ARABIA SAUDITA E RUSSIA: NUOVA COOPERAZIONE MILITARE

Il 23 agosto l’Arabia Saudita ha firmato una nuova cooperazione militare con la Russia. Infatti, il principe Khalid ha raggiunto Mosca per partecipare al Forum tecnico-militare internazionale “Esercito-2021”, incontrando il ministro della difesa russo Sergei Shoigu per discutere sulle diverse strategie per migliorare la cooperazione militare tra i due paesi.La notizia della cooperazione è stata proclamata in primis sull’account Twitter del principe Khalid il giorno seguente, il 24 agosto, per poi essere anche citata dalla parte russa che ha affermato che l’Arabia saudita si impegnerà a rafforzare la cooperazione militare e di difesa tra i due paesi.

Nuova cooperazione: perché la Russia?

Come si può notare anche dalle diverse dichiarazioni rilasciate, non si hanno moltissime notizie e dettagli riguardo all’accordo, ma l’obiettivo principale sembrerebbe quello di mirare a un progressivo sviluppo della cooperazione in campo militare e tecnico-militare tra i due paesi soprattutto nei settori di mutuo interesse. Ovviamente questo accordo è molto significativo poiché dà il via ad una nuova alleanza e a nuovi equilibri nella regione. Questa collaborazione nasce dalla volontà di Riyadh di divenire più autonomo e di diversificare le sue alleanze militari e di difesa.

Infatti, il tempismo in cui tale cooperazione è stata fatta non è per nulla scontato. Ricordiamo la presa di potere dei talebani in Afghanistan dopo la caduta del governo e la ritirata dell’esercito statunitense dalla regione e del ritiro degli otto sistemi antimissili Patriot in Arabia Saudita, Giordania, Kuwait e Iraq.

Probabilmente, per il principe saudita queste scelte non rappresentano nient’altro che una diminuzione dell’interesse statunitense nella regione e non volendo più fare troppo affidamento su Washington, ha iniziato a contare su altri paesi, come la Russia.

Infatti, per Mosca tale cambiamento nella politica americana è una grande opportunità per ottenere grandi benefici a discapito degli americani. I russi stanno cercando di consolidare la loro posizione regionale in diversi modi, per esempio esplorando le diverse opportunità nel Golfo e nel Mar Rosso ed entrando nei nuovi mercati in questa regione, mentre espandono la loro presenza nei diversi mercati come quello iracheno e turco

Malgrado la lunga storia di incompatibilità ideologica tra Mosca e Riyadh e le differenti visioni riguardo le relazioni con altri stati, la cooperazione russa-saudita è molto vantaggiosa per i due paesi per diverse ragioni. Per l’Arabia saudita, questo significa, oltre a divenire più autonoma, mantenere relazioni amichevoli con Mosca con lo scopo di costruire una propria base militare-industriale attraverso la cooperazione con la Russia.

Inoltre, quest’ultima vuole competere nel mercato delle armi nella regione in maniera molto più pervasiva e beneficiare nei casi in cui gli Stati Uniti potrebbero limitare, sospendere o addirittura annullare la vendita di droni.

Ci sono stati diversi tentativi da parte di Mosca di raggiungere accordi con il regno saudita. Infatti, nel 2017, la Russia ha accettato di vendere armi per un valore di 3 miliardi di dollari all’Arabia Saudita, tuttavia, tali accordi si sono in gran parte fermati e il livello di equipaggiamento ora è messo in discussione ma si parla di una maggiore quantità di armi e di conseguenza di un maggiore impatto geopolitico. Infatti, bisogna ricordare che la Russia è il secondo esportatore di armi dopo gli Stati Uniti mentre l’Arabia Saudita, primo esportatore di petrolio. 

Ma gli Stati Uniti rappresentano il principale venditore di armi del regno saudita, precisamente nel periodo 2016-20, ha rappresentato il 24% delle esportazioni di armi statunitensi. Probabilmente, la speranza russa è di vendere armi anche in maggiore quantità a un mercato enorme come quello saudita. Difatti, l’economia russa nel settore della difesa e dunque delle armi compete molto bene sulla scena mondiale e Mosca sfrutta la vendite delle armi russe per ottenere benefici strategici ed economici.

Stati Uniti: segnale o allontanamento? 

Determinante è anche il cambiamento della politica americana. Il principe saudita Mohammed bin Salman aveva dei rapporti più stretti con l’amministrazione Trump che con quella di Biden. L’amministrazione Biden è molto più critica nei confronti della politica interna dell’Arabia Saudita soprattutto in materia di diritti umani e anche sulla gestione e l’uso di armi nella guerra in corso in Yemen.

Di conseguenza, Mosca non facendo molta attenzione al comportamento del suo alleato saudita soprattutto in materia di diritti umani e delle condizioni per l’utilizzo delle armi, è molto avvantaggiata rispetto a Washington. Infatti, nell’ultimo periodo l’amministrazione del presidente Biden, ha sollevato preoccupazione sull’uso di ami da parte saudita nella guerra in Yemen sospendendo mezzo miliardo di dollari in accordi di armi con l’Arabia Saudita. 

Inoltre, a febbraio del 2021, Washington ha sospeso il supporto militare alla campagna saudita in Yemen. Dunque, la guerra in Yemen ha portato alla luce numerose restrizioni nei confronti del regno saudita e non solo, che possono essere imposte dai loro fornitori tradizionali, come gli Stati Uniti, quando vengono in gioco diritti umani e condizioni d’uso delle armi nei conflitti armati. Però per molti, questo accordo viene considerato più come un segnale da parte saudita che una vera e propria volontà di allontanarsi del tutto dagli Stati Uniti. 

Bisogna sottolineare anche la continua cooperazione tra Washington and Riyadh grazie anche al dialogo strategico tra i due paesi nel 2020, il quale tratta la cooperazione in materia di sicurezza e difesa, suggerendo altri lavori tecnici sulle infrastrutture e ulteriori forme di cooperazione.

Oltre a questo, vengono proposti diverse missioni di addestramento militare e civile a Riyadh e anche gruppi di lavoro bilaterali di cooperazione e consultazione a lungo termine. Tutto questo limiterebbe una probabile cooperazione saudita con Mosca.

Firmando questo accordo, Riyadh presumibilmente vuole avvisare gli americani sull’intenzione di non voler cambiare comportamento per volere di Washington, grazie alla presenza di paesi (Russia) che chiudono un occhio riguardo la condotta saudita. Inoltre, potrebbe anche rappresentare un tentativo da parte saudita di fare pressione su Washington.

Per la forte rivalità tra Russia e America, questa cooperazione potrebbe indurre gli Stati Uniti a intensificare gli interessi nell’area per non perdere nessun vantaggio rispetto alla Russia e diminuire le restrizioni e critiche nei confronti di Riyadh, sfruttando le relazioni tese tra Mosca e Washington in un periodo in cui l’interesse nella regione sta diminuendo. 

Inoltre, bisogna tenere conto del profitto del mercato di armi, soprattutto grazie al mercato super redditizio saudita. Infatti, i produttori di armi americani non vogliono cedere alcuna porzione di mercato ai concorrenti russi. Dunque, se l’Arabia Saudita vuole veramente solo inviare un segnale a Washington senza realmente mettere in pericolo il rapporto americano-saudita di difesa e sicurezza, Riyadh dovrà limitare l’accordo russo-saudita in materia di ami sennò addirittura ridurlo all’acquisizione di attrezzature in quantità solamente simboliche

Tuttavia, il rapporto di sicurezza americano-saudita andrebbe a deteriorarsi se l’Arabia saudita non seguirà questa opzione acquistando missili russi per la difesa aerea, cosa che renderebbe molto soddisfatta Mosca. Ma allo stesso tempo, la Russia è occupata in diverse cooperazioni anche con l’Iran, nemica dei sauditi e degli altri paesi arabi del Golfo che trovano la vendita di armi a Teheran molto allarmante. Dunque, le relazioni di Mosca con Teheran, alle quale la parte russa non vuole assolutamente rinunciare per facilitare cooperazioni militari con altri paesi, spinga Riyadh a mantenere i suoi legami con Mosca entro certi limiti. 

Infatti, un fattore da considerare è che l’America come garante di sicurezza non può per nulla essere sostituito con la Russia, essendo molto più forte e più capace, soprattutto per il legame russo con l’Iran. Oltre a ciò, Riyadh non vuole assolutamente essere coinvolta nel Countering America’s Adversaries Through Sanctions Act.  

Proprio a proposito, a luglio Khalid bin Salman ha visitato Washington incontrando il Segretario di Stato Antony Blinken, il Segretario alla Difesa Lloyd Austin, il Consigliere per la Sicurezza Nazionale Jake Sullivan e il Presidente del Joint Chiefs of Staff Mark Milley. Probabilmente, in questo incontro si è discusso dell’accordo russo-saudita e Riyadh potrebbe aver annunciato la sua presunta forma.

Dunque, tale cooperazione militare russo-saudita è il risultato di molti fattori, tra cui un riavvicinamento politico, interessi commerciali ed economici, una situazione geopolitica perfetta per la Russia, dovuta all’incertezza nei rapporti americani-sauditi.

Una dei possibili effetti di una più stretta relazione è sicuramento un aumento nella credibilità russa in materia di difesa e sicurezza, soprattutto nella regione del Golfo mirando a respingere e minare l’influenza statunitense. Se ovviamente, la cooperazione tra i due paesi va fino in fondo, Riyadh deve capire attentamente se quello che può trarre dall’alleanza ne varrà la pena, perché questo comporterà una probabile diminuzione e indebolimento della cooperazione non solo con gli Stati Uniti ma anche con il resto dei leader occidentali. 

Ma tenendo in considerazioni i grandi interessi che legano ancora il regno saudita agli Stati uniti, sembra poco probabile che Riyadh possa adottare misure che comprometterebbero i legami con Washington. Infatti, per molti analisti, questa cooperazione è considerata sia come una risposta alle relazioni tese tra il regno saudita e l’amministrazione Biden ma sia una reazione all’incertezza sentita dal regno saudita dovuta all’ambiguità delle azioni diplomatiche americane.

Infatti, le numerose critiche portate avanti non solo dal leader americano ma anche dal resto dei leader occidentali contro la parte saudita hanno portato a gravi conseguenze economiche e militari. Dunque, Riyadh ha cercato di allargare i suoi legami internazionali con coloro che non sono stati indignati dalla condotta saudita. La Russia, infatti, ha colto l’opportunità della tensione tra i due paesi per espandere la sua influenza nel Golfo. 

Tuttavia, sembra più probabile che questo accordo sia inteso più come un segnale da parte dell’Arabia Saudita a Washington proprio per l’importanza che ha il paese americano in materia di sicurezza. 

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Latest from RUSSIA E CSI