PUIGDEMONT, POSSIBILE ARRESTO. L’INIZIO DI NUOVE TENSIONI?

Fonte Immagine: https://www.rtve.es/noticias/20171027/rajoy-pide-tranquilidad-espanoles-estado-derecho-restaurara-legalidad/1630769.shtml

La Spagna emette mandato di arresto internazionale su Carles Puigdemont, si dovrà attendere la decisione della Corte di Giustizia europea sull’immunità.

Per spiegare l’arresto di Carles Puigdemont dello scorso 23 settembre ad Alghero. Dobbiamo tornare indietro di 4 anni, a quel 27 ottobre del 2017, giorno in cui avvenne la Dichiarazione d’indipendenza della Catalogna (Declaración unilateral de independencia de la Cataluña).

La quale veniva approvata dal Parlament catalano, con delle votazioni segrete, di cui 70 favorevoli, 10 contrari e 2 astenuti. Inoltre, la Camera catalana insieme a Junts pel Sí e la CUP davano vita ad una risoluzione, attraverso la quale si dichiarava “la Repubblica catalana come uno Stato indipendente e sovrano”.

Una seconda risoluzione che proponeva di redigere una costituzione per il nuovo Stato catalano. Tra le tante proposte, si voleva promuovere un trattato di doppia cittadinanza con lo Stato spagnolo; regolamentare l’acquisizione della cittadinanza catalana; promuovere il riconoscimento della Repubblica catalana a tutte le istituzioni e stati.

Nella stessa giornata poche ore dopo, tali votazioni, divennero la premessa per l’applicazione dell’art. 155 della Costituzione spagnola da parte del Senato.

” Se una Comunità autonoma non adempie agli obblighi che la Costituzione o altre leggi le impongono, o agisce in modo da ledere gravemente l’interesse generale della Spagna, il governo, su richiesta del presidente della Comunità autonoma e, in caso di mancata osservanza, con l’approvazione a maggioranza assoluta del Senato, può adottare le misure necessarie per obbligarla ad adempiere obbligatoriamente tali obblighi o per la tutela di detto interesse generale.”

L’ex presidente spagnolo, Mariano Rajoy, definì l’approvazione unilaterale d’indipendenza come un “atto criminale ed illegale”. Contro cui lo Stato spagnolo avrebbe preso immediatamente dei provvedimenti ed avrebbe ripristinato la legalità nella Catalogna.

Tutto questo portò a far intervenire la polizia spagnola; a degli scontri con le forze catalane e a una grave crisi politica nello Stato spagnolo. Rajoy, considerava Puigdemont come l’unico responsabile dell’applicazione dell’art. 155. Mediante l’articolo 155 e l’autorizzazione del Senato, il governo di Rajoy assunse il comando delle principali istituzioni catalane, dei Mossos d’Esquadra (polizia catalana).

Limitò le funzioni del Parlament oltre a dare le dimissioni del Presidente della Generalitat della Catalogna, Carles Puigdemont, e del suo governo. Si decise di provvedere alla convocazione di elezioni autonome per la formazione di un nuovo Parlamento catalano.

Tuttavia, dopo qualche giorno dall’applicazione dell’articolo 155 della Costituzione spagnola, Puigdemont insieme a cinque membri del suo ormai ex governo, fuggirono in Belgio con l’intenzione di richiedere l’asilo politico, abbandonando gli indipendentisti catalani. Da questo momento diventano ricercati dalla giustizia spagnola, per l’accusa di appropriazione indebita di fondi pubblici, ribellione, sedizione, prevaricazione e disobbedienza. Con un ordine di cattura europea e nazionale emessa dal giudice Carmen Lamela, la quale successivamente verrà annullata per paura che il Belgio possa alleggerire la pena, ma rimane in vigore quella nazionale. Successivamente nel 2018, venne arrestato per la prima volta in Germania, ma essa si rifiutò di consegnarlo alla Spagna, così come il Belgio, dove risiede tuttora.

Nel 2019 venne eletto europarlamentare, in quanto la Corte di Giustizia europea aveva solamente stabilito che per diventare deputato europeo, bisognava attenersi al risultato elettorale. Puigdemont ottenne così l’immunità parlamentare, di conseguenza non poteva essere estradato in Spagna. La Corte Suprema spagnola emette un nuovo mandato di arresto europeo il 14 ottobre 2019, con le stesse accuse di quello precedente. Inizia così una battaglia fatta di alti e bassi, contro l’immunità parlamentare di cui godeva Puigdemont. La quale finalmente si concluse il 30 luglio di quest’anno, il Tribunale dell’Unione Europea revocava l’immunità da eurodeputato all’indipendentista Puigdemont, riattivando il processo di estradizione.

Lo scorso 23 settembre, l’ex presidente della Catalogna e attuale parlamentare europeo, arrivava ad Alghero per partecipare al convegno internazionale del folk, con il Movimento autonomista sardo, oltre ad incontrare il presidente della Regione Sardegna Christian Solinas e il presidente del consiglio regionale Michele Pais.

Invece, al posto di presenziarvi, Puigdemont appena arrivato nel territorio italiano, fu arrestato nell’aeroporto di Alghero sulla base del mandato di cattura internazionale emesso precedentemente dalla Corte Suprema spagnola nel 2019.

Venne portato al carcere di Bancali a Sassari, dove trascorse la notte e fu rilasciato il giorno dopo. Lunedì scorso, si tenne l’udienza per la sua estradizione in Spagna, ma la decisone è sospesa per la Corte d’appello di Sassari, si è deciso di aspettare la decisione della Corte di Giustizia europea sulla sua immunità parlamentare e sulla competenza del giudice spagnolo che emesse il mandato di arresto.

Come conseguenza, l’arresto e la possibile condanna di Carles Puigdemont, potrebbero portare a delle nuove tensioni e proteste nella Catalogna. Nonostante la Catalogna, sia una delle regioni più ricche della Spagna, continua ad avere delle lamentele riguardo il fatto di pagare il governo spagnolo più di quanto la Catalogna riesca a ricevere, oltre ad un’altra protesta storica legata al tempo in cui Franco era al comando della Spagna.

Sebbene negli ultimi anni si siano ridotte attraverso un tavolo di dialogo tra l’attuale presidente spagnolo, Pedro Sánchez, e il presidente catalano in carica, Pere Aragonès. Ciò non esclude anche una nuova crisi politica all’interno del paese spagnolo

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