimentazione cade in un momento in cui i paesi di tutto il mondo si stanno riprendendo dall’impatto della pandemia di Covid-19. L’evento globale segna una giornata che richiede una rinnovata consapevolezza e un’azione collettiva per combattere il problema della fame e garantire diete sane e nutrienti per tutti. 

La Giornata mondiale dell’alimentazione era originariamente destinata a celebrare il giorno in cui la FAO è stata istituita nell’anno 1979. In seguito, è diventata gradualmente un modo per aumentare la consapevolezza sulla fame, la malnutrizione, la sostenibilità e la produzione alimentare.

I sistemi agroalimentari mondiali danno lavoro a oltre 1 miliardo di persone, più di qualsiasi altro settore. Tuttavia, alcune statistiche fornite dalla FAO danno una chiara visione sui diversi problemi legati all’alimentazione e il cibo a livello globale.

Questi evidenziano infatti che come quasi il 40% della popolazione mondiale non possa permettersi una dieta sana, 2 milioni di persone siano affette da obesità o in sovrappeso a causa di un’alimentazione scorretta e di stili di vita sedentari e come i sistemi alimentari mondiali siano responsabili di oltre il 33% delle emissioni globali di gas serra. Inoltre, il 14% del cibo mondiale va perso nei processi di raccolta, lavorazione, stoccaggio e transito che risultano spesso inadeguati e il 17% viene sprecato a livello di consumatore. 

Lo spreco alimentare ha notevoli impatti ambientali, sociali ed economici. Ad esempio, in un momento in cui l’azione per il clima è ancora in ritardo, l’8%-10% delle emissioni globali di gas serra sono associate al cibo che non viene consumato.

Per questo motivo, come sottolinea Inger Andersen, Direttore Esecutivo dell’UNEP “ridurre gli sprechi alimentari poterebbe a minori emissioni di gas serra, portando a un rallentamento della degradazione naturale, riducendo l’inquinamento, e migliorando la disponibilità di cibo. Questo infine risulterebbe in una riduzione della fame e a un notevole risparmio di denaro in un momento di recessione globale”

Difatti, lo spreco alimentare nel mondo raggiunge cifre molto importanti ed è un fenomeno che si manifesta in tutti i Paesi e non solo in quelli più sviluppati, come spesso si crede. Le Nazioni Unite (ONU) indicano che in un solo anno vengono buttate via 931 tonnellate di cibo. 

La FAO sottolinea che l’accesso al cibo è un diritto riconosciuto dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e gli Stati devono garantirne la salvaguardia. Pertanto, lo spreco alimentare deve essere affrontato con urgenza. 

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