L’UNIONE EUROPEA A CORTO DI ENERGIA

È stata già chiamata “Crisi dei prezzi dell’energia” l’Ue e gli Stati membri stanno lottando contro la crisi energetica scaturita del gas russo, Italia, Francia e Spagna spingono per una risposta comune europea all’impennata dei prezzi delle bollette, Finlandia e Irlanda non ci stanno, frenano la proposta.  

Dal 30 settembre al 1° ottobre, Gazprom il colosso energetico russo, ha tagliato le forniture di gas all’Ue, attraverso la Bielorussia e l’Ucraina. Il risultato di questa azione è stato che gli Stati europei hanno registrato un aumento dei prezzi del gas a due cifre, questo potrebbe spingere l’inflazione nell’eurozona di circa il 3%, danneggiando seriamente i consumatori e mettendo a rischi la ripresa economica europea. 

Tuttavia, Mosca accusata di aver ridotto intenzionalmente la fornitura di gas all’Ue, non ha fatto attendere la propria risposta per mezzo del Presidente Vladimir Putin e di Gazprom, è stato ribadito il fatto che la Russia è un fornitore affidabile, sia per i paesi asiatici che per quelli europei, e che rispetta gli impegni e contratti in essere. Le cause di questa crisi energetica sembrano essere molteplici; alla base ci sarebbero una combinazione di sviluppi internazionali ed europei. In seconda battuta, sembrerebbe che abbia influito la ripresa mondiale post Covid-19, ha portato ad un aumento della domanda di gas e diminuito lo stoccaggio di gas. Inoltre, va aggiunto che nell’ultimo periodo sono stati registrati problemi di produzione in Norvegia, Regno Unito e Russia a cui va aggiunta una forte richiesta di gas proveniente dai mercati asiatici. 

L’elevato prezzo del gas ha spinto molti paesi europei a ripiegare sul vecchio e sicuro carbone per assicurare energia e riscaldamento ai propri cittadini, questo non ha fatto altro che far aumentare ulteriormente i prezzi del gas. L’attuale modello di business per lo stoccaggio, consiste nello spedire a piena capacità il gas attraverso i gasdotti esistenti, collegati per tutto l’anno all’Europa. Quando in estate per motivi di temperature, la richiesta di gas diminuisce da parte delle famiglie, ciò che rimane del gas viene stoccato, per poi essere utilizzato in inverno quando la richiesta torna ad aumentare, ma questa volta il gas conservato non è stato sufficiente. 

Vale la pena di ricordare che la Russia è uno dei principali fornitori mondiali di gas, per esempio circa il 43% di gas viene fornito da Mosca all’Ue, secondo alcune fonti più sospettose dell’accaduto, la Russia avrebbe diminuito volontariamente le forniture di gas verso l’Europa, per fare pressione sugli Stati europei, affinché approvino in modo definitivo l’avvio del gasdotto Nord Stream 2. Tuttavia, sempre il Presidente Putin ha dichiarato che la Russia aumenterà le forniture all’Europa, per far fronte all’attuale crisi energetica e tornare a stabilizzare i prezzi del mercato energetico, letteralmente schizzato alle stelle nelle ultime settimane. 

Questa situazione ha colto impreparata l’Ue e i suoi Stati membri, anche in questa circostanza divisi sulle soluzioni da adottare, per affrontare la crisi energetica. Durante il vertice Ue-Balacani ospitato in Slovenia, è intervenuta la Presidente della Commissione Ursula Von der Leyen, la quale ha fatto intendere che bisogna spingere di più l’Europa verso la transizione energetica, in quanto l’energia prodotta da fonti rinnovabili ha mantenuto i prezzi stabili negli ultimi dieci anni, al contrario di quelli del gas che risultano essere assai volatili. La Presidente Von der Leyen si è detta preoccupata per l’eccessiva dipendenza dal gas russo che mantiene l’Ue, si tratta di circa il 90% del gas europeo importato. 

L’Italia, presente al vertice Ue-Balcani con il Presidente del Consiglio Mario Draghi, ha indicato di essere favorevole alla creazione di un consorzio europeo per acquisti comuni e per le riserve energetiche. La visione italiana è quella di conferire alla Commissione europea, il ruolo di acquirente unico europeo per conto degli Stati membri, così come avvenuto per l’acquisto dei vaccini, durante la pandemia globale. La linea italiana, sulla questione energetica è stata appoggiata da Francia e Spagna, i due Stati hanno dichiarato che l’aumento dei prezzi del gas è insostenibile; pertanto, bisogna attuare un approccio comunitario al problema, tra cui rivedere le regole del mercato unico europeo per limitare la speculazione. 

La Finlandia e l’Irlanda hanno per il momento congelato la proposta del Presidente Draghi, la ministra dell’economia finlandese Anikka Saarikko è intervenuta affermando che la fornitura di energia alle famiglie dovrebbe essere di competenza dei singoli Stati europei, e che bisogna riflettere molto attentamente prima di prendere una decisione comune. La linea finlandese è stata appoggiata dal ministro delle finanze irlandese, il quale ha ricordato che la vera sfida europea non è quella di reagire ad uno shock temporaneo in modo eccessivo, in quanto questo non avrà alcun impatto sul medio termine. 

La Commissione europea per il momento non si è pronunciata, ha dichiarato che la questione sulle riserve di gas con il conseguente collegamento ai prezzi dell’energia, saranno oggetto di discussione al prossimo Consiglio europeo di fine ottobre a Bruxelles. L’impressione è che la Commissione si voglia limitare a suggerire delle misure da adottare a livello nazionale, avallando tacitamente la posizione finlandese, evitando così un eccessivo coinvolgimento dell’Ue. Ad ogni modo, la strategia della Presidente Von der Lyen, rimane quella di aumentare la produzione di energia rinnovabile, per realizzare una vera e propria autonomia energetica europea. 

Gabriele La Spina

Gabriele La Spina, attualmente Capo Redattore e analista geopolitico per gli Affari Europei in IARI. Nato a Catania nel 1991, ha conseguito la laurea triennale in Politica e Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Catania, ha proseguito gli studi a Milano, conseguendo il Diploma in Affari Europei presso l’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI). Infine ha continuato con la laurea magistrale in Internazionalizzazione delle Relazioni Commerciali sempre presso l’Ateneo di Catania.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Latest from Senza categoria