PERCHÉ UNA POLEXIT LEGALE NON È POSSIBILE

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In questi giorni, Bruxelles dovrà affrontare la recente sentenza della Corte costituzionale polacca sulla supremazia del diritto europeo rispetto al diritto nazionale. La Corte è arrivata alla conclusone che alcuni articoli dei Trattati dell’Unione Europea sono «incompatibili» con la Costituzione dello Stato polacco e che le istituzioni comunitarie «agiscono oltre l’ambito delle loro competenze».

Parte significativa della sentenza è il punto in cui si afferma che la Costituzione polacca è incompatibile con gli articoli 2 e 19 del Trattato sull’Unione europea, ovvero con le disposizioni che tutelano i valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di diritto e dei diritti umani (art. 2 TUE) e che disciplinano l’operato della Corte di giustizia europea (art. 19 TUE), da anni pregiudicati dalle riforme del governo polacco.

Risultato dello scontro tra Bruxelles e Varsavia potrebbe essere una Polexit legale, ovvero la Polonia resta membro dell’Unione europea, ma scivola fuori dalla cooperazione a livello giudiziario.

Tuttavia, tale epilogo non sembra essere effettivamente possibile. La primizia del diritto europeo sul diritto nazionale e l’obbligatorietà delle sentenze della Corte di giustizia europea (CGUE) sono principi cardine dell’intero ordinamento sovranazionale.

Il venir meno di tale principio e l’attuazione di uno stato d’eccezione interno all’UE farebbe crollare l’intero sistema fiduciario e di eguaglianza sovrana stabilitosi tra gli Stati.

In particolare, una certa criticità potrebbe emergere quando, rifiutando i valori fondanti europei e aprendo a una possibile Polexitlegale, entra in gioco il PNRR polacco, la cui procedura di approvazione è attualmente bloccata a livello sovranazionale perché lo Stato si rifiuta di recepire le raccomandazioni della Commissione e l’ordinanza della CGUE sulla riforma del sistema giudiziario, dichiarato dalla CGUE inconciliabile con il diritto europeo – come commentato in un precedente contributo. Sembra chiaro che non sia possible dare vita al seguente precedente: ottenere i finanziamenti europei, senza rispettare il diritto europeo. 

Se una Polexit legale non è attuabile, bisogna anche escludere l’uscita della Polonia dall’UE. Infatti, ciò potrebbe avvenire solo per decisione di Varsavia, perchè non esiste nel Trattato alcun modo per “espellere” uno Stato membro.

Bisogna anche considerare che, mentre il governo polacco sembra mostrarsi sempre più anti-europeista, polacchi di tutte le età hanno manifestato a migliaia a Varsavia e in altre città e paesi per ribadire la propria appartenenza all’Unione Europea, scandendo lo slogan «io resto nell’UE».

Dunque, cosa possiamo aspettarci? Probabilmente una lunga battaglia tra governo polacco e Commissione europea, che ha a disposizione diverse opzioni: attivare il nuovo meccanismo di condizionalità dei finanziamenti dell’UE al rispetto dei valori dello Stato di diritto; continuare a bloccare l’approvazione del piano di ripresa e resilienza (PNRR) della Polonia; e, avviare dei procedimenti legali contro la Polonia – senza escludere una possibile combinazione di questi strumenti. Ciò che sembra chiaro è il fine ultimo: indurre il Paese a riconsiderare le proprie scelte.

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