IL DIRITTO ALLA PRIVACY NELL’ERA DIGITALE

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 Il 2021 UN Report on the right of privacy in the digital age esprime le preoccupazioni del Commissariato ONU per i diritti umani circa l’impatto negativo che può derivare dall’uso “improprio” e “difettoso” dei dati da parte dei sistemi d’intelligenza artificiale (IA).

«I rischi dell’intelligenza artificiale per la privacy sono una delle questioni più urgenti sui diritti umani che dobbiamo affrontare». Questo è l’appello che Michelle Bachelet ha lanciato durante la presentazione dell’ultimo rapporto sul diritto alla privacy nell’era digitale, durante la 48esima sessione di lavoro del Consiglio ONU per i diritti umani, tenutasi tra il 13 Settembre e l’1 Ottobre 2021. 

Il diritto alla privacy è un diritto fondamentale riconosciuto dai più importanti strumenti internazionali: la Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo, all’articolo 12; il Patto ONU sui diritti civili e politici, all’articolo 17; la Convenzione sui diritti del fanciullo, all’articolo 16; la Convenzione internazionale sulla protezione dei lavoratori migranti e delle loro famiglie, all’articolo 14; la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, all’articolo 22; la Carta africana sui diritti e il benessere del bambino, all’articolo 10; le Convenzioni Americana ed Europea sui diritti umani, rispettivamente agli articoli 10 e 8.

Inoltre, il diritto alla privacy è «un’espressione della dignità umana ed è legato alla protezione dell’autonomia del singolo e della sua identità personale» e, in quanto tale, va riconosciuto a tutti indistintamente, senza eccezioni.

Fra tutte le possibili conseguenze sui diritti umani, emergono due considerazioni: la prima, concernente la raccolta e la diffusione dei dati e, la seconda, in riferimento all’utilizzo di tali sistemi in settori ritenuti strategici. 

Nel primo caso, i vasti data-set a disposizione dell’IA spesso includono dati personali, perciò si rischierebbe di facilitare l’intrusione nella privacy delle persone oltre che la diffusione «opaca» o poco chiara dei dati, nonché la loro esposizione ad usi illeciti. Nel secondo, invece, gli stessi rischi sarebbero amplificati nel momento in cui i sistemi venissero impiegati nei settori chiave quali sicurezza nazionale, polizia, giustizia, gestione dei confini nazionali,pubblici servizi. 

Le raccomandazioni conclusive della Bachelet si rivolgono principalmente agli Stati, affinché:

  • Fissino la tutela dei diritti umani come necessità primaria; 
  • Disciplinino mediante legge il ricorso all’IA, nel pieno rispetto del diritto internazionale e in conformità con i principi di necessità e proporzionalità;

Dispongano apparati legislativi e non che siano in grado di prevenire e mitigare gli effetti sui diritti umani, assicurando anche l’accesso a rimedi efficaci alle vittime delle violazioni.

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